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7,74 km

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vicino Villa Bentivoglio, Marche (Italia)

Dal P.so di S. Maria Maddalena alle vette e alla Baita del Fondo.
Percorso: P.so di S. Maria Maddalena (1.442 m) – sella di q. 1.535 – P.zo di Meta (1.576 m) – P.ta del Ragnolo (1.556 m) – Baita del Fondo (1.522 m) - sella di q. 1.535 – P.so di S. Maria Maddalena (1.442 m)
Dislivello: in salita 300 m; in discesa 300 m Sviluppo: 7,7 chilometri
Tempo di percorrenza: 2h e 55m + le soste. Partenza ore 9,45 arrivo ore 13,00
Difficoltà: T (con racchette da neve) Complessità: bassa, se con visibilità buona, altrimenti alta
Condizioni meteo: sereno, temperatura poco sopra lo zero, vento assente, visibilità buona, neve abbondante sul percorso Fonti: nessuna
Partecipanti: 2 (Roberto Annibalini, Luigi Diotallevi)
Descrizione itinerario: l’escursione -svolta interamente su terreno innevato- inizia all’altezza del bivio di Passo S. Maria Maddalena, tra la SP 120 Sarnano/Pintura di Bolognola e la SP 5. Si prende a Nord, verso destra, l’evidente e ampia pista che taglia il versante e si affaccia a q. 1.535 sul P.zo di Meta. Questo rilievo si presenta con una bella forma a cupola e man mano che ci si avvicina questa appare più acuta e slanciata. Sul suo fianco sinistro la faggeta cerca di farsi spazio per uscire dall’impluvio Nord e avvicinarsi ambiziosamente alla vetta. La progressione verso il Pizzo di Meta si svolge in piano, su un largo costone che si segue finché questo non si impenna e diventa la cresta Sud Ovest del rilievo. Con le racchette da neve bisogna assicurarsi che il fondo non sia ghiacciato, perché la pendenza in alto tocca i 50°. In alternativa si devia a destra e si sale per il più morbido versante Sud. Un breve tratto di cresta e si è in vetta. Una croce massiccia ne segna il punto più elevato, da cui si ammira un panorama davvero splendido: verso la costa si stende ai piedi dell’escursionista un tappeto infinito e colorato di colli e valli su cui vegliano borghi antichi; volgendosi a Sud Est si riconoscono il seghettato Monte dell’Ascensione e, oltre Ascoli Piceno, i Monti Gemelli; ancora, in senso orario, la Regina dei Sibillini o Priora, con la sua cerchia nobile –Castel Manardo Berro Tre Vescovi Rotondo- che un vello bianco trasfigura in ardite sculture di ghiaccio; e continuando a Ovest, le dolci praterie dei Piani di Pao, per andare con lo sguardo verso settentrione alla bifida dorsale che corre fin oltre il Cucco e Catria, e il San Vicino. E tornare poi, come in una giostra da cui non si vorrebbe mai scendere, al profilo del mare e ancora a quei colli e valli che parlano di vita operosa e di storia, e di una cultura mai gridata ma che fa grande le Marche. Si scende dal Pizzo per la via di salita e si affronta ora la vasta spianata che digrada a Nord fino ai Piani di Ragnolo. Costeggiando la testata del Fosso di Meta, si punta ora alla più modesta Punta del Ragnolo. Ci si trova su una sorta di stretto altopiano, che in inverno è la patria dello sci di fondo, con piste che disegnano una serie lunghissima di anse e onde, e che si svelano progressivamente tra gobbe e lievi avvallamenti, come ricami candidi ed effimeri su cui scivolano armoniosamente tanti appassionati. Giunti alla Punta del Ragnolo, scoscesa anch’essa sul lato orientale, si ha una bella veduta sul versante Nord del Pizzo di Meta, aspro e dirupato. Per il resto i panorami si ripropongono nella loro vastità e varietà, e le emozioni con essi. L’anello escursionistico potrebbe proseguire fino alle falde del Pizzo di Chioggia, bella elevazione ma dalla cresta piuttosto affilata; si decide invece di traversare l’ampio pianoro innevato a Sud Ovest e raggiungere la Baita del Fondo “F.lli Cioci”(1) . Da lì il rientro al punto di partenza avviene liberamente, cavalcando il lungo costone che a Est Nord Est rimanda alla sella di q. 1.535; qui, per la pista dell’andata, si può scendere comodamente fino all’incrocio tra le due provinciali dove si era parcheggiata l’auto.

(1) Il nucleo del Rifugio Fratelli Cioci è costituito da due baite, la cui costruzione da parte di alcuni soci della sezione CAI di Macerata iniziò nel 1976. Il 7 settembre 1982 un fulmine incendiò e distrusse una baita, ricostruita nel 1983. Pochi anni fa una delle due baite è stata ceduta al Comune di Acquacanina, che gestisce le piste di sci di fondo locali (unica pista da fondo omologata dell’Appennino Umbro-Marchigiano). L’Altra baita è ancora oggi di proprietà della Sezione di Macerata. La località è molto panoramica, anche se esposta ai venti. (Fonte: Guida ai Rifugi del CAI – CAI e Corriere della Sera)

1 comment

  • Foto di RobertoFreeMountain

    RobertoFreeMountain 14-gen-2019

    I have followed this trail  verificato  View more

    È il classico giro dei piani di ragnolo, molto panoramico. L'ho fatto di pomeriggio partendo.dalla baita dello sci da fondo. Al ritorno lo scenario era reso ancor più bello dal tramonto. Direi che l'unica difficoltà è, a volte, parcheggiare per via degli accumuli di neve, ma che si può superare con un po di pazienza

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