Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  5 ore 6 minuti

Coordinate 442

Uploaded 10 dicembre 2016

Recorded dicembre 2016

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1.216 m
474 m
0
2,3
4,6
9,14 km

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vicino Caino, Lombardia (Italia)

Le previsioni Meteo non sono delle migliori ma proprio dalle mie parti danno “aperture” nell’arco della giornata, una prospettiva che mi da il “quid” per uscire dal tugurio e buttarmi sui sentieri, e così parto, partiamo, verso le nostre amate montagne di casa.

Caino è a pochi minuti da Brescia e anche per stamattina ce la prendiamo con calma, prendendoci i nostri tempi per una colazione adeguata/pisciare i cani, poi siamo al Pian delle Castagne, dove parcheggiamo incredibilmente l’auto nell’unico posto disponibile, chi si immaginava una così ampia frequentazione di questi posti all’apparenza semisconosciuti?

Percorriamo la strada sterrata sino al Santuario delle Fontane che sta lì proprio a 5 minuti di cammino, poi subito dopo ecco la palina indicativa laddove la sterrata si restringe: sentiero 385 M. Doppo, si vira a destra. Il sentiero per un lungo tratto sale senza togliere il fiato, attraversando alcuni roccoli per poi arrivare alla Baita Tanì, un posto “sui generis” dove poter fare un piccolo break, da qua si prosegue restando sotto il filo di una comoda cresta, con il sentiero che ora si impenna in maniera più evidente.

Giunti al bivio con il sentiero 381-387, il nostro pensiero prosegue dritto e con una pendenza di una certa importanza, oltrepassa un dosso, e poi continua sul filo di cresta, a volte un po esposto, fatti tre brevi saliscendi, la traccia si inoltra ripida nel boschetto che porta al M. Doppo, dove tra un passaggio e l’altro su roccette un po umide e infide ci si porta in breve sulla panoramica cima. Sulla relazione ho valutato i passaggi in un I°, ma penso che in un paio di passaggi si possa valutare gli ostacoli con un II°. 1h45.

Nonostante il tempo bigio, la visuale ci permette di capire dove andremo a mettere i piedi, scarico i liquidi su questo posto isolato, mentre verso ovest dopo una prima discesa il sentiero di cresta porta con una certa facilità all’Eremo di S. Giorgio.
Via allora, giù ripidi per la breve e scivolosa discesa dove incontriamo un escursionista buddhista che ci racconta parecchio di questi posti, lui; da quella parte si va a Lumezzane, di la si va a Nave, qui l’anno scorso è nato un Ontano, la state attenti che una settimana fa ha cacato il cane di un mio amico… un Pastore Bernese, non ne uscite tanto facilmente da quella “torta” se la pestate, …lì…la… e che dire del Nepal? Io: E che dire di andare a fanculo evitando di asciugare le palle alle popolazioni del Sud-Est asiatico? E adesso ciao fratello, che il mantra orale sia in te.


Dopo aver superato l’Eremo, il sentiero perde un poco di quota per poi viaggiare in falsopiano, supera la Forcella di Calone per poi riprendere a salire abbastanza moderatamente su un sentiero che viaggia in mezzacosta, giusto il tempo di pensare se mandare al diavolo il referendum, ed eccoci giunti nel pianoro che anticipa l’arrivo al Santuario delle Conche; dovendo salire al vicino M. Conche evitiamo un primo passaggio al Santuario, prendiamo la ripida traccia posta proprio davanti a noi e tempo 10 minuti, ma anche meno, ed eccoci qua sul M. Conche.


La cima è isolata e gode di una bella visuale sul sottostante Santuario, scattiamo qualche foto ricordo abbracciati dalle nuvole circostanti e poi via verso il Santuario, luogo prescelto per il nostro pranzo al sacco. Questo è un posto ben tenuto e molto frequentato tutto l’anno, dove c’è un posto di ristoro frequentatissimo e molto economico ben posizionato all’interno delle mura sacre.


Dopo aver dato fondo alle scorte idriche e solide, proseguiamo ora il cammino salendo al vicino monumento dell’alpino per poi ridiscendere al bivio per il M. Conche, facciamo a ritroso il sentiero fatto all’andata e tempo qualche minuto troviamo una evidente deviazione sulla destra che scende verso Caino, lo imbocchiamo fiduciosi dopo un primo consulto con degli escursionisti locals (volevamo fare un sentiero alternativo), ma poco dopo la traccia si perde. O cazzo, e adesso?
Intercettata una traccia in prossimità di una costruzione ben curata, mi accorgo che imboccandola si può arrivare ad un'altra deviazione che poi scende verso il basso dove già due persone la stanno già percorrendo, guardiamo meglio i due personaggi e subito notiamo che sono i due locals incontrati poco prima che anche loro devono tornare a Caino, ci buttiamo così al loro inseguimento non avendo voglia di fare un ravanage non previsto.


Dopo averli raggiunti e superati, visto che loro si son fermati nei pressi di un roccolo, siamo scesi spediti sino alla Madonna delle Fontane ed in quattro e quattr’otto siamo di nuovo all’auto. Questo sentiero dovrebbe essere il 382.

Nota 1): Questo è un sorprendente giro che si può effettuare a quattro passi da Brescia; due belle e isolate cime come il Doppo e il Conche sono impreziosite da un Eremo abbandonato ma ben curato, ed un restaurato Santuario posizionato in una bella conca dove è possibile mangiare a prezzi modici. Il T3 ruota attorno al M. Doppo dove ci sono alcuni passaggi da fare con attenzione, per il resto è un bel T2.



Nota 2): Cose a caso & chi se ne frega!



Notizie flash: Pornhub ha annunciato un’impennata di contatti dopo la caduta di Renzi. Schizzate le ricerche per le categorie Virginia Raggi e M. Elena Boschi. Renzi ha vinto nella categoria Sodomia.

Calcio e Cina: Il closing per la vendita del Milan è stata prorogata a marzo. Dalla curva sud di S. Siro è partito un coro verso Berlusconi: sei glande, glande, glande e come te sei glande solamente tuuu!

Poppe: Belen fa ginnastica in topless. E CHISSENEFREGA!

Nota 3): Eric osa…



CAINO.



Il freddo mi colpisce e appresto il mio accendino,

di pozze io ne vedo e la c’è un’ acquitrino,

abbasso le mutande e sfrego il mio Aladino.

Caino,

sbaglio il mio sentiero seguendo un Barboncino,

le lacrime mi scendono e sembro un bel bambino,

ma adesso che ci faccio nel centro di Pandino?

Caino,

un tipo s’avvicina col fare da becchino,

m’insegna a programmare il prossimo cammino,

ma invece arrivo in vetta e mangio il mio budino.

Son bello e intelligente se leggo il mio Calvino, e in fondo mi domando: che cazzo di Caino?


A’ la prochaine! Menek e Rosa.

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