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vicino Case di Viso, Lombardia (Italia)

Lasciata la macchina in località Case di Viso (posteggio 2€) si affronta la mulattiera militare che in 2 ore ci porta al rifugio Bozzi.

Da lì decidiamo di salire al passo dei Contrabbandieri e di prendere il sentiero attrezzato per il Torrione Albiolo.

Già al rifugio Bozzi sono presenti fortificazioni militari risalenti alla Prima guerra mondiale, ma una volta in cresta si scopre come tutto l'itinerario segue quella che una volta era la linea del fronte.

Necessaria l'attrezzatura da via ferrata: imbragatura, cordino e caschetto (indispensabile vista la natura della montagna).

Poco dopo il passo dei contrabbandieri inizia la via ferrata che però diventa veramente interessante a partire dall'intersezione tra il Sentiero degli Alpini (che dalla Forcellina del Montozzo segue la cresta fino al Passo dei Contrabbandieri) ed il sentiero degli Austriaci (che sale al Torrione Albiolo e da lì al Tonale).

Pur non avendo avuto il grado di scontri tenuti sul Presena, anche l'Albiolo è stato luogo di scontri e battaglie importanti durante la guerra.
E' tuttavia possibile riconoscere le differenti fortificazioni a seconda della tecnica.
La linea italiana, realizzata solo a partire dal 1914, è realizzata con muressi a secco e postazioni scavate direttamente nella montagna mentre l'intera linea austriaca (essendo stata preparata con largo anticipo) è interamente realizzata in calcestruzzo, con trincee coperte, scale e ripari che reggono ancor'oggi.
In molti di essi si trovano ancora letti a castello e materiale di un secolo fa e, per quanto non li abbiamo esplorati completamente, sono in gran parte strutturati all'interno della montagna.

La salita al Torrione Albiolo non è particolarmente difficile, ma la cia è angusta e non permette la sosta di molte persone.

La via attrezzata in discesa è ben realizzata, con catene, assi e scalini dove servono.

Dal passo dei contrabbandieri al Torrione Albiolo bisogna considerare un minimo di un'ora, o anche più a seconda della preparazione e del tempo atmosferico.

Si segue la cresta per che separa la Val Strino dalle valli soprastanti il Tonale finché si giunge sopra la città morta.

Non volendo risalire per altri 100 metri fino al Monte Tonale Orientale, decidiamo di seguire un sentiero non indicato, ma comunque percorribile, che ci porta alla città morta.
Non ci sono tracce segnate fino ai resti dei baraccamenti, ma è chiaro come tutti i percorsi risalgano alla guerra e sono risulta facile seguirli.

La città morta è ciò che rimane di un insediamento militare che durante la guerra giunse ad accogliere oltre 3000 persone.
Ormai rimangono poco più che le tracce dei muri, ma si ha una chiara idea di cosa doveva essere durante quegli anni.

Da li risaliamo di poco per scavallare e trovarci di nuovo in vista del Tonale.

Seguiamo il sentiero fino alla pista Valbiolo e, da lì, al Ospizio di San Bartolomeo.

Il vero e proprio Passo del Tonale si può raggiungere in altri 20 minuti.

Si tratta di un percorso lungo ed impegnativo. La via attrezzata non è particolarmente difficile, ma rimane in cresta per più di un'ora e mezza.
Sconsigliata ovviamente a chi soffre di vertigini.

Attrezzatura completa da ferrata: kit, scarponi, acqua e guscio.

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