• Foto di Bolsena - Capodimonte - Marta: giro del lago di Bolsena (Viterbo)
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Difficoltà tecnica   Facile

Tempo  5 ore 24 minuti

Coordinate 1930

Uploaded 15 dicembre 2015

Recorded luglio 2015

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430 m
313 m
0
12
25
49,58 km

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vicino Bolsena, Lazio (Italia)

Sito web: http://gianolinibike.it/node/4994
Località di partenza: Bolsena (350 m) Viterbo
Lunghezza: 49,6 km
Quota massima: 430 m
Dislivello complessivo in salita: 405 m
Ciclabilità: 100% - 60% asfalto e 40% sterrato
Arrivo: Bolsena (350 m) Viterbo
Acqua sul percorso: SI - Capodimonte - Marta
Come arrivare: da Viterbo si percorre la SR 2 – Cassia passando per Zepponami e Montefiascone. Si prosegue sempre sulla Cassia fino ad arrivare a Bolsena.
28/07/2015. Lasciamo l'auto nel parcheggio di via Guglielmo Marconi che si trova poco prima del tornante che porta in piazza dei Monaldeschi. Imbocchiamo la strada in discesa e ci dirigiamo in piazza Matteotti. Giunti al semaforo giriamo a destra imboccando la SR2 - Cassia e procediamo, in piano, su questa strada trafficata per 6,7 km. Giunti al bivio giriamo a sinistra immettendoci sulla SS489 e dopo 1,9 km imbocchiamo, sulla sinistra, un piccolo stradello alberato, seguendo la segnaletica stradale di colore marrone che indica Lago (1 km). Alla fine della strada asfaltata giungiamo sulla riva del lago di Bolsena, dove ci fermiamo un momento per scattare qualche foto. Inizia la carrareccia sterrata che si snoda a fianco delle rive del lago regalando stupende vedute verso l’isola Bisentina. Pedaliamo a fianco di canneti e piccole insenature e dopo 4,9 km ci immettiamo nuovamente sulla strada provinciale del lago di Bolsena. Continuiamo su asfalto, sempre costeggiando il lago poi la strada diviene nuovamente sterrata. L’itinerario è un continuo alternarsi di asfalto e sterrato. Ci fermiamo un momento per visitare la chiesetta di San Magno (XV sec.), dalla struttura in pietra. Purtroppo non possiamo visitarne l’interno in quanto è chiusa. La chiesa fu costruita dall'Ordine dei Cavalieri di Malta. Il 19 agosto di ogni anno, chi partecipa alla Messa, può lucrare l'indulgenza plenaria, concessa da Papa Benedetto XIV nel 1774. Riprendiamo la nostra pedalata a fianco del lago e ci fermiamo per fotografare la bella e lunga spiaggia di sabbia che si trova di fronte all’isola Bisentina. Ritrovato l’asfalto affrontiamo una dura salita dal 20% di pendenza e dopo una breve discesa ci immettiamo sulla SP8 Verentana. Percorriamo 1,6 km di questa strada in leggera discesa e poi giriamo a sinistra riportandoci verso la riva del lago. Arrivati sul lungolago procediamo su pista ciclabile fino a Capodimonte dove c’è un’altra bella e lunga spiaggia di sabbia nera. Il lago di Bolsena è il più vasto tra quelli di origine vulcanica e quinto per dimensione in Italia. Non c’è da stupirsi se le sue spiagge sono formate da sabbia nera. Entriamo in paese, giriamo a destra su via Roma e in salita ci immettiamo nuovamente sulla SP8 Verentana. Percorriamo circa 600 metri e poi al bivio giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Marta (1 km). Arrivati sul lungolago ci fermiamo in un bar gelateria per prendere due caffè e due brioches. Le paste ripiene alla crema sono enormi e buonissime. Ci complimentiamo con il gestore il quale ci informa che le prende da un pasticcere della zona. Abbiamo ancora fame e così ci concediamo anche due gelati, anche questi enormi e buoni. Ristorati e rinfrancati da questo rifornimento di zuccheri riprendiamo le nostre biciclette e pedaliamo sul lungolago. Grazie ad un ponticello pedonale oltrepassiamo il fiume Marta, emissario del lago di Bolsena, e continuiamo a pedalare di fianco al lago. Un’altra bella e lunga spiaggia ci invoglia a fermarci e bagnare le gambe nel lago. Oggi è una giornata molto calda e il giro si svolge sempre sotto il sole battente. Anche l’acqua del lago risulta particolarmente calda ma comunque per le gambe è un bel refrigerio. Di fronte a noi c’è l’isola Martana, piccolo resto di un conetto vulcanico ricoperto da una rada vegetazione. Dopo questa breve pausa riprendiamo a pedalare sempre sul lungolago e procedendo spensieratamente non ci accorgiamo di oltrepassare il bivio che dovevamo prendere. Siamo costretti a tornare indietro per circa 600 metri. A dire il vero, il bivio in questione è molto difficile da individuare, si deve entrare in un cancello che sembra condurre in una proprietà privata. La strada sterrata inizia a salire in leggera pendenza poi ....continua su: http://gianolinibike.it/node/4994

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