Difficoltà tecnica   Medio

Coordinate 355

Uploaded 2 gennaio 2013

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10,68 km

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vicino Casalbore, Campania (Italia)

Un percorso adatto a tutti,organizzato per una giornata rilassante in momenti d’interesse naturalistico,culturale, storico e paesaggistico, nella Valle del Miscano. La Valmiscano con le valli dell’Ufita e della Cervaro, rappresenta geograficamente il più settentrionale dei passaggi lungo i quali erano impostate le vie di collegamento che solcavano questa parte di territorio della Campania interna in senso longitudinale e trasversale, incrocio delle vie naturali di transito da Roma per il Tavoliere delle Puglie ,già frequentate in epoca preistorica. Importanti ed espressive sono le testimonianze archeologiche del periodo sannitico individuate nel territorio di Casalbore.Il Tratturo Pescasseroli-Candela o “ Via della Lana “ millenario, destinato alle trasmigrazioni degli armenti e greggi dall’Abruzzo alla Puglia e viceversa. La presenza d’importati e antiche Dogane site tra Buonalbergo (BN) Monte Chiodo e Tavernola, Casalbore (Borgo Antico –taverna Tre Fontane) e Greci, denota l’importanza storica di quest’area interna, incrocio naturale delle vie di comunicazione e di traffico. Presso la dogana di Tavernola, si conservano due lapidi, riferite al pagamento del passo, e sono datate 1627-1713.(d'istituzione Aragonese già nel 1447, fù soppressa nel 1806, durante l'occupazione francese del regno di Napoli) Questa sede doganale dominava su un Tratturo importante proveniente dalla Benevento (Valle del Calore – detto pure dei tabaccari), costeggiava il fiume Miscano, risaliva verso Casalbore affiancandosi alla via Traiana e s’immetteva sul Tratturo principale , Pescasseroli-Candela nei pressi del Riposo della transumanza di S.Spirito.In età romana alcuni di questi antichi Tratturi furono ricalcati da nuovi tracciati viari come l’Appia-Traiana, la via Erculia e la Minucia.La via da Benevento, per Aequum Tuticum e Brindisi, era detta Traiana.Lungo tale tracciato, incontriamo vari ruderi di ponti, tra cui quello delle Chianche, il più importante, a sei arcate a tutto sesto in mattoni bipedale, mentre il calpestio è formato a lastre di pietra poligonali (chianche) da cui prende il nome.In una di queste si nota un incavo, che la leggenda vuole sia l’impronta del ginocchio della Madonna. Sì perché, poco prima del ponte adiacente alla Via Traiana incontriamo il Santuario della Madonna della Macchia. Chiesetta rurale con Statua lignea di epoca bizantina XII sec.,rappresenta la Vergine con imbraccio il bambino. Importante è la cima di monte Chiodo, dove alcuni studiosi hanno individuato l’antica Cluvia sannitica, citata da Tito Livio (libro IX-XI) centro strategico durante le guerre sannitiche .Fu contesa con alterne vicende, tra gli eserciti romani e sanniti con sanguinosi scontri tra Monte Chiodo, vallone S.Spirito e Necropoli Spineto. Sul percorso incontriamo la Taverna della transumanza di Monte Chiodo (gli autogril del passato) antichi ristori che offrivano vitto e alloggio ai pastori, viandanti, cavalieri, principi, eserciti,pellegrini e per tutti quelli che percorrevano il Tratturo o le vie antiche dell’epoca. La dolcezza del paesaggio che s’incrocia nel proseguire il percorso viene scandita dai colori dei campi coltivati, dalle case sparse sui crinali, dalle masserie isolate, dalle aie e cortili attraversati da tratturelli, tutti elementi che annunciano i silenzi, i profumi e la solitudine delle massaie. In dette Masserie è ancora possibile sentire la fragranza dei cibi genuini di un tempo, ormai remoto, gustare il prosciutto con il pane fatto in casa, riassaporare ricotta e formaggi, fare la scorta di ortaggi.
N.B.- il percorso parte dalla Masseria Sant'Elia (eco agriturismo).

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