Tempo  8 ore 18 minuti

Coordinate 3446

Caricato 9 agosto 2018

Recorded luglio 2018

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2.642 m
1.458 m
0
4,9
9,8
19,68 km

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vicino Bagni, Trentino-Alto Adige (Italia)

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L'ultimo giorno del mio soggiorno a Dolomitas questo 2018, e mi piacerebbe finirlo con qualcosa di speciale.
Circa un anno fa, guardando le foto dei luoghi emblematici delle Dolomiti, ho visto una foto unica, una foto di un luogo che sembrava impossibile, una foto che ogni appassionato di montagna vorrebbe essere il protagonista, una foto di cui Mi sono innamorato e poi mi sono detto: "Devo far parte di questo" "Devo andare lì". E con la complicità di mio cognato Massimo che conosce queste montagne come se fossero sue, eccomi in viaggio, quello che, a mio parere, può essere uno dei sentieri più spettacolari di tutte le Dolomiti: "LA STRADA DEGLI ALPINI".
Osservando le cartoline di un vecchio reggimento della prima guerra mondiale, ci rendiamo conto che gli alpini nascono sotto la bandiera del mito della difesa dei confini. E poiché furono scelti tra i giovani che vivevano nelle valli interessate da questo conflitto, furono, quindi, il baluardo più fedele.
In questo contesto nasce "La Strada Degli Alpini", resa militarmente percorribile dai soldati italiani per raggiungere e rafforzare le posizioni sulla Cresta de la Cima Undici durante la preparazione dell'attacco al "Passo Sentinella", valico di montagna del Gruppo del Popera, confine tra il regno d'Italia e l'impero austro-ungarico.
Il percorso, adattato ai sentieri degli anni '30, è lungo e spettacolare, ed è sviluppato da cenge e canyon, spesso ricoperti di neve, anche oltre l'inizio dell'estate, e deve essere affrontato con tempo stabile e consultare il rifugi nella zona lo stato di fattibilità del percorso.
È qui, con mio rammarico, dove mi viene comunicato che la Ferrata-Sentiero attrezzato, non è aperta nella sua interezza, poiché il Passo Sentinella non è praticabile a causa dell'eccesso di ghiaccio e neve. È con queste informazioni e con l'inestimabile consiglio e consiglio di mio cognato Massimo, buon conoscitore di queste montagne e "vecchio lupo" di questi sentieri, di come abbiamo deciso il percorso da fare e il modo migliore per affrontarlo ......

PERCORSO:
In questo modo e viste le circostanze (impossibilità di viaggiare attraverso il Passo della Sentinella), abbiamo deciso di iniziare e finire il percorso nel parcheggio del rifugio Piano-Fiscalina, situato nella Val Fiscalina e quindi fare un percorso circolare senza dover attraversare il Paso della Sentinella, che addema, e come mi informa Massimo, è la parte più esposta e impegnata della Strada. (Peccato, mi sarebbe piaciuto fare quel passo di montagna con tanta storia).
Pertanto, iniziamo il tour nel rifugio sopracitato per la rabbia, salendo dolcemente fino al rifugio Al Valvalle sul sentiero n. 102, e poco dopo, imboccheremo il sentiero n. 103, che ci porterà su una prolungata salita al rifugio Zsigmondy Comici. Stiamo viaggiando l'Alta Via Dolomitica nº5.
Da qui, abbiamo lasciato nel rifugio la mia compagna Cynthia e mio nipote Giovanni, e mio cognato ed io abbiamo iniziato la salita verso la forcella di Giralba, poco prima di raggiungerla, giriamo a sinistra verso il Lago Ghiacciato e prendiamo il sentiero nº101 che è quello che ci attraverserà La Strada Degli Alpini. Qui è dove mio cognato Massimo mi lascia per continuare da solo, ha avuto un problema di salute che ha sconvolto il senso dell'equilibrio e non può continuare. Un vero peccato, perché la tua compagnia mi dà sicurezza e mi sarebbe piaciuto condividere almeno questo percorso con lui.
Perciò sono ancora solo e sto per attraversare le sporgenze pietrose e le rocce dotate di cavo metallico come un'ancora di salvezza, e in sezioni, spesso con la neve. Questa sporgenza era utilizzata per raggiungere e rafforzare le posizioni sulla Cresta de la Cima Undici, in preparazione dell'attacco al Passo Sentinella, confine italo-austriaco.
Così, tra audaci passaggi, ponti di legno e viste straordinarie, raggiungiamo il Canal di Busa di Dentro, per poi passare sotto le punte di La Spada e La Mitra. È qui che troveremo il passaggio chiave del percorso, il famoso e spettacolare Paso della Cengia della Salvezza, aereo e suggestivo, che segue una cornice naturale ampliata e resa accessibile dagli Alpini con la forza delle sue braccia. Questa è la foto di cui mi sono innamorato, e una volta che il mio sogno di essere parte di questo spettacolo della natura si è avverato, ho continuato su questa sporgenza esposta attraversando la Busa di Fuori. Lo spettacolo che le Dolomiti offrono qui è semplicemente meraviglioso, ai nostri piedi la Val Fiscalina (che per molti è la valle più bella di tutte le Dolomiti), alle spalle l'Undici Peak e l'intero Popera Group, proprio di fronte al Top One e dietro questo il Gruppo Paterno e la Torre Toblin.
Potrei passare ore e ore a contemplare questo paesaggio, ma mi aspettano alla fine del percorso e devo continuare, quindi mi dirigo verso il forzato Undici, che è il punto in cui comincerò la discesa, la lunga e decomparsa della discesa.
Anzi, attraversando un ambiente evocativo e salvando diversi nevi (occhio, in questa sezione non c'è ancora di salvezza e attraversare i campi di neve può essere molto pericoloso a seconda dello stato della neve, attenzione!), Arrivo alla forza Undici , che più di una collina, è un semplice intaglio sulla cresta nord-occidentale che scende dall'alto.
Da qui la discesa è molto verticale e scomposta, perdendo il sentiero (104) in molte sezioni, fino a raggiungere il fondo del Valon della Sentinella dove prendo il sentiero in discesa 102 che mi porta al rifugio Al Fondovalle dove il mio compagno e amico massimo mi aspetta con mia moglie, la mia compagna e amica Cynthia, mio ​​nipote Giovanni e mia cognata Ruth, che pubblico pubblicamente li ringrazio per il loro sostegno e pazienza, e per avermi aspettato mentre realizzo i miei sogni. GRAZIE MOLTO.
Da qui non resta che tornare al parcheggio del rifugio Piano-Fiscalina per completare un ottimo percorso.
Ci vediamo in montagna.
NOTA:
La difficoltà di ogni percorso dipende da fattori diversi come la lunghezza del percorso, la pendenza positiva, la pendenza negativa, lo stato del terreno che calpestiamo, il tempo prevalente in quel giorno e soprattutto la condizione fisica e psicologica con cui affrontiamo il percorso Pertanto, la qualifica di ciascuna rotta è soggettiva e dovrà adattarsi a tutti questi fattori in particolare.

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