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  • Foto di Grotta 'Tana del monaco' Belvedere fraz. di Fabriano.
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  • Video di Grotta 'Tana del monaco' Belvedere fraz. di Fabriano.

Coordinate 117

Uploaded 27 maggio 2014

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797 m
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1,4
2,88 km

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vicino Belvedere, Marche (Italia)

Un piccolo angolo di natura alle pendici del Monte Nero, in località Belvedere fraz. di Fabriano.
Ci sono sorgenti, splendide cascate, strati di rocce di varie ere geologiche, e soprattutto grotte.

La grotta "BUCO 2B",
è la cavità più in basso di tutte,situata appena al di sotto della grotta "BUCO TONANTE",ha uno sviluppo di 75 metri, però è molto stretta e poco interessante.

La grotta "Buco tonante",
è una cavità appena al di sotto quella di "Tana del Monaco",ha uno sviluppo di 170 metri, però è molto stretta e poco interessante.

La Grotta "Tana del monaco",
è una cavità con uno sviluppo di circa 130 metri tutto in orizzontale, è la grotta più grande e interessante rispetto le altre due sottostanti. Forse un tempo usata come rifugio di monaci eremiti. Nella seconda guerra mondiale la grotta è stata usata come rifugio di partigiani e di persone che volevano sfuggire ai bombardamenti.

VIDEO. https://www.youtube.com/watch?v=iCLhbXUTQ7Y

Partenza dal castello di Belvedere.
L’origine del nome deriva dalla sua posizione elevata che domina la valle di Salmaregia.
La fondazione del castello risale all’inizio del 1300. Fu edificato in sostituzione del vicino castello d’Orsara sottomessosi a Fabriano nel 1255 e demolito intorno al 1390.
Era il più grande castello della valle. Le mura cingevano tutto il villaggio che, come adesso, aveva forma rettangolare. Ad intervalli la cinta si allargava all’esterno per costituire un ampio baluardo.
La torre era quadrata e massiccia simile a quella di Salmaregia e si ergeva sulla estremità settentrionale. Ne resta ancora la base.I lati esterni misuravano metri 7,20.
Il palazzo del castellano era annesso alla torre.
Fu utilizzato dai fabrianesi sia per scopi difensivi sia offensivi nelle vicende belliche con Gualdo e Nocera e Camerino.
Nel 1379 durante l’assenza dei papi in Avignone, il castello di Belvedere fu in mano a Perugia e a Camerino, nel 1388 ritornò definitivamente a Fabriano.
Tra la metà de l300 e gli inizi del ’400 Belvedere aveva un certo benessere.In questo periodo il castello insieme agli altri 39 dipendenti dal Comune, partecipava alla contingente offerta annuale dei ceri per S. Giovanni Battista, nel giorno della festa del Santo protettore della città.
Belvedere non aveva statuti scritti e si regolava su quelli di Fabriano; aveva un Castellano che amministrava la fortezza.
Fu quasi distrutto dalle truppe dello Sforza e ricostruito solo verso la fine del XV secolo.
La festa del patrono è S.Ilario che si festeggia il 14 gennaio.

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