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vicino Posto della Madonna-Verlingieri, Campania (Italia)

Questo sentiero, verso l'Affondatore di Vallivona, inizia in prossimità di Sanza, piccolo comune in provincia di Salerno.
Questo è facilmente raggiungibile tramite l’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Padula – Buonabitacolo proseguendo in direzione di quest’ultima. Giunti a Sanza, si segue l’indicazione “Rofrano – Vallo della Lucania”.
Dopo circa 2 km su questa strada statale incontreremo l’inizio del Sentiero Storico Madonna della Neve; percorsi ulteriori 2 km, a livello del Ponte Inferno, vi è un cartello naturalistico che segna l’inizio del sentiero AVCA;
proseguendo per altri 6 km circa vi è l’indicazione per il monte Cervati.
La strada è asfaltata solo per un breve tratto iniziale ma resta comunque percorribile per tutto il percorso.

Proseguendo lungo questa strada sterrata dopo 6,5 km si incontra il primo bivio in località Colle del Pero, si consiglia quindi di fermare l’auto e proseguire a piedi in direzione dell’Affondatore di Vallivona (Inghiottitoio).
Il percorso dura circa 20 minuti ed è piuttosto facile;
si giunge quindi al pianoro che sovrasta l’affondatore, da qui si ha una visione dall’alto dell’inghiottitoio ma l’accesso è impossibile per la presenza di pareti a strapiombo.
A questo punto è possibile congiungersi con il sentiero AVCA che iniziava al Ponte Inferno, oppure, è possibile effettuare una escursione lungo il Colatoio.
Dal pianoro, il sentiero prosegue sulla nostra destra e si incontra quindi un paletto in legno con segnale rosso bianco.
Da questo, proseguendo verso destra si scende in direzione del Ponte Inferno lungo il sentiero AVCA e si incontra l’accesso per l’Inghiottitoio;
proseguendo invece in salita sulla nostra sinistra ci si immette sul sentiero AVCA superiore che consente di percorrere il Colatoio.

Verrà ora descritto prima il sentiero lungo il Colatoio e quindi si passerà a descrivere il sentiero verso l’Inghiottitoio.
Dopo aver effettuato la breve salita alla sinistra del paletto in legno, si svolta nuovamente verso sinistra ed in lontananza si noterà Colle del Pero, una piccola collinetta priva di alberi.
Proseguendo quindi lungo il percorso, dopo circa 15 minuti, si attraversa un pianoro con numerosi alberi tagliati fino a giungere al Colatoio;
la discesa lungo il Colatoio non è segnalata e bisogna prestare molta attenzione a non scivolare (questo percorso è alquanto difficoltoso e lo sconsiglio agli inesperti). Percorso tutto il Colatoio si arriva al di sopra dell’Affondatore ma anche in questo caso l’accesso è impossibilitato da una parete a strapiombo di diversi metri di altezza; bisogna quindi risalire lungo la parete destra del Colatoio e girando attorno all’Affondatore (tenendolo sempre alla nostra sinistra) si torna al pianoro di partenza che sovrasta l’Affondatore.

(ATTENZIONE: Ci tengo a precisare che tutto la discesa lungo il Colatoio e la salita al pianoro che sovrasta l’Affondatore non sono segnalati, noi eravamo muniti di GPS. Suggerisco quindi ai meno esperti di seguire il percorso in direzione dell’Inghiottitoio, che verrà di seguito descritto) .

Per raggiungere l’Inghiottitoio, appena giunti al paletto in legno con segnale bianco rosso, bisogna proseguire lungo il sentiero principale tenendo la destra. Il sentiero è molto ben tracciato ed in circa 20 minuti si giunge all’ingresso di una galleria scavata nella montagna che funge da canale per l’acqua.
La galleria è lunga circa 400/500 metri, nel periodo di agosto l’acqua è molto bassa ed un paio di scarpe impermeabili sono sufficienti, è indispensabile l’uso di una torcia per la totale mancanza di luce al suo interno (prestare attenzione per la presenza di alcune buche, anche se poco profonde).
Percorsa tale galleria si giunge quindi all’Inghiottitoio osservato in precedenza dal pianoro.

L’Affondatore di Vallivona, uno dei fenomeni carsici più importanti del meridione d’Italia, si trova sul versante sud occidentale del monte Cervati ad una quota di 1100 m/sm. Era una grotta di attraversamento che raccoglieva le acque d’alta quota che, scorrendo sul flysh miocenico presente, raggiungevano il portale nel quale si inabissavano per riaffiorare a Varco la Peta e Montemenzano. Questo corso d’acqua era in realtà l’alta via del Bussento che ha lasciato traccia del suo percorso nei condotti fossili posti al di sopra di quelli attivi. Negli anni ’70 vengono costruiti una diga ed una galleria artificiale lunga circa 200 m, per drenarne le acque, e dalla quale si accede all’area.

40.255507,15.477272

http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=1009526

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