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10,43 km

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vicino Chigazzolo, Lombardia (Italia)

Lo so che vi sembra strano leggere una mia relazione in questo periodo, soprattutto dopo che ho scritto e riscritto dei miei problemi di salute… ma … non ce l’ho fatta ragazzi, troppa era la voglia di alzare il culo in una giornata da temperature primaverili, troppa era voglia di calpestar sentieri, troppa è… l’incoscienza.
E così si parte, ad un orario a me inusuale, orario troppo tardo e rischioso se si viaggia alle 10 del mattino nel ponte di Ognissanti, è roba per gente che pratica Yoga , io in questo traffico infernale perdo le staffe facilmente, sino al punto che la mia proprietà di linguaggio si addice di più ad un carpentiere della Valbondione che ad un gran signore quale sono.
Ma eccoci al Rif. Croce di Marone, in mezzo ad una “bolgia meccanica” mai vista prima da queste parti, ma fortuna delle fortune, un buco per parcheggiare l’auto lo troviamo, dopo che uno sky runner particolarmente mattiniero abbandona il campo.
E’ tutto un brulicare di gente che sale verso il Guglielmo, seguendo la sterrata che si inerpica senza grandi strappi, e ben fanno, trovare il Golem senza nuvole non è roba che capita spesso, con il cielo terso sarà uno spettacolo di sicuro.
Ma noi si va da tutt’altra parte, e lo facciamo perdendo un po di quota sino ad arrivare al vicino tornante, poi la bollatura bianco/azzurra posta sul muro ci indica la direzione; è un sentiero non numerato, ma su questa traccia passa la famosa gara per sky runner/biker Proai-Golem. Qua e la troverete i cartelli che ve lo ricordano.
E’ tutto un saliscendi, spesso su comodo terreno, ma in alcuni tratti le roccette affioranti fanno la loro comparsa. Oltrepassato il Passo di Spino, tempo 10 minuti si arriva all’altro passo, quello di Sale, si piega a sinistra, e si perde quota moderatamente sino ad incrociare sulla destra il bivio che vi porta in un bosco quasi magico, pochi passi e poi via… su un bel sentiero che viaggia in mezzacosta.
Ma… urca.. caz… lo stent!!!
Boia Faust che fastidio… ai, oi, az… esci dal mio corpo, mostro!
Mentre cammino sento fastidi, piccoli ma costanti, d’altronde il dottore me l’aveva detto: niente sforzi. E già…niente sforzi, sono tre settimane che sono steso, come faccio a rimanere inerme davanti a siffatta giornata?
Ahi, ahi, uz, uaz, ooooi! Ma vaffanculo, io continuo a camminare.
Salgo, saliamo, e anche con un discreto passo per essere in queste condizioni, intanto alzo la testa e vedo già la vetta con la croce che si staglia nel cielo oggi particolarmente azzurro. Qualche foto nei quattro punti cardinali ed eccoci arrivati. 1h30 dal via.
Purtroppo una leggera foschia ostruisce la vista verso il sottostante lago, ma il Sole picchia forte e ci permette di restare in maglietta mentre consumiamo il nostro pranzo.
Ahi, ahi, oi… ecchemminchia, anche da seduto continua la tortura? Questo cavolo di stent è meno simpatico di Cirino Pomicino!
Essendo partiti in ritardo, ci permettiamo giusto il tempo di ammirare le vette più famose che riconosciamo ad occhio nudo; la Presolana, il M. Baldo, il Pizzo Arera, il Pizzocolo, il vicino Guglielmo e molto più distante il M. Rosa. Ma poi…
Ma poi c’è la discesa da affrontare, grandi salti sui sassi non posso permettermi di farli, e allora? E allora mi invento la mia solita ”variante”, e la invento anche quando il buon senso consiglierebbe altro; niente discesa per la stessa via, eh, troppo facile, allora propongo a Rosa un alternativa tutta, o in parte da inventare, lei anche se preoccupata per la mia salute, accetta sapendo che un suo diniego non avrebbe sortito effetto.
Si scende per la via attrezzata? Noo, mi sarebbe piaciuto, ma è molto meglio seguire la cresta sud visto che il mio fisico è un po acciaccato.
Percorsa tutta l’aerea cresta sino a giungere alla sottostante Croce di Pezzuolo, istintivamente, ma quasi obbligatoriamente secondo il mio senso dell’orientamento (ho dimenticato la cartina a casa), abbiamo virato a destra in prossimità del cartello “Osteria Pastina”, abbiamo perso quota sino alla località Noale, e poi siamo risaliti per la strada cementata che con una pendenza costante di 30°, in 40/45 minuti ci ha riportato alla Forcella di Sale. Da li facile ritornare alla macchina… e in culo a me e a quando mi è venuta l’dea di allungare il giro!
Ahi, ahi, aaaahi! LO STENT!!!
Nota 1: Discreto giretto da fare per chi ha mezza giornata da spendere, la vista che si gode dalla Punta Almana vale il piccolo sforzo effettuato per arrivare in vetta. Il giro è completamente segnalato.

Nota 2):Cose a caso & chi se ne frega!

Notizie deviate: Emanuele Filiberto si è dichiarato filogay!
Mai più senza: che fine ha fatto l’Uomo Gatto di Sarabanda?
Estremismi religiosi, Lercio: un veterinario obiettore si rifiuta di curare una lumachina… “non aiuto figli di coppie ermafrodite”.
Nota 3): L’Almana di Eric…

ALMANA.

Su quella bella Punta io ci salgo a rana,
non è question di salti ma esco dalla tana,
qua io comincio bene se penso al mio Nirvana.
Almana,
l’andazzo è bello lento e arrivo a fil di lana,
il transito è per pochi ma c’è una carampana,
arrivo sulla vetta… c’è nebbia in Val Padana.
Almana,
la donna mi saluta: piacere sono Oriana,
se penso alla scrittrice s’affloscia la banana,
le chiedo a testa bassa se vien dalla Toscana.
E’ un incubo assassino la mente sua un po strana, e in fondo mi domando: chi cazzo è mai l’Almana?

A’ la prochaine! Menek

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