25 anni in bici tra le catene montuose

Storie, montagne e pedalate con Mikel Bringas

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Mikel Bringas con la bicicletta sul passo di montagna di “Khardung La” in India
Mikel Bringas su “Khardung La” in India - Foto di @Bizibidaia

Questi tempi di restrizione alla mobilità e pandemia sono il momento giusto per osservare l’ambiente che ci circonda, pianificare in anticipo itinerari futuri o ripercorrere i ricordi dei nostri viaggi passati. Nel mio caso, il tutto risale a 25 anni fa. Da allora sono passati molti anni, durante i quali ho maturato innumerevoli ricordi da tutto il mondo, tra cui grandi itinerari in bicicletta in cinque magnifiche catene montuose: i Pirenei, le Alpi, l’Atlante, le Ande e l’Himalaya. Sono Mikel Bringas, noto anche per il progetto Bizibidaia. Ti va di condividere con me i miei ricordi? 

La Traversata dei Pirenei in Mountain Bike

La mia prima grande traversata lungo le catene montuose del pianeta. Seguendo il tradizionale itinerario basato sul libro “La Travesía de los Pirineos en BTT(La traversata dei Pirenei in MTB) di Jordi Laparra, mi decisi ad attraversare i Pirenei in Mountain Bike grazie al ben noto itinerario che unisce il Mar Mediterraneo con il Mar Cantabrico. Jordi Laparra, Alfons Valls e Jaume Bonaventura sono stati i tre pionieri che conclusero questo percorso agli inizi degli anni ‘90. Lungo mille chilometri, il percorso è ormai un classico per gli appassionati di Mountain Bike più esperti.

Quanto a me, divisi il percorso, noto anche come Transpirenaica, in tre parti. Completai la prima tappa nel 2003, partendo da Llançà fino ad arrivare a Planoles. Fu una delle tappe più impegnative, dato che io e mia moglie Rosa decidemmo di coprirla in tandem (una bici costruita per due persone). Non ve la consiglio affatto! 9 anni dopo, avendo imparato la lezione, ho continuato il percorso partendo da Planoles per arrivare a Jaca, una città con così tanta storia che vale davvero la pena visitarla. Nel 2018, ho finalmente coperto in bici il resto del percorso fino a Donostia. In questa città, nota anche come San Sebastián, non potete non visitare la spiaggia “La Concha”, Monte Igeldo o “Peine del Viento” (Pettine del Vento), una delle sculture in acciaio di Eduardo Chillida, incastonata tra gli scogli sui quali spesso sifrange il Mar Cantabrico.

I Pirenei, neanche a dirlo, mi avevano lasciato sognare di altre catene montuose e mi avevano insegnato tre lezioni fondamentali: l’importanza del peso quando ci sono colline, gli infiniti percorsi che esistono nei posti intorno alle nostre case e i percorsi tecnici, che non mi piacciono per niente.

La Mountain Bike di Mikel Bringas in una corsa nella catena montuosa dei Pirenei
La Mountain Bike di Mikel Bringas nei Pirenei - Foto di @Bizibidaia

La traversata delle Alpi

Il fiorire del sogno di percorrere alcune delle catene montuose che il pianeta ha da offrire mi fece trovare la grande sfida in Transalpina en BTT, un libro scritto da Enrique Antequera. Infatti, quello Transalpino è probabilmente il percorso in Mountain Bike più famoso d’Europa. Il nostro itinerario (link al percorso) è iniziato a Garmisch-Partenkirchen, un comune tedesco vicino al confine con l’Austria. È lungo oltre 400 km e passa per Germania, Austria, Svizzera e Italia, dove finalmente si arriva al Lago di Garda. Il lago è ai piedi del ghiacciaio delle Alpi ed è il più grande d’Italia. 

Ho concluso questo percorso a giugno 2018, un periodo dell’anno durante il quale ho a malapena incrociato il cammino con qualcuno, tenendo conto che le stazioni sciistiche sono chiuse e che la stagione estiva non era ancora iniziata. Ad ogni modo, è stato allora che mi sono imbattuto nella rivoluzione delle biciclette elettriche. Ricordo che avevo sentito una donna arrivarmi da dietro mentre stavo salendo sul Passo del Mortirolo, intenta a cantare allegramente. Poco dopo, mi passò vicino questa simpatica vecchietta in bici, col marito che la seguiva in macchina. Il pensiero che tutte queste nuove tecnologie mi avrebbero permesso di dedicarmi alla mia passione per il ciclismo per molti altri anni mi rese felice. 

Come non ricordare, infine, tutti i verdi paesaggi che ho trovato con una tale facilità sulle Alpi e che tanto ho amato? Nella Valle dell’Endagina, ogni cosa era talmente in ordine e perfetta che mi sembrava di pedalare in un sogno. In genere non rivisito i posti, ma con la bellezza che hanno le Alpi, sarebbe difficile dire non farlo.

L’Atlante

Nella catena montuosa dell’Atlante in Marocco, ci sono molteplici possibilità di fare interessanti percorsi in bicicletta. A settembre 2018, ho scelto un percorso meno turistico (link al percorso) e ho fatto bingo. Con punto di partenza e di arrivo nella città di Marrakech, ho coperto un tratto di oltre 450 km, godendomi il viaggio lungo una pista ciclabile circolare tra i villaggi dell’Atlante. Questa volta l’ho concluso quasi tutto sull’asfalto. 

L’ingrediente immancabile del viaggio è stata l’accoglienza che ho ricevuto nella casa di una famiglia berbera. Alla fine di quasi ogni tappa, ho facilmente trovato alloggio, anche se c’è stata una circostanza nella quale non ho trovato un posto per dormire. La tappa era lunga ed era la giornata più calda, direi intorno ai 40 °C. Persino la gente del posto diceva che faceva caldo. Potete quindi immaginarvi il caldo che sentivo io! Mi avevano detto che l’alloggio più vicino era a circa 30 km dalla fine della tappa, così mi sono arreso e sono andato a chiedere per un posto dove poter dormire presso gli uffici dell’amministrazione locale. Mi fecero una fotocopia del passaporto e mi suggerirono di chiedere un posto per dormire a qualcuno in città. Ad un tratto, spuntò fuori il presidente di un sindacato locale, che mi invitò a casa sua per la notte. Finì col diventare una storia molto bella e avvincente. Non sono mai stato un tipo pratico, il che fu reso evidente quella sera, quando dovetti preparare delle palline di cuscus per cena, suscitando le risate di sua nonna e di tutti gli altri.

Mikel Bringas con la sua bicicletta nell’Atlante
Mikel Bringas nell’Atlante - Foto di @bizibidaia

La catena montuosa delle Ande

Al confine con la totalità della fascia costiera dell’Oceano Pacifico, la catena montuosa delle Ande si estende per 8.500 chilometri lungo la fascia costiera sudamericana. È la più lunga catena montuosa continentale della Terra, che attraversa Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela. In questa catena montuosa si trovano alcuni dei più alti vulcani del pianeta. 

In questa particolare occasione, ho avuto il piacere di pedalare a fianco della mia famiglia (maggiori informazioni su di loro e sulle vacanze di famiglia in bicicletta a seguire). Abbiamo seguito un percorso intorno a Quilotoa. Una dei principali punti di interesse in questa zona è la vista del cratere del vulcano da cui prende il nome la città. Si può persino entrare in canoa nella laguna del Vulcano Quilotoa! Siamo riusciti a concludere il percorso, che ci ha dato una prospettiva completamente diversa. 

Anche se mio figlio ha avuto qualche piccolo problema, ci siamo adattati abbastanza bene all’altitudine. Ciò nonostante, per superare alcune delle salite più impegnative, a volte abbiamo dovuto ricorrere all’aiuto degli autobus, tramite i quali è facile spostarsi con le biciclette. Il vero divertimento è arrivato con le discese. In particolare, le discese che ci hanno portato verso la costa: 60 chilometri di pendio ininterrotto. In cima, ci siamo messi addosso tutti i vestiti che avevamo per stare caldi e, una volta raggiunto il fondo, siamo finiti in costume da bagno. Siamo passati dalle alte Ande alla vegetazione tropicale in poche ore. Lungo tutto il viaggio, abbiamo anche fatto alcune escursioni. Le nostre mete erano Rucu Pichincha e il Rifugio José Ribas, nel Vulcano Cotopaxi, a quasi 5.000 metri sopra il livello del mare. A proposito, non ci dimenticheremo mai della cioccolata calda al rifugio, la più deliziosa che abbiamo mai assaggiato!

In bici per l’Himalaya

Per concludere il mio viaggio nei ricordi con una delle più magnifiche catene montuose del pianeta, non c’è meta migliore dell’Himalaya. Adessere precisi, il percorso di HimalaJo! (link al percorso). “Khardung La”, noto per essere il più alto passo di montagna al mondo comunque attraversabile con un veicolo a motore, si compone di 580 chilometri in bici, partendo da 1.086 m per arrivare a 5.390 m. Il viaggio di per sé è stato un regalo di famiglia per i miei 50 anni e volevo dimostrare loro di essere ancora in forma. Sembrava un obiettivo difficile, per cui ho preso la cosa con le pinze, ma si è rivelatopiù semplice di quanto pensassi. 

Dall’induismo al buddismo, questo percorso ciclistico si è rivelata un’opportunità unica di contemplare le varie culture. D’altra parte, in una limpida giornata al termine del viaggio onirico, ho potuto ammirare la catena montuosa del Karakoram da Khardung La. L’Himalaya non solo mi ha offerto momenti piacevoli, ma mi ha anche indotto a profonde riflessioni personali. Ho potuto constatare quanti di noi devono migliorare le proprie abitudini nell’intento di salvaguardare l’ambiente. Dobbiamo capire il nostro ruolo guida nella cura del pianeta e nella raccolta dei rifiuti che produciamo, plastica soprattutto. Prendersi cura del pianeta è nostro compito e ogni sforzo, per quanto piccolo, fa la differenza.

In viaggio peril mondo in bici e in famiglia

All’inizio, io e Rosa incominciammo organizzando le nostre vacanze in bicicletta come coppia. Più avanti, sono nati i nostri figli Eki e Lur e abbiamo formato la nostra squadra di famiglia. 

La nostra prima vacanza di famiglia in bicicletta è stata redatta e pubblicata in un libro intitolato Euskal Herria en Bici, nel 2006. In quell’occasione, sperimentammo il significato di andare in bicicletta in montagna. Per esempio, salire fino a Colado de Elorrieta con un tandem, due carrozze e un bambino è uno sforzo memorabile. Tre anni dopo, partimmo per un viaggio in bici attraverso l’Europa. Attraversammo Francia, Svizzera, Germania, Austria e Olanda, seguendo il libro Norte Salado Sur Dulce (Pungente Nord Dolce Sud). A quel punto eravamo in quattro e, visto che le cose sembravano andare abbastanza bene, eravamo determinati a proseguire su questa strada.

Mikel, Rosa, Eki e Lur con le loro bici a Queenstown, in Nuova Zelanda.
Mikel, Rosa, Eki e Lur in Nuova Zelanda - Foto per gentile concessione di Mikel Bringas

Proseguendo la nostra avventura di famiglia, decidemmo di partire per la Nuova Zelanda alla fine del 2010. In Oceania, trovammo una bella sistemazione da alcune famiglie del posto, grazie all’associazione di accoglienza per ciclisti Warm Showers. Anni dopo, abbiamo poi accolto quattro di queste famiglie in casa nostra. È una gioia immensa! Durante il nostro viaggio in bicicletta attraverso la Nuova Zelanda, dove soggiornammo per tre mesi, coprimmo le due grandi isole, rendendoci conto non solo che è un paese tutto da scoprire, ma che è anche bello viverci. È un paese al passo con i moderni progressi della società, dove la natura è sempre vicina. 

Un paio d’anni dopo, nel 2014, tirate fuori le biciclette partimmo per un viaggio in Senegal e Gambia. È un posto che vale davvero la pena visitare e che dà preziose lezioni educative. Sarà difficile che Eki e Lur si dimentichino di cose come dormire in villaggi senz’acqua o elettricità, o il fatto che tutti i bambini volevano giocare con loro e toccare i capelli lisci di Lur o provare a fare una pallottola con vecchi cenci. La costa senegalese e quella gambiana sembrarono il posto giusto per conoscere l’Africa Subsahariana in un’atmosfera familiare. Rosa fu colpita da un’auto in Gambia. All’inizio, rimanemmo scioccati, visto che le faceva molto male e non sapevamo se fosse grave. Per fortuna, in pochi giorni si rimise in sesto e tornò a pedalare sulla bici. 

L’anno successivo, lontani dall’Africa, in Islanda (link al percorso), avemmo modo di conoscere da vicino la forza della natura. Il tempo rese il viaggio impegnativo, ma pedalare al fianco di grandi amici come Imma, Iñaki, Lur e Xabi ci diede il coraggio di affrontare le difficoltà. L’Islanda è un posto molto speciale per il paesaggio, che attrae sempre più persone. Cascate come “Godafoss” (La Cascata degli Dèi), “Skógafoss” (La Cascata della Foresta) o “Svartifoss” (La Cascata Nera), oltre a geyser come “Strokkur” o “The Great Geysir” (il Gran Geyser), sono delle tappe obbligatorie se vi trovate in questo paese del nord. Viaggiare attraverso le cinque magnifiche catene montuose del pianeta e girare in bici con la famiglia sono alcuni dei miei innumerevoli ricordi in giro per il mondo, un incompiuto diario di storie. Speriamo di incrociare il cammino con voi, un giorno!