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vicino Umito, Marche (Italia)

Il lungo viaggio del Cinghiale inizia nella frazione di Santa Maria (AP) dove, abbandonata l’auto si procede su asfalto transitando per i borghi di Pito e Pozza. Dopo 7/8 km di bitume giungiamo ad Umito, un’abitato che sovrasta il Fosso della Montagna e dal quale parte il frequentatissimo sentiero N.314 C.A.I. per le cascate della Volpara e del Prata. Ma noi oggi, arrivati sulla piazzetta della chiesa di Umito, prendiamo a sx per una frangifuoco che si addentra nel bosco. Da quota 640m siamo costretti ad affrontare più di 1000m di dislivello (interamente nella boscaglia) al fine di svalicare nel versante del Rio Castellano. L’interminabile carrareccia attraversa la Valle dei Ciechi e sale inesorabile alla Costa la Tana per andare ad intercettare il Sentiero Italia che scende dal Termine ossia dal punto di confine tra Lazio, Marche ed Abruzzo. Nel mentre si compie l’ascesa, tra castagneti e boschi secolari, si incrociano la Fonte Iachina e la Fonte delle Pozze. Salendo si può ammirare Macera della Morte e sotto di essa la Valle della Corte. Se proviamo a fermarci in primavera su uno dei belvedere che si affacciano su Macera e sulla Costa Piangrano, tendendo l’orecchio, si può anche udire il fragore delle impetuose cascate della Volpara. Passato il Colle dell’Abete, una volta raggiunto il crinale della montagna, prendiamo a dx per la traccia C.A.I. che scende decisa a Prato Lungo. In questo tratto bisogna fare molta attenzione in quanto risulta infestato dai cinghiali che usualmente si nascondono tra le alte felci ai bordi della sterrata. Volgendo lo sguardo a valle, oltre cha al panorama mozzafiato, si scorge un rifugio di pastori dove di solito vi pascolano dei cavalli. Lo puntiamo e seguendo l’evidente traccia rientriamo nel bosco. Il fondo diviene sabbioso con sassi smossi, inizia una selvaggia ed elettrizzante discesa nella Foresta di San Gerbone passando per il Fosso di Faoia. Per i particolari del tracciato che conduce fino a San Giovanni si rinvia alla traccia short http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/6899.
Ripreso l’asfalto ci dirigiamo verso la frazione di San Martino e continuiamo a salire per qualche km sino al valico di San Paolo. Svalicati di nuovo nel versante di Acquasanta proseguiamo in discesa fino ad incrociare un rudere sulla dx della strada. Proprio qui, in corrispondenza di una curva a dx svoltaimo a sx per una carrareccia che aggira il Colle d’Izzano e più avanti passa sotto il Colle Ciufolone. Il tratto è veloce e piacevole perciò, se si è conservata un po’ di energia, ci si potrà divertire sbizzarrendosi con qualche evoluzione. Prima di sbucare sulla strada asfaltata, nei pressi della frazione di Pomaro, si svolta a dx e si continua sulla sterrata che scende al Fosso del Matrisciano. Da ora in poi, ci si mantiene sulla traccia che costeggia il torrente Rio e conduce alla frazione di Cagnano. Ripresa la provinciale, Santa Maria è ormai a due passi.
Per chi avesse intenzione di provare il piacere di pedalare nella Foresta di San Gerbone, il Cinghiale raccomanda questo anello (versione big) solo perché, se si è ben allenati, è possibile godersi due belle discese anziché una soltanto. Ovviamente la versione short non è da meno in quanto permette di visitare la cascata di Faoia e di affacciarsi sul Fosso di San Gerbone percorrendo un antico sentiero che serpeggia sulla pietra arenaria.

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