Tempo  4 ore 41 minuti

Coordinate 5163

Uploaded 12 gennaio 2018

Recorded gennaio 2018

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2.258 m
1.457 m
0
3,2
6,4
12,9 km

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vicino Osteria Carlettini, Trentino-Alto Adige (Italia)

Giro molto vario con salite e discese in campo aperto, nel bosco, in cresta ecc.
L’unica “buona pendenza” obbligatoria è un breve tratto di salita sulla dorsale del Col di San Giovanni.

Si inizia percorrendo la stradetta estiva (chiusa al traffico) che porta al Passo Cinque Croci, e poi sempre per forestali si arriva a Malga Valsorda Prima da cui si inizia un facile e bel tratto che passa appena sotto la vetta del Col della Palazzina: breve deviazione dal lato nord – molto ben ciaspolabile – e si arriva.
Il Col di San Giovanni si raggiunge facendo un semicerchio – prima in leggera discesa e poi in salita – che cinge un largo vallone a destra che poi si utilizzerà per la discesa.
Il primo tratto di risalita della dorsale verso il Col di San Giovanni – come detto all’inizio – è appena un po’ pendente, ma il problema è la valutazione della neve che si va a pestare perché è facile, come oggi, trovare macchie di neve riportata dal vento (e non coesa) che sono abbastanza scivolose.
Comunque, sempre come oggi, con un minimo di attenzione/osservazione si dovrebbe passare agevolmente.
La discesa del largo vallone fra i due colli può essere “attaccata” da più punti, ma non tagliate troppo all’inizio perché quel lato del Col di San Giovanni non è molto stabile come neve.
Oggi neve ottima e ho tagliato un po’, ma poco; altrimenti si va più avanti ritornando verso il Col della Palazzina dove è evidente un punto piuttosto dolce per iniziare la discesa.
Poi tutto elementare verso il Passo Cinque Croci e Cima Socede.
Da Cima Socede si può scendere anche ripidamente – sempre condizioni di neve permettendo – oppure stare un po’ più a destra della mia traccia di oggi seguendo più o meno la mappatura del sentiero estivo: divertente in ogni caso.

Belle viste su Cima d’Asta, buona parte del Lagorai e, da alcuni punti, su qualche vetta dolomitica come Sasso Piatto e Sassolungo, Gruppo del Sella, Marmolada e Pale di San Martino.
Il mio cellulare – tutt’altro che top di gamma – non rende giustizia ai panorami di lontananza.

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