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2.696 m
2.014 m
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2,7
5,3
10,65 km

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vicino Casale San Nicola, Abruzzo (Italia)

http://www.borntotrek.it
https://www.facebook.com/groups/29827788471/
Sul sito oltre aalla traccia GPS sono presenti una versione stampabile di descrizione accurata e le mappe oltre tanti altri percorsi.

AGGIORNAMENTO (marzo 2018): Nell'estate 2017 tutte le ferrate di questa zona sono state ristrutturate! La ferrata Danesi ha subito una modifica di seguito descritta
Percorso decisamente non adatto a persone prive di esperienza in montagna e in generale in Appennino, le ferrate sono tra le più note e frequentate del centro Italia ma non vanno sottovalutate, possono essere affrontate insieme o separatamente.
Dai Prati di Tivo si prende la funivia fino alla Madonnina (2030mt ca., il biglietto per salire e scendere in giornata costa 10€, orario estivo 8.30 – 17.30, meglio informarsi via internet e in loco). Si segue per breve tratto il sentiero in direzione della cresta NE del Corno Piccolo, al Passo delle Scalette si devia a destra per evidente sentiero (che all’apertura della funivia viene assalito dagli alpinisti) che traversa a mezza costa distanziato di 100mt dalla base tutta la parete N del Corno Piccolo.
Si giunge in poco tempo alle spalle (molto evidenti la prima spalla, la più alta, a sinistra e la seconda spalla a destra separate dal canale Bonacossa), si attraversa una conca che dirige verso la cresta da dove parte la ferrata vera e propria. Un primo cavo in discesa porta nel cuore del Canale del Tesoro Nascosto che si scende per un breve tratto fino a che sulla sinistra a quota 2140mt ca. diparte sulla sinistra idrografica una scaletta che conduce ad un’ulteriore rampa che percorre la base della parete O della seconda spalla. Con un'altra scaletta e corde fisse si esce dalla parte più “rocciosa” della ferrata per giungere sul versante SO delle pareti dove il sentiero si fa più vario. Una serie di saliscendi sovrastano il sottostante immenso vallone dei Ginepri, altre due breve scalette incassate e altri tratti attrezzati con funi (di cui l’ultimo in discesa su sentiero ghiaioso) portano al termine della ferrata vera e propria nei pressi dell’attacco della via normale al Corno Piccolo (2400mt ca.).
Da questo punto si prosegue per sentiero ghiaioso in salita che dopo poco porta all'attacco della ferrata Danesi. In corrispondenza di un masso sono ben visibili le indicazioni per la ferrata Danesi che con bollini gialli e rossi aggira a nord le Fiamme di Pietra e si addentra canale Danesi. Inizialmente il sentiero risulta agevole fino ad un forcellino che conduce tra la Torre Cicchetti e la Prima Anticima S del Corno Piccolo. Qui è presente la prima rampa attrezzata con corde fisse e scalette. [Dopo aver superato il primo tratto ferrato si passa in uno stretto buco sotto un masso (foto allegata a questo percorso) dove è necessario togliere lo zaino ed arrampicare con forza per tirarsi su sui pochi lisci appigli (spesso sono presenti dei canaponi abbandonati per agevolare la salita) il masso è aggirabile sulla sinistra, passaggio di III grado. ]*

*AGGIORNAMENTO (marzo 2018): a seguito degli eventi sismici del 2016 la ferrata ha subito danni ed è rimasta chiusa fino ad agosto 2017 quando, con sforzo della comunità locale e del rifugio Franchetti, è stata apportata un'ottima ristrutturazione. L'originale passaggio nel buco sotto il masso è oggi stato eliminato (considerato rischioso), oggi la ferrata passa a sinistra su parete più esposta dove è stata attrezzata una scaletta aerea che aggira il passaggio nel buco per uscire direttamente in cresta.

Superato il passaggio si giunge subito in cresta dove si prosegue sul versante E seguendo i segnali. Si superano due brevi tratti esposti e si affronta un nuovo tratto ferrato dopodiché, saltando tra i massi granitici (facendo molta attenzione a non andare fuori sentiero) si giunge alla cresta sommitale dove saltato un facile fossetto, superata una corda fissa e risalita la china si giunge in vetta al Corno Piccolo (2655mt).
Per la discesa si segue la via normale. Si scende dalla vetta tornando sui propri passi tenendosi a destra dello spacco detritico fino a che questo non si conclude su di una spalla dove, sulla sinistra, sono presenti le indicazioni per la discesa (dovrebbero esserci anche omini in pietra). La discesa è molto ripida e ghiaiosa ma in poco tempo, superando dei facili brevi canalini in arrampicata, porta nuovamente sul sentiero percorso all'andata nei pressi dell'attacco della Danesi. Da questo punto si prosegue per sentiero ghiaioso che risale faticosamente per 150mt superando l’attacco della ferrata e dopo aver costeggiato il Campanile Livia giunge alla Sella dei Due Corni, punto più alto dell’anello se non si decide per eventuali deviazioni (2547mt).
Dalla sella dei Due Corni si spalanca la vista sul vallone delle Cornacchie e il rifugio Franchetti che si raggiunge attraverso sentiero in meno di 15 minuti. Dal rifugio si ridiscende il vallone per tornanti facendo attenzione al sentiero che, a causa della massiva frequentazione, è “usurato” con rocce molto lisce nei passaggi obbligati, uno dei quali attrezzato con una fune fissa di acciaio.
Una volta giunti al Passo delle Scalette si è di nuovo alla funivia. Può capitare di arrivare tardi (oltre le 17.30), in questo caso un sentiero comodo scende passando vicino ad una casa diroccata ben visibile e scende in 1h ca. per l’Arapietra e strada asfaltata che si ricongiunge ai Prati di Tivo.

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