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vicino Ballabio Inferiore, Lombardia (Italia)

13/07/2015 Si parte da una frazione di Lecco che si raggiunge seguendo la strada per la Valsassina (Rancio, nei pressi del cimitero ci sono le indicazioni sentieristiche). All'inizio di via S.Martino,una strada asfaltata ma molto stretta conduce dopo alcune centinaia di metri in ripida salita,verso Rancio Alto. Si segie prima una strada sterrata e poi un sentiero che porta all'attacco abbastanza verticale anche se una certa inclinazione e buoni appoggi per i piedi non lo rendono particolarmente difficoltoso ed in salita lungo il costone del Medale si incontrano le prime placche levigate . Si traversa a destra raggiungendo il primo dei vari pulpitini panoramici di sosta presenti lungo la via ,alla base di un primo tratto verticale su placca ed un secondo,a sinistra ,lungo uno spigolo inclinato ma esposto. Nuova possibilità di sosta prima di un impegnativo salto verticale dopo il quale,a destra,si aggira in parte un esposto spigolo per portarsi alla base di una placca particolarmente levigata e verticale da superare con l'ausilio delle staffe artificiali; pochi metri e si traversa a destra verso un secondo spigolo da aggirare anch'esso sfruttando un gradone nella roccia e risalendo in diagonale si raggiunge la base di una nuova placca attrezzata dove l'ottima aderenza offerta dalla roccia aiuta notevolmente la progressione. Possibilità di sosta presso Madonnina applicata alla parete e notevole panorama circostante . La ripartenza è nuovamente all'insegna della verticalità sempre comunque con la costante ottima aderenza della roccia che facilita non poco passaggi apparentemente più "duri",così dopo un breve risalto roccioso si prosegue da prima "abbracciando" la parete ,poi all'interno di un bel diedro appigliato che richiede attenzione nei passaggi per non stancare inutilmente le braccia con la presenza comunque di un'utile staffa artificiale. Nuovo piccolo pulpito panoramico e nuovo breve traverso a destra verso il secondo esposto spigolo della via la cui risalita,meno impegnativa della precedente,conduce attraverso alcuni salti gradinati alla base di una serie di placche lisce e verticali che oltre ad essere ottimamente attrezzate richiedono di sfruttare l'ottima aderenza di questa roccia. In effetti l'esposizione e verticalità di alcuni tratti sarebbero ben più impegnativi se la ferrata non fosse costruita lungo una roccia con una simile caratteristica di aderenza per i piedi che di presenza d'appigli per le mani. Le placche ovviamente aiutano a guadagnare rapidamente quota giungendo così,dopo alcune roccette attrezzate con solo cavo ,all'ultimo tratto sostenuto,rappresentato da un primo lungo diedro inclinato ed una successiva breve serie di passaggi verticali ben attrezzati in direzione dell'ultimissimo tratto della ferrata dove l'attrezzatura si riduce ormai al solo cavo metallico che assicura nel superamento di una lunga serie di affannosi gradoni in vista della croce sommitale (1029mt). Il ritorno lo abbiamo effettuato prendendo pochi metri sotto la croce di vetta un sentiero che prima taglia a mezzacosta verso il Monte S. Martino per poi (presso un bivio con segno rosso su pietra) degradare decisamente verso il punto di partenza passando in una gola molto ripida e franosa. (Consiglio di evitarla con tempo piovoso o incerto). In alternativa alla pietra segnata, procerdere fino ad incrociare il sentiero che scende da S. Martino (rif. Piazza o Madonna del Carmine) e poi riporta comunque alla partenza.

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