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vicino Canzo, Lombardia (Italia)

Da Canzo-Co raggiungere la località Gajum. Salire al rifugio Terz’Alpe per il sentiero geologico o lungo la carrabile che passa dalla Prim’Alpe e dalla Second’Alpe (ruderi). Raggiunto l’ottimo rifugio Terz’Alpe, seguire i segnavia che si dirigono a Nord verso la Colma di Pianezzo. Il sentiero,ripido ma ben tracciato porta ad un cartello che indica l'attacco della via ferrata. La ferrata del Venticinquennale inizia salendo di pochi metri sul pilastro Ovest del Corno Occidentale di Canzo . Da qui, catena e cavo con guaina ci guidano in una traversata ascendente verso sinistra fino alla base di quella che nell’allestimento precedente era il passaggio chiave della via,ovvero la placca liscia e quasi verticale . Fino a qui si può tranquillamente salire in arrampicata (assicurandosi al cavo) con difficoltà di II e III grado UIAA. La placca liscia è stata adesso “addomesticata” con la creazione di alcuni appoggi per i piedi che ne facilitano la risalita. Dopo la placca,un canalino ci guida in direzione della parete Sud. Mentre nell’allestimento precedente,però,la ferrata andava a prendere un sentierino alla base della parete sud,la nuova ferrata del Venticinquennale prosegue ora seguendo un canalino che porta ad una sorta di fessura,il cui superamento è facilitato da un paio di pioli . Segue una prima traversata verso destra ,in direzione Sud-Est,fino ad uno spigoletto di pochi metri ,il cui superamento senza l’ausilio della catena prevede un po’ di tecnica alpinistica. Un’ulteriore traversata ascendente ed il superamento di un piastrino appoggiato ma liscio ,seguito da un altro saltino quasi strapiombante ,ci portano all’inizio di una lunga traversata oramai in parete Sud ,al di sopra della cengia erbosa sulla quale correva il vecchio allestimento. La traversata è abbastanza lunga e segue un sistema di piccole cenge,talvolta quasi inesistenti (in un paio di punti la parete risulta essere sporgente e la traversata può risultare faticosa per le braccia),e piccoli ma pepati saltini, talora facilitati da staffe . Dopo una placchetta ascendente particolarmente liscia,i cavi e le catene ci guidano alla scala ,nuova e meno verticale della precedente,alla cui uscita ci attende uno strapiombetto inatteso,cui fa seguito una risalita su roccette e,poi, una sorta di sentierino,sempre assicurato ,che ci porta alla base dell’ultima difficoltà,ovvero il superamento del pilastrino finale . Il pilastro sostituisce in questo nuovo allestimento il vecchio percorso, che seguiva una sorta di canale-diedro non sempre al sicuro da eventuali sassi smossi. Il pilastro presenta una serie di piccoli strapiombetti successivi,uno dei quali particolarmente liscio,serviti da poche ma utilissime staffe per chi non avesse voglia di cimentarsi su difficoltà di arrampicata superiori al III + UIAA. Dopo l’ultimo strapiombino la parete si abbatte e, dopo pochi metri,le attrezzature finiscono sulla Cresta Ovest dell’Anticima del Corno Occidentale di Canzo. Dall’uscita della ferrata seguire i segnavia rossi verso la cima ,a destra (Est). Resta da superare in discesa un piccolo intaglio ostico (Passo della Vacca),traversare con attenzione (punto un po’ esposto) a riprendere il filo della cresta che,in breve,porta alla croce di vetta del Corno,a 1373mt . Nonostante la quota bassa, l’itinerario ed i panorami sul lago di Como e sulle montagne circostanti,a 360°,dal Rosa agli Appennini.Dalle Alpi Svizzere alle Orobie,danno la sensazione di essere saliti su una grande montagna.

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