• Foto di Cima di Cece Trek
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Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  23 ore 59 minuti

Coordinate 2757

Uploaded 8 luglio 2016

Recorded luglio 2016

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2.754 m
1.590 m
0
5,8
12
23,25 km

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vicino Bellamonte, Trentino - Alto Adige (Italia)

I Lagorai sono una lunga catena montuosa poco frequentata, fuori dai classici circuiti turistici delle dolomiti.

Si arriva a Predazzo in Val di Fiemme e, prima del ponte sul Travignolo, si gira a destra in direzione di Valmaggiore, una valle laterale della val di Fiemme facente parte dei Lagorai. La forestale, abbastanza ripida e talvolta stretta, è asfaltata per i primi km, diventa poi una sterrata. Si posteggia prima di giungere alla malga omonima, in prossimità di un ponticello da dove si dirama sulla sinistra la forestale che porta al lago di Cece. Io non ho avuto problemi a giungere fin lì ma ho letto che nei periodi di maggiore affluenza può essere posto un divieto di transito, fatto questo che costringe ad allungare di un’ora abbondante il percorso.

!° giorno
Si sale in direzione del lago di Cece lungo la forestale poi su un bellissimo sentiero tra maestosi abeti rossi (1h30). A Campigolo grande, zona di pascolo, s’incontra un baito con il tetto ormai distrutto dal tempo. Il lago di Cece che si raggiunge dopo 15’, si trova in una radura verdeggiante In prossimità è presente un bivacco. Si continua sul sentiero SAT 336 su un tratto più ripido in direzione del lago Caserina situato a quota 2084 m. (1h00), meno bello del primo. Anche qui è presente un bel bivacco. La valle ora è diventata più stretta e il sentiero più impegnativo. La vegetazione si fa rada e il sentiero si snoda tra grossi massi di porfido. La direzione ora è la Forcella di Cece (2393 m.) che si raggiunge dopo circa 2h20 (3h30 dal parcheggio) percorrendo completamente il vallone. Ora il sentiero SAT 349 (sentiero Achille Gadler) corre a sotto la cima di Cece per un lungo tratto guadagnando lentamente quota tra enormi blocchi di granito che rallentano il passo. Dall’altra parte della valle, lontani sull’orizzonte, si profilano i più famosi gruppi dolomitici del Latemar, Catinaccio e Marmolada.
A un certo punto subito dopo aver superato una piccola croce di ferro, il sentiero vira decisamente a sinistra salendo per breve tratto ripido fino a giungere sul crinale dietro il quale si apre il vasto panorama sulla catena dei Lagorai, sulla val Cia, sul Dente di Cece e in lontananza su cima d’Asta. Al successivo crocevia posto a pochi minuti di cammino si prende sulla sinistra verso la cima di Cece che si raggiunge agevolmente in 30’. In quest’ultimo tratto sono ben visibili i camminamenti, le trincee e i ripari di guerra elevati spostando enormi macigni di porfido. Dalla cima, la più elevata di tutte le cime dei Lagorai (2754 m.) si possono ammirare le vicine Pale di San Martino e tutti i gruppi dolomitici prima citati. Ci si può soprattutto rendere conto dello sviluppo in lunghezza dei Lagorai (circa 70 km).
Scesi dalla cima si continua sul 349 sotto il curioso ed elegante Dente di Cece, una protuberanza rocciosa che ricorda il dente di uno squalo o di un drago gigante. In 50’ si raggiunge, perdendo quasi 600 m. di quota, la forcella di Valmaggiore (2180 m.) dov’è posto l’ottimo bivacco Paolo e Nicola, dotato di attrezzatura da cucina, fornello con legna, sei cuccette con materassini e coperte. Da lì parte il 365 che in 1h10’ di cammino riporta alla malga Valmaggiore. Io però continuo sul 349 in direzione di un’altra forcella, la Forcella Moregna. Il tempo di 1h20’ necessario per arrivarci mi sembra assai più lungo perché ora la fatica si fa sentire. Prima di arrivarci però si deve passare per un’altra forcella chiamata Doss Caligher (2190 m.) da dove il sentiero diventa più faticoso dovendo superare due grossi salti per arrivare infine alla forcella Moregna (2397 m.). Più sotto si vede il lago Brutto, ma si tratta di un bel laghetto incassato in un vallone lungo il quale prosegue il sentiero fino a giungere poco dopo a un secondo lago, il lago delle Trutte 2110 m., posto in un catino più vasto. Da lì in 20’ minuti di facile salita si giunge infine alla forcella Coldosè (2183 m.), nelle cui vicinanze è stato eretto il nuovo bivacco, dotato di luce grazie ad un pannello fotovoltaico, di cuccette, materassini, cuscini e coperte, stufa a legna e attrezzatura da cucina nonché di un grande tavolo con panche.

2° giorno
Partito dal bivacco ho seguito il 339 in direzione di malga Moregna (20’) posta accanto al laghetto omonimo. Accanto alla malga si trova un bivacco dotato solo un tavolo, un fornello e un tavolato per dormire. La conca del lago e incantevole. Dà lì il sentiero entra nel bosco e in 1h15’ arriva sui prati della malga Valmaggiore dove si trova anche una locanda con possibilità di ristoro. Dietro la malga la valle si apre con ampi pascoli. Si continua sulla sterrata che li attraversa per giungere poco dopo al posteggio dove si era lasciata l’auto.

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