Tempo  7 ore 13 minuti

Coordinate 1588

Uploaded 13 gennaio 2018

Recorded gennaio 2018

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1.778 m
1.446 m
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3,4
6,7
13,45 km

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vicino Campo Staffi, Lazio (Italia)

Bellissimo percorso in ciaspole nella zona più remota e selvaggia del Parco Regionale dei Monti Simbruini.
Partiti dal piazzale di Campo Staffi, dopo un brevissimo tratto sul sentiero 651, abbiamo preso a destra su quella che (almeno dei cartelli in giallo appesi sugli alberi) dovrebbe essere una pista di sci da fondo. Dopo poche centinaia di metri abbiamo abbandonato la stessa pista (scende verso la partenza della seggiovia di Campo Ceraso) salendo di quota oltre i 1.700 mt. su Serra San Michele fino ad arrivare alla stretta e profonda Valle di Santa Maria, nella cui dolina più profonda l'associazione Aquila Caput Frigoris ha installato una stazione meteo per il progetto “40 sottozero” e, subito dopo, al pianoro di Campitelli, bellissimo in inverno come in estate.
Poco dopo il piano di Campitelli si prende il Sentiero Europa 1 in discesa sulla sinistra (dal lato opposto porta a Fonte Ceria e a Camporotondo), fino al primo cippo di confine tra Il Regno Borbonico e lo Stato Vaticano di Monna di Campo Ceraso (n. 285 datato 1847 ma evidentemente rifatto ex novo in travertino, come il successivo n. 288 all’incrocio con il Fosso Fioio) ed agli improvvisati rifugi in legno della zona (brutti, ma utili) costruiti da allevatori e/o boscaioli. A questo punto si piega a destra verso il Rifugio di Campo Ceraso, Monna della Forcina e Filettino (a sinistra si va per Fosso Fioio fin verso la zona della Santissima Trinità, e non solo). Si supera anche il bivio che porta al Monte Tarino attraverso il Vallone del Ciociaro (non segnalato) e quello del Sentiero Italia che porta direttamente a Monna della Forcina. Il Volubro di Campo Ceraso è totalmente ghiacciato ed innevato, ma il rifugio omonimo anche se chiuso ed in stato di abbandono si è prestato con i suoi tavoli (dopo aver spalato la neve) per la pausa pranzo. Dal Rifugio di Campo Ceraso abbiamo ripreso il sentiero che porta, con un ultimo e deciso strappo, al valico di Staffi e alla macchina.
In ultima analisi, anche se il fitto nebbione del mattino aveva messo una seria ipoteca sull’escursione, non è andata tanto male. Il sole si è visto raramente (cadavericamente pallido) ma la neve fresca del giorno prima ed i paesaggi ed alberi ancora innevati ci hanno abbondantemente ripagati dello sforzo.

p.s. una curiosità sulla stazione meteo installata da Aquila Caput Frigoris (dal loro sito):
"... a quota 1707 m.s.l.m., il fenomeno del carsismo, unitamente all’azione prodotta dagli agenti atmosferici nel corso dei millenni, ha creato una piccola dolina ad imbuto sovrastata in ogni direzione da fianchi di roccia, terra ed erba alti fino a 12 metri. In questo punto esatto è stata individuata la location dove installare la stazione termometrica remota – denominata “Santa Maria” - per il progetto “40 sottozero”. Da subito, infatti, il luogo ha evidenziato di possedere le caratteristiche potenziali necessarie per toccare la fatidica soglia termica negativa. Rispetto alle zone limitrofe ricoperte di faggete, nella depressione e nelle sue immediate vicinanze si nota una totale assenza di alberi a medio/alto fusto, sintomo che nella stagione fredda i picchi termici superano i 20 gradi sottozero. Soglia oltre la quale i faggi non riescono a sopravvivere. Presenza, in estate avanzata, di piante letteralmente “bruciate”, fenomeno che indica il verificarsi di forti gelate anche nel periodo più mite dell’anno".

2018-01-13 14:54:37
Statistiche calcolate sui dati importati

sabato 13 gennaio 2018 7.40 CET
Distanza: 13,4 km
Durata: 7 ore, 13 minuti e 40 secondi
Velocità media: 1,9 km/h
Altezza minima: 1446 m
Altezza massima: 1777 m
Salita accumulata: 413 m
Discesa accumulata: 414 m
Stazione Meteo Aquila Caput Frigoris
Rifugi
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1 comment

  • sahere 16-gen-2018

    bellissimo posto lo conosco bene complimenti

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