• Foto di Monterosso al Mare - Soviore - Malpertuso - Volastra - Manarola - La Spezia
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Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  5 ore 37 minuti

Coordinate 2832

Uploaded 8 ottobre 2015

Recorded novembre 2014

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778 m
11 m
0
9,7
19
38,87 km

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vicino Monterosso al Mare, Liguria (Italia)

Sito web: http://gianolinibike.it/node/4292
Località di partenza: Monterosso al Mare (200 m) La Spezia
Lunghezza: 39 km
Quota massima: 778 m tra Malpertuso e Cigoletta
Dislivello complessivo in salita: 1095 m
Arrivo: La Spezia (3 m)
Ciclabilità: 80%
Acqua sul percorso: NO
Come arrivare: uscire al casello autostradale Carradano - Levanto e imboccare la SP566 DIR in direzione di Levanto. Giunti in paese seguire le indicazioni stradali per Monterosso. Oltrepassare la località Albero d'Oro, proseguire fino al Colle di Gritta e seguire l'indicazione per Monterosso fino ad arrivare in paese.
01/11/2014. Iniziamo a pedalare in salita sulla SP38. Superate tre brevi gallerie arriviamo al Colle di Gritta (330 m) dove giriamo a destra seguendo l’indicazione turistica Santuario di Soviore (1,7 km). La giornata è molto bella e possiamo pedalare con la divisa estiva. Sempre in salita raggiungiamo il Santuario di Nostra Signora di Soviore. Un cancello aperto invita ad entrare nel piazzale delimitato sulla sinistra dall’edificio della foresteria. Il campanile si eleva alla sinistra della chiesa. L’interno è caratterizzato da un’unica navata, pavimentata in alcune zone da lastre di vetro che coprono i ruderi di un muro perimetrale preesistente. Dal piazzale si gode di un bel panorama sulla baia di Monterosso. Riprese le biciclette proseguiamo la pedalata nel Parco Nazionale delle Cinque Terre giungendo al Termine (544 m). Qui lasciamo l’asfalto e iniziamo lo sterrato che subito si presenta in pessime condizioni. Diversi sassi smossi e alberi caduti rendono la pedalata difficile e ci costringono spesso a scendere di sella. Dopo un single-trak inizia una ripida discesa abbastanza pericolosa che ci consiglia di spingere la bicicletta. Ritrovata la strada l’attraversiamo e proseguiamo su asfalto impegnandoci in una ripida salita lunga 760 m con pendenza media del 14,8%. Nei primi 100 m la pendenza è del 16,4% mentre la pendenza massima è del 19,3%. La strada asfaltata finisce davanti ad un cancello e sulla destra, in piano, parte lo sterrato all’interno del bosco. Superiamo una doppia curva e ci inoltriamo nella vegetazione, ostacolati dagli alberi caduti che, con nostro rammarico, nessuno ha pensato di rimuovere. Inoltre notiamo l’assenza di segnavia bianco-rosso e, se non si dispone di una traccia gpx, è molto facile perdersi, perché la segnaletica verticale è sporadica e, in presenza di innumerevoli bivi non è facile scegliere il sentiero giusto. L’incuria che caratterizza l’Alta Via delle Cinque Terre è indescrivibile e ci fa pensare che in questi anni la manutenzione del Parco Nazionale sia stata lasciata al caso. Il percorso prosegue sempre all’interno del Parco e non ci sono punti panoramici. Con molta fatica raggiungiamo Passo Malpertuso (735 m) e proseguiamo su single-track pedalando poco e spingendo molto. Imboccato un canalone in discesa, terroso e cosparso di sassi smossi, optiamo per il portage. Purtroppo, un sasso smosso tradisce l’appoggio del piede di Loredana procurandole una distorsione della caviglia. Spingiamo le biciclette fino ad arrivare ad un bivio dove giriamo a destra e in discesa ci dirigiamo verso Vernazza. Ritrovato l’asfalto, controlliamo lo stato della caviglia di Loredana. Purtroppo comincia a gonfiarsi. La strada prosegue in discesa e Loredana decide di proseguire il giro. Siamo a Drignana e planiamo velocemente verso Vernazza, dove giriamo a ...continua su: http://gianolinibike.it/node/4292

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