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vicino Riva del Garda, Trentino-Alto Adige (Italia)

Percorso avventuroso e molto interessante, per i tratti attrezzati, per i panorami fantastici e per la storia. Da Riva del Garda si sale, per la suggestiva strada del Ponale fino alla valle dello Sperone, con il selvaggio sentiero 405 fino al ricongiungimento con il sentiero dei Bech (proveniente da Biacesa), poi a Cima Capi con la ferrata F. Susatti; si raggiunge San Giovanni con la ferrata Foletti e si sale per le gallerie di Guerra a Cima Rocca. Ritorno per Bocca Pasumer, Bocca d'Enzima e il Belvedere della Grola, discesa finale per il sentiero di servizio dei paloni.
parcheggio

Parcheggio della centrale elettrica

Parcheggiamo sulla Gardesana, vicino alla centrale idroelettrica (80) e imbocchiamo in salita la strada del Ponale, proseguiamo oltre la Tagliata del Ponale (visitabile la parte esterna sul promontorio sopra la galleria) ed arriviamo così alla valle dello Sperone.
Waypoint

Incrocio con segnaletica 405 'F. Susatti' (175)

Proprio nella curva sul fondo della valle dello Sperone, imbocchiamo in salita il sentiero e procediamo in ambiente selvaggio fino ad incrociare il nuovo sentiero 472 "Defensionmauer" che scende da Biacesa.
Waypoint

Incrocio tra il 405 ed il 472 (450)

Continuiamo sul 405 che ci conduce in un vallone ripido e franoso, saliamo fino ad incrociare il sentiero 470 dei Bech, anche questo proviene da Biacesa. Da questo sentiero arrivano la maggior parte degli escursionisti che salgono a Cima Capi per il percorso breve.
Waypoint

Superato l'incrocio con il 470 (650)

Proseguiamo sempre sul 405 salendo con il tratto attrezzato a Cima Capi. Lungo la salita troveremo molte postazioni della linea difensiva austriaca. Può essere interessante sapere che nell'aprile del 1916 i soldati italiani riuscirono, con sforzo encomiabile e notevole sacrificio, a risalire queste pendici. Si sviluppo allora un cruento scontro per contendere Cima Capi agli austriaci. Le truppe italiane avevano come obiettivo finale la conquista di Cima Rocca, che nello stesso momento veniva attaccata anche dal versante nord, nella zona di Bocca Pasumer. Dopo qualche giorno, caratterizzato da continui spostamenti del fronte e cruente battaglie, le truppe italiane, constatata l'impossibilità di accedere alle fortificazioni della Rocca, dovettero rinunciare. Le perdite furono di circa 300 soldati.
picco

Cima Capi (909)

Una volta si chiamava Cimegoi, punto di estremo interesse sia panoramico che storico. Tra l'altro è risalita, lungo l'imponente e incombente parete Est, da alcune difficili vie alpinistiche. Si narra che, sulla parete est, siano ancora presenti gallerie di guerra inesplorate. Dalla cima continuiamo in discesa e passati per la piazzola dell'elicottero risaliamo il crinale fin sotto cima Rocca o Sperone (è chiamata Sperone anche la parete est di Cima Capi).
Waypoint

Incrocio tra sentiero 405 e 460 'M. Foletti' (850)

Nei pressi della trincea austriaca che proteggeva le gallerie del versante est (belle, da visitare). Da qui proseguiamo sulla ferrata con segnavia 460, che attraversa il versante sud di Cima Rocca e ci conduce, passando per il Bivacco Arcioni, alla Chiesetta di San Giovanni. Un cenno storico è d'obbligo per dare alcuni riferimenti utili: la chiesetta, nel corso della guerra, venne rasa al suolo per rendere più difficile il tiro dell'artiglieria, fu poi ricostruita con il bivacco, negli anni 80, da volontari della zona. Dopo l'attacco dell'aprile del 1916, le truppe italiane, che non riuscirono a conquistare la Rocca e le sue gallerie, si attestarono proprio sotto la terrazza erbosa dove c'è la chiesetta, se si scende qualche metro lungo il sentiero 471 si incontrano tutti i ricoveri costruiti per supportare la prima linea.
rifugio non gestito

Incrocio a San Giovanni e bivacco Arcioni (820)

Qui imbocchiamo il sentiero delle Gallerie di Cima Rocca, il 471, e risaliamo i tre livelli di gallerie, per poi arrivare fino alla cima con l'osservatorio. Il passaggio nel primo e nel secondo livello è obbligatorio, arrivati al terzo livello, dove c'è un bivio con indicazioni 470 "galleria" e 470A "cima", andiamo direttamente in cima. Dalla cima scendiamo poi, con percorso attrezzato, la trincea sul versante nord, arriviamo così all'imbocco nord della galleria del III livello. Poiché questa è la galleria più lunga e interessante entriamo e la percorriamo tutta fino all'uscita sud, dove eravamo transitati in precedenza. Nella galleria, che è lunga quasi 100 metri e si sviluppa in orizzontale, potremo visitare numerosi locali, vedere ancora i supporti per i cavi elettrici ed osservare in particolare come erano strutturati gli ingressi a sud. Questi erano costituiti da bassi, stretti ed angolati passaggi, dove bisognava accedere uno alla volta. Ai lati c'erano delle feritoie da cui si poteva sparare agli assalitori. L'assalto veniva così rallentato e poi bloccato dai cadaveri che si accumulavano nel camminamento ostruendolo. Attenzione, questa galleria è percorribile solo con torcia elettrica ed è assolutamente vietato entrare nelle gallerie dove c'è il divieto, sono pozzi che poi si sviluppano quasi in verticale, viscidi e profondi, senza uscita.
picco

Cima Rocca (1.090)

Una volta visitata la galleria appena descritta, scendiamo per la lunga trincea scavata nella roccia, lungo la cresta nord, fino a Bocca Pasumer, segnavia 471.
Waypoint

Incrocio Bocca Pasumer (980)

Dove termina il sentiero 471, incrociamo il sentiero 405B, lo imbocchiamo in discesa e ci riporterà così sul sentiero 405 "Via Ferrata F. Susatti". Sul versante opposto possiamo già ammirare le scale scavate nella roccia su cui tra poco transiteremo. Facciamo attenzione, trattandosi di un versante in ombra è più viscido.
Waypoint

Incrocio sentiero 405B e 405 (800)

Lo imbocchiamo in direzione Riva. Questo tratto, attrezzato ed esposto, ci porterà, attraversando un'imponente parete verticale, alla Bocca d'Enzima.
Waypoint

Bocca d'Enzima (880)

Troviamo altre fortificazioni, proseguiamo in discesa. Non tralasciamo però, al bivio con indicazioni: piazzola elicottero e punto panoramico, una breve deviazione che ci consentirà di ammirare Riva da un punto particolarmente panoramico. Tornati sul sentiero 405 proseguiamo fino al prossimo incrocio.
Waypoint

Incrocio sentiero 404A e 405 (820)

Attraversa verso Santa Barbara, continuiamo in discesa sul sentiero 405. Dopo due tornanti, in località Fontanoni, troviamo un grande forte ed una panchina. C'è anche un serbatoio d'acqua dotato di pompa. Proseguiamo poi in discesa sul sentiero principale, passiamo il Belvedere della Grola e continuiamo fino a quando non abbiamo attraversato uno stretto e ripido vallone ed il sentiero prosegue in piano.
Waypoint

Incrocio sentiero dei Paloni (450)

Quando il sentiero si avvia in piano, verso le condutture della centrale idroelettrica, dobbiamo fare attenzione ad un sentiero segnato con qualche bollo rosso (tipico dei sentieri di servizio dei tralicci elettrici) che scende a destra verso il lago. Lo imbocchiamo e procedendo con attenzione (è ripido in alcuni tratti esposto e non protetto) scendiamo al primo traliccio. Dal traliccio, passando sotto, imbocchiamo il sentiero che porta nei pressi del secondo traliccio e poi al pulpito panoramico su Riva. Da qui scendiamo fino al lungolago di Riva tenendo sempre la traccia principale in discesa. Proprio sopra la centrale ci sono alcune varianti, scartiamo subito tutte quelle che salgono e teniamo la principale che ci porta alla scalinata che scende a sud della centrale.
fontana

Acqua e forte

Boschiva E Arbustiva
Galleria

Forte in galleria

Galleria

Forti in galleria

Galleria

Grotta con iscrizioni

Galleria

III Livello Gallerie

Galleria

II Livello Gallerie

Galleria

I Livello Gallerie

panoramica

Piazzola Elicottero

panoramica

Piazzola Elicottero e Panorama

Waypoint

Tagliata del Ponale

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