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2.646 m
1.318 m
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51,04 km

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vicino a Carezza, Trentino-Alto Adige (Italia)

Affascinante, faticosa e impegnativa traversata del Catinaccio.
Il punto di partenza e' presso alla base dell'impianto Paolina a Carezza, si risale la strada che porta al passo di Costalunga e poco dopo si segue la strada con segnavia 548 che sale sul versante sud del gruppo del Catinaccio. La strada e' poco pedalabile fino alla sella del Ciampaz e al rifugio Pederiva, ed e' necessario caricare la bici in spalla. Dal rifugio si segue in prima in discesa e poi misto il sentiero 545 fino ad arrivare quasi al rifugio Ciampedie, e poi tramite 540 in semi discesa fino al Gardeccia. Qui inizia la salita che ci portera' prima al rifugio Vajolet e poi al passo principe. Fino al Vajolet c'e' una strada con pendenze molto dure, ma se siete fortunati i turisti a piedi con i loro incoraggiamenti vi daranno quella spinta per poter rimanere in sella. Oltre il rifugio la strada finisce e inizia un sentiero, ripido e anche sconnesso, quindi preparate a rimettere la bici sulle spalle. Arrivati finalmente al passo 2600m bisogna farsi coraggio per affrontare la discesa fino al rifugio Bergamo a quota 2165m, quindi ci si butta con prudenza nella valle ad ovest del catinaccio d'Antermoia. Ho affrontato la discesa il 25 giugno ed era pieno di neve e quindi non so dirvi se esiste un sentiero per scendere, io sono andato navigando a vista scegliendo i punti dove mi sembrava ci fosse meno neve. Alla fine della neve, ho incontrato un ghiaione e una sentierino sulla dx (scendendo). ATTENZIONE: il sentierino e' molto esposto, ci si puo' aiutare con il cavo metallico presente. Giunti al rifugio Bergamo inizia una divertente discesa quasi fino a Lavina Bianca e questo e' l'unico tratto di discesa veramente godibile. Prima di arrivare a Lavina Bianca si devia a sx per raggiungere la strada asfaltata ma per lasciarla poco dopo per imboccare una forestale che ci portera' fino alla Frommeralm senza dover passare su asfalto. Pochi colpi di pedale su strada ci portano a passo Nigra e ora non ci resta che seguire la strada che ci riportera' al nostro punto di partenza. Chi ne ha ancora puo' inventarsi un ritorno concatenando le innumeroli stradine sia in alto che in basso della strada principale. vista la poca pedalabilità del giro ho preferito andare su asfalto (!!??).
Il giro è molto impegnativo, poco pedalabile ma una volta a casa si è molto soddisfatti.
La traccia gps è molto "sporca" a causa delle continue perdite di segnale e quindi seguitela ma con molta cautela e con la carta in mano.

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