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1.166 m
899 m
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2,9
5,7
11,45 km

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vicino Contrada-Valle, Marche (Italia)

Descrizione itinerario: l’escursione si è svolta interamente su terreno innevato, con l’abbondante manto nevoso in condizioni ideali per la progressione con racchette da neve (dialettale: ciaspole). Sempre presente la segnaletica verticale e, dove visibile, anche quella orizzontale (segnavia bianco-rossi). In alcuni tratti non si è seguito il percorso segnato; in particolare tra Passo Salegri e la sella Ovest di M. Igno ci si è tenuti sulla linea di cresta, ampia e panoramica_ Parcheggiata l’auto al Passo Cornuggia, sulla provinciale che collega Sefro a Serravalle di Chienti, si imbocca la pista a fianco di una copiosa fonte a trocche (sent. n. 201). Si aggira così a Ovest il M. Castellaro, con un aereo affaccio sulla Valle della Scurosa e sul M. Linguaro che la sovrasta a Nord. Per lieve pendenza in direzione Sud, si giunge a un bivio segnalato, si lascia la carrareccia e si sale a sinistra fino alla vicina sella di q. 988 che immette nel bacino di Monte Lago. Traversando i lembi settentrionali della fitta boscaglia che ricopre il rilievo di Costa Cerreto, si scende dolcemente a Est. Ciò consente di scoprire pian piano questo straordinario altopiano, autentico gioiello dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Si allungano infatti a sinistra le piatte e acquitrinose distese comprese tra M. Cimara e il M. Torroncello (1), coronate sullo sfondo dai caratteristici profili dei Tre Pizzi e di M. Primo. Virando a Sud, si impone alla vista il tozzo ma importante rilievo di M. Igno, che chiude a Sud Monte Lago e domina sul versante opposto le propaggini occidentali della bella Val di Chienti. Man mano che si procede, la vista può cogliere anche il settore meridionale dell’altopiano (2), con le vallette che si incuneano tra le coste, anse dell’antico lago che copriva queste terre (3). Passati a fianco della chiesetta della Madonna di Montelago (4), ci si immette sulla strada provinciale nei pressi del caratteristico Ristoro di Montelago, locale caratteristico che offre una cucina tradizionale e merende all’aperto. Poco più avanti, all’altezza del bivio con una strada secondaria che collega il Piano al paese di Gelagna Alta, si va a sinistra e si punta a Sud Ovest. Si traversa ora piacevolmente per prati verso il piccolo impluvio sotto Passo Salegri. Raggiunto il boschetto che corona l’ansa di Costa della Tana, si sale un po’ fino a incrociare una pista: si prende a destra e si passa a fianco di un manufatto di captazione delle acque, con adiacente la Fonte Salegri. In breve si è al Passo Salegri (SP 79 per Serravalle di Chienti). Un’ottima segnaletica verticale informa sugli itinerari che qui si incrociano: si prende il n. 251-C per M. Igno (Sud). Le condizioni di totale innevamento inducono nel caso odierno a seguire la linea di cresta, peraltro dolce e panoramica, invece di ricalcare il percorso segnato che segue il criterio della minore pendenza, almeno nel tratto che collega le selle di q. 1.064 e Ovest di M. Igno. Raggiunto un primo cocuzzolo (q. 1.104), lo sguardo può spaziare a 360° e cogliere in una sequenza ininterrotta le cime del comprensorio (Linguaro, Vermenone, Primo, Igno) e la catena dei Monti Sibillini, da M. Rotondo alla cresta del Redentore: immagini di straordinaria bellezza, che offrono all’escursionista motivi per riconciliarsi con una natura che qui sta mostrando il suo volto più duro, nella sconcertante infinita successione di terremoti distruttivi. Ripreso il cammino, su terreno sgombro da vegetazione, si scendono una serie di gobbe che conducono alla sella di q. 1.064: qui si va a Est per la massima pendenza, zigzagando verso la cima di q. 1.163. Raggiunto il vertice del rilievo, si ha la felice sorpresa di una duplice infilata, a Sud Ovest sull’altopiano di Colfiorito, e a Nord sull’intera distesa dell’altopiano di Monte Lago: è così che la dimensione verticale delle vette si armonizza con quella orizzontale degli altipiani, in una suggestiva continuità di forme che si esaltano a vicenda. Lo stupore non viene men scendendo per l’ampio, panoramicissimo crinale Sud Est, fino alla sella Ovest di M. Igno. Da qui l’escursione riprende a svolgersi nel contesto più chiuso ma non meno interessante del bacino di Monte Lago. Si segue l’impluvio che volge progressivamente a Nord Nord Ovest, in un ambiente parzialmente coperto da vegetazione (5). Si incontrano una bella fonte a trocche (Fonte Forno) e più sotto, dove il terreno si apre e muta in altopiano, il Casale Corradino. Tutto Monte Lago è un grande pascolo, e così fonti e casali sono incontri frequenti per l’escursionista. Ormai in piano, si continua a seguire la pista e si incrocia un’altra fonte (Fonte Cerasa), dove è stata attrezzata un’area pic-nic. Tornati sulla Provinciale 79, la si segue a Nord oltre la chiesetta. Si attraversa così un evidente istmo che collega i due Piani di Monte Lago (6). Risalendo verso il Passo Cornuggia si ha modo di rivedere la zona più acquitrinosa dell’altopiano, solcata da canali che confluiscono in un inghiottitoio. Il rientro alle auto chiude un anello escursionistico di grande soddisfazione, non solo per le cose viste, ma soprattutto per quelle promesse dalle tante ricchezze naturalistiche, culturali e storiche che questo scrigno racchiude. E che attendono solo di essere conosciute dal camminatore curioso.
(1) Questo settore dell’altopiano è detto Piano di sotto. Tutto il piano è costellato di fonti, e l'acqua è l'elemento principale di questi luoghi.
(2) Detto il Piano di sopra
(3) I due piani, a quota poco meno di 1000 m.s.l.m., sono il risultato del prosciugamento di un antico lago voluto nel XV secolo dai Da Varano. Questo singolare altopiano, parzialmente allagato durante l'inverno e la primavera, è un ottimo punto di partenza per escursioni naturalistiche per le sue ricchezze botaniche e per la presenza di un piccolo lembo di torbiera, unica in tutto l'Appennino marchigiano, senza dimenticare che su questi prati cacciano l'aquila reale, la poiana e altri rapaci (fonte:www.marcamontana.it/it/i-comuni-di-marcamontana/sefro/1944-anello-di-montelago)
(4) La moderna Chiesetta della Madonna di Montelago, definita dal prof. Mario Santini "a foggia di vela che si dispiega al vento" è andata a sostituire la vecchia cappellina dedicata a Sant'Eurosia, di cui nei paraggi si notano le tracce (fonte: id.)
(5) Dalla sella Ovest di M. Igno ci si ritrova sulla carrareccia che unisce Monte Lago a Gelagna Alta
(6) Si tratta del Colle di Boiugno, il corrugamento calcareo che separa il «Piano di sotto» di Montelago dal «Piano di sopra", dove nella seconda metà del Quattrocento fu realizzato un taglio allo scopo di bonificare il «Piano di sopra». Poiché a finanziare l'impresa furono i da Varano, signori di Camerino, la fenditura artificiale viene detta «Taglio dei Varano». In dialetto però viene chiamata, più semplicemente «Caa», cioè «Cava» (fonte: id.)

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  • Foto di Roberto Bobo Annibalini

    Roberto Bobo Annibalini 16-apr-2017

    Percorso: Passo Cornuggia (935 m) – sent. n. 201 – bivio di q. 970 – sent. n. 201-B - Chiesetta della Madonna di Montelago (939 m) – sent. n. 251-A – Piano di Monte Lago - sent. n. 251 – Fonte Salegri (1.008 m) – Passo Salegri (1.016 m) – rilievo di 1.104 – sella di q. 1.064 - rilievo di 1.163 – sella Ovest di M. Igno (1.100 m) – sent. n. 251-A - Fonte Forno (1.051m) – Casale Corradino (976 m) - Fonte della Cerasa (952 m) - Piano di Monte Lago – Strada Provinciale 79 - Fonte Cà (924 m) – “Taglio dei Varano” (920 m) - Passo Cornuggia (935 m)
    Dislivello: in salita 372 m; in discesa 372 m Lunghezza: km 11,45
    Tempo di percorrenza: 4h + le soste. Partenza h. 10.40; arrivo h. 15.15
    Lunghezza: 11,45 chilometri
    Difficoltà: T (E se con racchette da neve)
    Condizioni meteo: sereno, temperatura rigida, vento assente, visibilità ottima, neve sul tutto il percorso
    Partecipanti: 3 (Roberto Annibalini, Mirko Mori, Luigi Diotallevi)
    Fonti: F.te di Passo Cornuggia, F.te Salegri, F.te Forno, F.te della Cerasa, F.te Cà

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