• Foto di Vrtojba - Sv. Ot - Bukovica - Bilje
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Tempo  58 minuti

Coordinate 2345

Uploaded 28 aprile 2015

Recorded aprile 2015

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155 m
41 m
0
3,7
7,3
14,62 km

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vicino Šempeter pri Gorici, Šempeter-Vrtojba (Slovenija)

Le valli e le colline racchiuse nel triangolo con ai vertici i paesi di Vrtojba, Bilje e Bukovica (Nova Gorica, Slovenia) sono totalmente ricoperte da filari di vite; una sorta di Langhe in miniatura.
Alcuni vigneti sono talmente ben curati dai loro proprietari che danno l’idea di essere dei giardini e non semplici pendii coltivati a vite.
Durante il primo conflitto mondiale questi luoghi sono stati teatro di aspri combattimenti tra gli eserciti italiano e austro-ungarico per ben 14 mesi tra la fine del 1915 e l’inizio del 1917 (7a, 8a e 9a battaglia dell’Isonzo). Il paese di Vrtojba fu duramente colpito: centinaia di famiglie fuggite altrove, il 4% della popolazione morì, entrambe le chiese del paese distrutte. Subito dopo la Prima guerra mondiale l’area di Vrtojba era in territorio italiano; gli italiani chiamarono il paese Camposanto per la presenza di almeno 12 cimiteri di guerra. Nel 1928 le spoglie di almeno 3300 soldati vennero riesumate e portate nel cimitero centrale di Vrtojba. Nel 1938 le autorità italiane portarono le salme dei propri soldati nell’ossario di Oslavia.
Oggi sono testimoni di quegli eventi i cartelli informativi in più lingue disseminati lungo il percorso del “Pot Miru/Sentiero della Pace” ed il solitario cimitero di guerra nei pressi del borgo di Bukovica.
L’itinerario qui presentato, che nella prima sezione attraversa il bosco a nord di Bukovica, è solo una delle possibili proposte in quanto l’area collinare è attraversata da un reticolo di strade bianche, sterrate e tratturi solitamente in ottime condizioni ed in gran parte pedalabili.
Vi è anche un percorso vita con 16 punti ginnici dotati di attrezzi. Come materiale da costruzioni sono state utilizzate anche le pietre tombali dei soldati le cui spoglie mortali sono state traslate nel cimitero centrale di Vrtojba.
La bellezza di queste colline è tale che è stata immortalata in una delle scene del film “Zoran, il mio nipote scemo”. A Bukovica è nato lo stimato pittore e incisore sloveno Anton Zoran Mušič.

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