Tempo  7 ore 14 minuti

Coordinate 7065

Uploaded 14 febbraio 2019

Recorded febbraio 2019

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2.690 m
1.314 m
0
3,2
6,4
12,81 km

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vicino Fraviano, Trentino-Alto Adige (Italia)

Ciaspolata tecnicamente facile che può diventare “più lunga di quanto sembra” con abbondante innevamento verso il periodo primaverile.
Oggi molta neve che ha eliminato i problemi di tratti scoperti lungo le stradette forestali, e dunque c’era da spingere anche in piano (dov’erano i tratti di neve “pesantina”).
Seconda parte nel bosco e poi in cresta (o per meglio dire su larga dorsale) sprofondando continuamente fin quasi in cima, tanto che è stato necessario mantenere un “passo delicato” anche in discesa.
Nel complesso divertente perché è stato un utilizzo delle ciaspole nella situazione per cui servono veramente, e poi in montagna bisogna mettere in conto di dover faticare un po’.

Dal parcheggio pochi minuti di stradetta cemento-sterrato liberata da neve fino a un bivio dove, a destra, la forestale continua ben innevata nelle condizioni di oggi (da sinistra proviene la variante di discesa).
Calzate le ciaspole si va fino ai Masi di Boai con lungo giro per stradette molto facili: possibile un breve taglio per buon sentiero come si nota dal tracciato GPS.
Dai Masi di Boai ancora forestale di media pendenza fino ai Masi di Cassè a quota 1.990 circa.

Dai Masi di Cassè bisogna risalire direttamente nel bosco per poco più di 100 metri di dislivello senza un sentiero di base.
Bisogna iniziare un po’ a sinistra (direzione salita) dei masi perché sulla destra è assai ripido.
La linea di destra che si nota nella traccia GPS è quella che ho fatto in discesa visto l’ottimo innevamento in quel punto, ma è da evitare in salita.
Stando a sinistra il pendio non è mai ripido e si trova tranquillamente qualche corridoio fra gli alberi: ho dovuto fare solo un paio di piccole deviazioni (a causa di alberi schiantati) rispetto alla linea di salita che vedevo di fronte a me.
Un po’ alla volta il bosco si apre e sono possibili altre direzioni rispetto a quella che ho seguito io: l’importante è non stare troppo a sinistra perché si finirebbe sotto dei pendii pericolosi e si allungherebbe questo tratto di raccordo verso la dorsale finale (dopo la prima metà di questa risalitina si può stare con sicurezza anche ben più a destra).

Arrivati sulla dorsale finale di Montagna Colem in qualche punto poco sopra i 2.100 metri di quota, si prosegue inizialmente fra i larici diradati e poi in campo libero fino in vetta: è un tratto lungo, largo e bellissimo per le ciaspole.
Poco prima della vetta ho piegato verso il ripido pendio sud dove si trova una gran serie di reti antivalanga ben visibili anche da valle, ma solo per darci un’occhiata dall’alto a distanza di sicurezza.
Panorama super e per fortuna che non bisogna più cambiare i rullini per fare tante foto.

VARIANTE DI DISCESA
Vista la temperatura in basso che stava appesantendo la neve, in discesa ho preferito evitare il lungo giro di strada forestale dopo i Masi di Boai.
Subito dopo un tornante sinistro si può prendere verso destra (valutare quanta neve c’è) un buon sentiero che conduce fino a un maso dove arriva da sotto una stradetta sgomberata dalla neve: qui si tolgono le ciaspole e con ultimo breve tratto si rientra al parcheggio.
Non me la sento di consigliare questa variante in direzione salita, a meno che non si sia in stagione molto avanzata con neve assente in tutta la prima parte.

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