Sicurezza in montagna

Alcuni consigli essenziali per potersi godere la montagna in sicurezza

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L’Unità d’Intervento Montano dei Mossos d’Esquadra, esperti di sicurezza e di investigazioni sugli incidenti in montagna.
Auto di pattuglia - Foto dell’Unità di Intervento Montano dei Mossos d’Esquadra.

Scalare cime montuose, attraversare un couloir, camminare lungo un crinale o godersi la vista di una cascata sono fra le migliori attività che il seguire un sentiero di montagna può offrire. Trarre piacere da questi siti è possibile, sia che si stia facendo un’escursione, mountain biking, una ciaspolata o qualsiasi altra attività, ma qualsiasi sport in montagna in qualsiasi parte del mondo deve andare di pari passo con la sicurezza. Prevenire gli incidenti è vitale. Questo è il motivo per cui Wikiloc si è rivolta ai “Mossos d’Esquadra” (la forza di polizia catalana) della UIM (Unità d’Intervento Montano), anch’essa membra dell’ICAR (Commissione Internazionale per il Soccorso Alpino), e costituita da esperti sulla sicurezza e sulle investigazioni riguardanti gli incidenti in montagna.

Consigli essenziali per potersi godere la montagna in sicurezza

1. Studiare bene l’area e adattare le proprie attività di conseguenza

La preparazione per un’escursione in montagna è cruciale. Le distanze, il dislivello e l’orografia del terreno sono tre aspetti a cui fare particolare attenzione per essere informati sull’area in cui si desidera svolgere un’attività. Inoltre, è importante assicurarsi che il livello di difficoltà del percorso sia adeguato al proprio livello di fitness e di esperienza. Se l’escursione viene fatta in gruppo, assicurarsi che sia adatta al livello e all’esperienza di tutti i membri. D’altra parte, quando possibile, è sempre bene cercare e pianificare percorsi alternativi che lascino l’opzione, a metà strada, di poter tornare indietro verso il punto di partenza o di ritirarsi in un luogo sicuro il più velocemente possibile.

2. Controllare le previsioni meteo

Alcuni aspetti da considerare per avere delle previsioni meteo attendibili sono: la possibilità di tempeste, nevicate o anche l’eventualità di altri fenomeni meteorologici e la temperatura, la velocità del vento e la possibile visibilità previste. Il meteo andrebbe controllato più e più volte man mano che il giorno e l’ora della partenza per l’escursione si avvicinano, come anche durante l’escursione stessa, per il fatto che le condizioni meteorologiche in montagna possono variare da un’ora all’altra. Se il meteo non è favorevole o peggiora, occorre sapere quando annullare l’escursione, anche quando si è già per strada.

3. Fare sapere a qualcuno il percorso che si intende seguire e per quanto si starà fuori

Che sia la propria famiglia, gli amici o il personale del rifugio nel quale si intende passare la notte, è di vitale importanza informare qualcuno sul percorso che si vuole seguire e approssimativamente per quanto tempo si starà fuori. In questo modo, se per qualsiasi ragione non si raggiunge la destinazione, ci sarà sempre qualcuno che potrà dare l’allarme per iniziare una ricerca di salvataggio. Il lasso di tempo fra l’orario previsto di arrivo e il lancio dell’allarme può essere determinato a priori, ma a prescindere dal fatto che lo si sia deciso prima, devono essere considerati altri fattori, quali il tempo atmosferico, il livello di esperienza della persona, il tipo di attività e la difficoltà del percorso.

Per essere localizzati in qualsiasi momento, una buona opzione è quella di attivare il Rilevamento in diretta su Wikiloc. È possibile poi inviare il link a chiunque si desideri così che questi possano vedere la vostra posizione in tempo reale su una mappa, assieme al tratto di percorso completato fino a quel momento e a quello che manca (nell’eventualità che si segua un percorso.)

4. Portare l’attrezzatura e i materiali adeguati

Occorre utilizzare l’attrezzatura appropriata in base all’attività che si intende intraprendere, a ciò che il percorso specifico richiede e al periodo dell’anno. È consigliabile indossare colori vivaci, poiché questo renderà più facile portare avanti le operazioni di ricerca e salvataggio, in caso sia necessario, e portare abbastanza vestiti tenendo a mente la distanza, il tempo passato sul percorso e le previsioni meteo. Benché all’inizio possano sembrare non necessari, una maglia termica, un pile e una giacca impermeabile potrebbero essere ciò che vi terrà in vita. Bisogna essere pronti a cambi repentini del tempo o a sbalzi di temperatura, specialmente in montagna. È anche caldamente consigliato portare una mappa stampata, una bussola e una torcia frontale nel caso in cui la notte scenda velocemente. Infine, un cappello e degli occhiali da sole sono una buona idea per proteggersi dal sole.

Di tutti gli strumenti necessari, uno degli elementi fondamentali è un fischietto (la maggior parte degli zaini ne ha uno annesso alle cinghie regolabili a livello del petto). Il fischietto può essere uno strumento utile, specialmente quando c’è poca visibilità. Tre fischi corti, tre lunghi, seguiti da altri tre fischi corti sono il segnale internazionale d’emergenza: SOS. Grazie alla loro frequenza specifica, questi fischi possono facilitare il lavoro delle squadre di ricerca e salvataggio.

Fischietto annesso alle cinghie regolabili di uno zaino a livello del petto
Fischietto costruito sulla cinghia di uno zaino - Foto di Wikiloc

Cosa devo fare se sono in montagna e sento il suono di un fischietto? Secondo la UIM, è consigliabile determinare da dove arrivi il suono per capire cosa stia succedendo. Se l’area è inaccessibile, è meglio chiarire qualsiasi falso allarme prima di avvisare i servizi di salvataggio, come nel caso di un gruppo di bambini che soffia innocentemente nei propri fischietti. Se si è convinti che si sia verificato qualche tipo di incidente o perdita, è consigliabile avvertire i servizi d’emergenza del posto riguardo alla sequenza di suoni del fischio e alla posizione approssimativa della sua origine.

Il kit di primo soccorso, un elemento fondamentale per qualsiasi attività. Ciò che non si deve mai dimenticare di portare con sé è: una coperta termica, nastro medico, bende di compressione, un piccolo paio di forbici, soluzione fisiologica o acqua ossigenata per pulire le ferite, garze e bende, crema analgesica e antinfiammatoria, un accendino e crema solare ad alta protezione.

La UIM dei Mossos d’Esquadra che pattuglia la zona
Agente di polizia che pattuglia la zona - Foto della UIM dei Mossos d’Esquadra

5. Portare provviste a volontà

Cibo e acqua sono di vitale importanza per qualsiasi percorso. Indipendentemente dalla lunghezza del percorso, portare cibo e bevande può evitare brutte esperienze, come le vertigini causate dal poco zucchero nel sangue. La quantità da portare può dipendere dalla distanza, dal dislivello e da altri fattori quali la temperatura. Alcuni cibi altamente consigliati sono le noci, la frutta secca, la frutta fresca, come anche l’acqua o bevande isotoniche con sali minerali.

6. Portare con sé un dispositivo GPS

I dispositivi tecnologici con localizzazione GPS integrata permettono di essere sempre ben orientati in qualsiasi momento. Con la Wikiloc App è possibile seguire i percorsi dal proprio telefono cellulare grazie a un indicatore di direzione, una bussola e avvisi sonori. Inoltre, sono disponibili mappe offline gratuite che permettono di seguire un percorso senza internet né copertura mobile, risparmiando batteria. Se l’escursione è lunga, è caldamente consigliato portare con sé una batteria di ricambio. Bisogna tenere in mente che più freddo fa, meno durano le batterie.

È anche possibile scaricare il percorso dall’app o dalla pagina di Wikiloc per importarla in un dispositivo GPS esterno e seguirlo da lì.

7. Evitare il pericolo e rispettarne i segnali

Qualsiasi attività in montagna porta con sé possibili rischi e pericoli e questo è il motivo per cui è importante valutare sempre la situazione e rimanere allerta. Lungo la strada, oltre a rispettare qualsiasi segnale di pericolo, se si ritiene che l’area non sia sicura, per evitare rischi inutili, il consiglio migliore è di non proseguire oltre. Se si è poco esperti, è meglio evitare posti ripidi con rischio di caduta.

8. Cercare punti di riferimento

Montagne dalla forma particolare, valli, gole, stagni, città o persino il punto di partenza del percorso possono servire da punti di riferimento. Durante l’escursione, occorre cercare e stabilire nuovi punti di riferimento per non perdere il senso dell’orientamento col passare del tempo.

9. Se si è in gruppo, non perdere i contatti

Rimanere in vista o mantenere contatti verbali con chi ci accompagna riduce enormemente il rischio di perderci o di separarci. Se occorre fermarsi, farlo sempre in posti sicuri. Se l’escursione ha luogo in inverno, quando ci si ferma è meglio rimanere lontano da aree soggette a valanghe, come possono essere delle couloirs o delle zone spoglie in una foresta. In casi climatici estremi, quando la temperatura è molto bassa, evitare di fare soste e rimanere invece attivi nel gruppo.

Nell’eventualità in cui si perdano i contatti con parte del gruppo, è importante rimanere calmi. Se non c’è visibilità, il fischietto può aiutare a far riunire il gruppo. Un’altra raccomandazione è quella di concordare prima della partenza dei punti di rendez-vous lungo il percorso, in questo modo tutti possono dirigersi verso lo stesso punto. Se non ci si riesce a riunire entro un certo lasso di tempo ragionevole, a seconda delle circostanze, sarà necessario avvertire i servizi d’emergenza. Nella maggior parte dei paesi, i servizi d’emergenza possono essere contattati all’112 (utilizzato in Europa e in alcune parti dell’Asia) o digitando il 911 (usato in alcuni paesi di Nord e Sudamerica).

10. Tornare indietro prima che faccia buio

Se non si ha molta familiarità con la zona, il miglior consiglio da seguire è quello di tornare indietro prima che faccia buio. Anche se si possiede una torcia frontale, bisogna sempre pianificare di raggiungere la destinazione con abbastanza anticipo, nel caso in cui accada qualcosa di inaspettato lungo la strada. Solo nel caso in cui faccia improvvisamente buio (o la visibilità peggiori), non allontanarsi dai sentieri tracciati.

Se si rimane a dormire in montagna, ricordarsi di informarsi su dove sia possibile fare ciò, portare l’attrezzatura giusta in base alle condizioni meteo previste e dire a qualcuno dove si pensa di passare la notte.

Ufficiali dei Mossos d’Esquadra della UIM in servizio su una motoslitta
Ufficiali della UIM in servizio - Foto della UIM dei Mossos d’Esquadra

Cosa devo fare in caso di incidente o se mi perdo

In montagna, se qualcuno si perde o ha un incidente, è di cruciale importanza che rimanga calmo e che si protegga. Una volta trovato un riparo o un posto sicuro in cui riposare, occorre per prima cosa essere il più precisi possibile nell’identificare la propria esatta posizione (se possibile, con l’utilizzo di un dispositivo dotato di geolocalizzazione), poi bisogna inviare un allarme ai servizi d’emergenza. Inviare un allarme immediatamente nel momento in cui l’incidente o il disorientamento accade può essere decisivo. Le informazioni indispensabili da fornire durante la chiamata sono: il nome di ciascuna delle persone ferite o disperse, la loro età, le condizioni fisiche e le condizioni mediche preesistenti, la posizione attuale con il più alto grado di precisione possibile (come le coordinate esatte), cosa è accaduto, la situazione attuale e le condizioni meteo nella zona, inclusa la visibilità. Quando gli agenti del soccorso arrivano, è assolutamente necessario seguire le loro istruzioni in ogni momento.

Se non si possiede un dispositivo dotato di geolocalizzazione o non si può dare l’allarme alle squadre di ricerca e salvataggio, il solo atto di far sapere a qualcuno il percorso che si intendeva seguire farà scattare l’allarme dei servizi d’emergenza e l’utilizzo di un fischietto faciliterà il lavoro delle unità d’intervento montano.