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vicino Motta, Lombardia (Italia)

16/02/2014 http://www.caivillasanta.org/
Da Fraciscio 1300mt. a Bondeno 1700mt …………con le ciaspole ai piedi.
Località di partenza: Campodolcino (1071 mt)

Dislivello: 650mt.
Tempo: 2.00 ore / 3.00 ore (in inverno i tempi di percorrenza e le difficoltà variano secondo le condizioni della neve)
Itinerario di cammino: Campodolcino (1071 mt. ) – Fraciscio (1300 mt.) – Mottala (1354 mt.) Gualdera (1420 mt.) Alpe di Bondeno (1650mt.)

Un’ escursione alla ricerca di ampi orizzonti e di qualche momento di riflessione lontano dai frastuoni della città, cammineremo in ambienti solitari e affascinanti, immersi nei silenzi di una natura ancora incontaminata. Una piccola splendida perla, fra le tante disponibili, è la facile escursione invernale che da Fraciscio conduce all’abitato di Bondeno e all’omonimo motto panoramico posto sul lato orientale della valle.

L’escursione ha inizio dal parcheggio nella caratteristica piazza di Fraciscio, raggiungibile lasciando la SS36 all’altezza della chiesa di Campodolcino, appena prima del ponte sul torrente Rabbiosa. Lasciata l’auto, una strada di fronte alla chiesa ci invita in discesa verso il negozio di alimentari che lasceremo alla nostra destra e poi verso un lavatoio recentemente ristrutturato. Seguiamo l’evidente traccia che adduce al fondo della valle e a due ponticelli sulla Rabbiosa, quindi ci dirigiamo a sud in leggera salita, costeggiando e attraversando un bel bosco di larici, sino a raggiungere le case di Mottala. Poco oltre, se non coperto completamente dalla neve, il laghetto della “Palü del fen”, antica torbiera interratasi nel tempo e ora riportata alla precedente condizione con un estetico laghetto. Incrociamo qui la strada proveniente da Campodolcino,percorribile in inverno sino a Gualdera. Raggiunta la bella piana di Gualdera, la attraversiamo e sempre in direzione sud imbocchiamo la “consortile” per Bondeno.Consiglio a chi fosse dotato di una minima capacità di orientamento di evitare la comodità della strada e di salire per dossi, così da assaporare la sensazione di “montagna” che il silenzio, il magnifico bosco di larici e la neve scintillante, ci trasmettono. L’orizzonte, prima nascosto dai larici, lentamente si apre sull’ampio e assolato dosso ove sorge Bondeno di dentro. L’alpe, ancora abitata nel periodo estivo, è costituita da bellissime baite interamente in pietra, alcune delle quali ben ristrutturate, nel pieno rispetto della tradizione ed esempio di un patrimonio rurale da conservare a tutti i costi. Proseguiamo raggiungendo in breve Bondeno di mezzo, la cui singolare chiesetta risalente al 1805 e dedicata a San Giacomo il Maggiore, è ulteriore testimonianza della grande fede religiosa che caratterizza nei secoli la popolazione valtellinese e trova espressione in una incredibile quantità di chiesette, cappelle, immagini sacre, edificate anche ad alte quote. Risaliamo ora un bel dosso che adduce alle baite di Bondeno di fuori, in un ambiente molto rilassante, godendoci senza preoccupazioni l’aria tersa, il tepore del sole, ma sopratutto la strepitosa vista offerta a occidente dal gruppo delle Camosciere e a nord-ovest dalle più alte cime della valle, dal pizzo Quadro al pizzo Tambò. Con un ultimo sforzo, attraversando una pineta guadagniamo il panoramico Motto di Bondeno, prestando però attenzione all’evidente canalone sul versante est del Calcagnolo che periodicamente scarica gli accumuli di neve in eccesso. A est, immersa nella neve, l’idilliaca visione dell’alpe Avero, sovrastata dal pizzo Alto, e a sud la Val Chiavenna, il monte Legnone e le cime dell’alto Lario. Il rientro è per la stessa via, variando a piacere il percorso alla ricerca di nuovi ed ameni panorami.
Categoria: Le mie sedute

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