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92,64 km

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vicino Colico Piano, Lombardia (Italia)

Itinerario prevalentemente pianeggiante (il dislivello totale non arriva a 500 metri), con qualche salita nell’ultimo tratto, da Tirano a Grosio. Il sentiero della Valtellina offre una discreta varietà di panorami tra fondo valle e piccole cittadine, ma la sua lunghezza (quasi 100 km) suggerisce di mettere in conto due o tre giorni di escursione, così da avere anche più tempo per le visite lungo il percorso.

La Valtellina è un microcosmo alpino, ricco di varietà naturali e culturali, corrispondente al bacino idrico dell’Adda, a monte del Lago di Como. Alla Valtellina appartengono diverse valli laterali, come la Val Malenco, la Val Masino e la Valle del Bitto, mentre la Val Poschiavo è già oltre il confine svizzero.

Il fiume Adda determina un clima particolare nella valle: il versante retico, esposto a sud, gode di un caldo secco che ha favorito lo sviluppo di un’importante attività vinicola; il versante orobico, invece, esposto a nord, è caratterizzato da un freddo umido che ha incentivato l’allevamento.

Anche se si chiama “sentiero” la strada che attraversa la Valtellina è una pista ciclopedonale a tutti gli effetti, tra l’altro anche molto trafficata nei giorni festivi. La partenza da Colico avviene di fianco allo storico imbarcadero e concede al ciclista fantastiche vedute sul lago e sulle montagne circostanti. Pedalando verso la foce dell’Adda si è subito tentati da una piccola deviazione per ammirare il Forte Fuentes, costruito nel XVI secolo dagli spagnoli per controllare il valico alpino.

Foresta e campo coltivati si alternano nel tratto che porta a Morbegno. L’ingresso nel paese è in leggera salita ma le calorie necessarie per giungere fino in centro si potranno recuperare facilmente con uno spuntino a base di formaggi e salumi locali. La parte del leone la fa sicuramente il Bitto, il formaggio che troneggia tra l’altro nella ricetta dei pizzoccheri, la più famosa specialità della Valtellina.

Superata Morbegno si attraversa la Statale 38 per proseguire in direzione di Talamona. A Cedrasco si affronta uno dei tratti più suggestivi (e attrezzati, vista l’abbondanza di aree giochi destinate ai bambini) di tutta la pista valtellinese. Poi, a quasi 50 chilometri da Colico, il Santuario della Madonna di Sassella annuncia Sondrio. È il più piccolo dei capoluoghi italiani di provincia, comodo come base di appoggio per qualunque necessità, anche se è difficile che una realtà urbana riesca a trattenere il ciclista dalla sua voglia di pedalare per la valle. Anche perché, pochi chilometri più avanti, si raggiunge Chiuro, circondato da decine di vigne ed epicentro della viticoltura valtellinese.

Il sentiero di valle sfiora il piccolo borgo di Teglio, da cui deriva il nome Valtellina (in latino Vallis Tellina), prima di giungere a Tirano, presidiato dal rinascimentale Santuario della Madonna, a pochi metri dal confine con la Svizzera. Da questo momento in avanti la salita si fa decisamente sentire e, negli ultimi 15 chilometri per arrivare fino a Grosio (656 metri sul livello del mare), la fatica è assicurata.

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