Tempo  2 ore 34 minuti

Coordinate 68

Caricato 4 luglio 2019

Recorded luglio 2019

  • Rating

     
  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
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2.406 m
2.104 m
0
0,7
1,4
2,84 km

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vicino Pian Falzarego, Veneto (Italia)

La Ferrata Fusetti che sale il Sasso di Stria (Stria in Ladino significa strega) vicino il Passo di Valparola al confine tra le province di Belluno e Bolzano è stata costruita dagli Alpini, inaugurata a Ottobre 2018 e dedicata alla memoria del Sottotenente Mario Fusetti il quale, durante gli scontri durante la Prima Guerra Mondiale, si offrì volontariamente di guidare un gruppo di soldati alla conquista del Sasso di Stria situata a 2477 metri di altezza al fine di sorprendere gli austriaci posizionati nelle trincee piu’ in basso. Raggiunta la cima il 18 Ottobre 1915 dispose i suoi uomini in attesa dei rinforzi che pero’ tardarono ad arrivare. Furono invece avvistati da alcuni soldati austriaci saliti sulla cresta e quindi inizio’ un combattimento durante il quale, nonostante la resistenza degli italiani, furono presto accerchiati e sconfitti e Fusetti ucciso dopo essere stato colpito alla fronte mentre si sporgeva fuori dal riparo per sparare.
Itinerario di media difficoltà molto interessante dal punto paesaggistico e storico.
Si parte dall'ampio parcheggio che si trova al Passo di Valparola dove si trova il Museo della Guerra.
Dal parcheggio ci sono due opzioni per raggiungere l'attacco della Ferrata che è posto sul versante Sud – Ovest del Sasso di Stria: una più lunga con accesso alle Gallerie di Guerra e una più breve ma entrambe belle ed interessanti.
L'opzione più lunga sarebbe quella di seguire una strada bianca che dal Passo di Valparola sale verso il Falzarego dopo di che seguire le Gallerie di Guerra, per poi proseguire sul versante est del Sasso di Stria seguendo le chiare tracce aggirando tutto il versante est per poi spostarsi su quello sud fino a raggiungere un masso con le indicazioni per la via ferrata.
Essendo il giorno di ripartenza ho scelto l'opzione più veloce che consiste nel tenere la traccia più piccola che scende in direzione del versante Ovest del Sasso di Stria. Seguendo il sentiero dove c’ è una indicazione per il Col di Lana in circa 5 minuti di discesa si raggiunge l’inizio della postazione Edelweiss che risale alla Prima Guerra Mondiale. A quel punto è necessario prestare attenzione a una traccia non segnalata dal CAI che si stacca verso sinistra aggirando la parete del Sasso di Stria. In breve appariranno bolli rossi e poi i classici segni bianco-rossi. Seguiamo la traccia che tra facili sali e scendi lungo la parete ovest ci condurrà sotto la bastionata della parete Sud - Ovest.
C’ è da superare un breve passaggio esposto attrezzato con catene che fungono da corrimano ma per il resto il sentiero non presenta particolari difficoltà anche se il terreno è detritico.
Bisogna prestare attenzione perché facendo il giro nel senso di come l’ho fatto io ad oggi 4 Luglio 2019 non ci sono indicazioni della ferrata però, quando si vede alla nostra sinistra un grande ometto in pietra (vedi waypoint), bisogna lasciare il sentiero e risalire un breve tratto fino a giungere alla parete dove si trova l’attacco della ferrata.
Il masso con le indicazioni che ho citato prima credo che si trovi piu’ avanti ma è inutile allungare il cammino perché risalendo il breve pendio dall’ometto di pietra e andando a dritto si arriva diretti all’attacco.
Dalla partenza all’attacco della ferrata ci vogliono fra i 20 e 30 minuti a piedi.

I primi metri di ferrata dopo l'attacco sono piuttosto semplici. Si sale dapprima in diagonale verso sinistra e poi su una paretina appoggiata. Dopo un breve tratto di collegamento iniziamo una serie di facili balzi rocciosi e procedendo senza difficoltà sostanziali ci si sposta verso destra fino a raggiungere una facile cengia di collegamento con un para sassi in legno che di fatto indica la fine della prima sezione della via, fino a questo punto piuttosto facile. Davanti a noi si vede lo sviluppo della via su placca appoggiata ben arrampicabile. Saliamo prima verso destra per poi seguire a sinistra un tratto orizzontale a cui segue un breve camino non difficile e ricco di appigli per le mani. Terminato questo tratto, siamo ora sotto la sezione più impegnativa della via (difficoltà moderatamente difficile). La placca è ora verticale e gli appoggi, seppur presenti, sono meno evidenti rispetto a quelli incontrati fino ad ora. Si sale questa parete di una decina di metri e si raggiunge una galleria di guerra che ci indica di essere in prossimità del termine della via. Saliamo gli ultimi metri appoggiati e terminiamo la via.
Una volta terminata la ferrata si vede subito una trincea che percorre tutta la dorsale della montagna.
Si segue un sentiero seguendo ometti di pietra e piccoli bolli rossi che risale la dorsale dapprima alla destra della trincea e poi si sposta a sinistra e dopo aver superato in arrampicata facile delle rocce si entra dentro la trincea dove ci sono delle scale attrezzate con cavo (scivolose se bagnate).
Si risale la trincea e si riesce dalla stessa nella parte alta per poi giungere fino in cima alla vetta dopo aver fatto un altro breve ma ripido tratto in arrampicata.
Io l’ho percorsa cosi, seguendo i segni, entrando e uscendo dalla trincea, delle volte stando fuori alla sua destra e a volte alla sua sinistra ma in realta’ non c’ è una direzione obbligata da seguire.
Dalla vetta il panorama è stupendo pur non essendo fra le cime più alte della zona (2477 metri): Domina la vicina Tofana di Rozes, il Lagazuoi, il Col di Lana, il Nuvolao, il Pelmo e poco più lontani il Civetta, il Cristallo e la Marmolada.
Per la discesa ho scelto di percorrere tutta la trincea molto interessante per la presenza di numerose postazioni sempre ben conservate e che colpisce nella sua parte centrale in quanto siamo in un vero e proprio labirinto.
Ho trovato all’interno della trincea un paio lunghe lingue di neve ghiacciata perché qui è facile che si accumuli e permanga; per fortuna avevo con me dei ramponcini a 10 punte che sono veloci da indossare su qualsiasi tipo di scarpone che consiglio di acquistare e portarsi dietro nelle escursioni di alta montagna.
Finita la trincea si entra in un sentiero che in breve riporta al parcheggio.
Anche se su wikiloc risulta meno il giro complessivo (la variante che ho scelto di fare io) è di circa 3,5 Km e il dislivello di circa 400 metri. L’ho classificato come di media difficoltà per la presenza della via ferrata (che nella seconda metà è più impegnativa) e perché occorre prestare attenzione alla percorrenza della trincea che in alcuni punti è ripida e la possibilità di scivolare alta.
Ferrata ideale se abbiamo a disposizione poche ore di bel tempo a disposizione (si percorre tutto il giro comodamente in 3 ore) e abbinabile alle numerose e anche più lunghe ferrate della zona tipo quella della vicinissima Col dei Bos percorsa e recensita l'anno scorso.

2 commenti

  • Foto di svenimento

    svenimento 4-set-2019

    I have followed this trail  View more

    30 minuti per l'attacco
    60 minuti di ferrata
    30 minuti per la cima
    40 minuti per la discesa sul sentiero
    via ferrata per esperti di media difficoltà

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 4-set-2019

    Sintetico ma preciso. I tempi sono quelli

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