• Foto di Ugni e Martellese 2019
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Tempo in movimento  2 ore 9 minuti

Tempo  2 ore 55 minuti

Coordinate 3379

Caricato 10 agosto 2019

Registrato agosto 2019

  • Valutazione

     
  • Informazioni

     
  • Facile da seguire

     
  • Paesaggio

     
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1.993 m
786 m
0
6,9
14
27,57 km

Visualizzato 419 volte, scaricato 26 volte

vicino a Cantagufo, Abruzzo (Italia)

E' una salita tosta, ragazzi, ma che porta su un punto panoramico che ha del meraviglioso. E chi pensava di tornarci? Sono percorsi che fai una sola volta nella vita, e che giuri a te stesso di non fare più, ma poi capita per caso un amico che la sera prima ti invita, e allora pensi: ma si, partiamo! Con l'auto ci si può avvicinare all'inizio della sterrata, salendo da frazione Tornelli di Palombaro. La strada da percorrere con l'auto è semichiusa, ripida e nella parte finale con pochissimi parcheggi. Si inizia così a salire in bici su un percorso serpeggiante con fondo abbastanza comodo, fino ad arrivare subito ad un primo ostacolo composto da una sbarra che va aggirata a piedi, passando su uno spazio ridotto su un piccolo precipizio. Superata la sbarra si può cominciare a "rompere il fiato" superando uno ad uno i 13 tornanti che portano ad una piccola area picnic, dove abbiamo appunto ripreso fiato. In questo punto il percorso si divide: da una parte c'è la "direttissima" che è un percorso pedonale ripidissimo, dall'altra invece la strada brecciata che è quella su cui noi abbiamo continuato a salire. La salita è continua, ed in pochissimi punti si riescono a trovare tratti pianeggianti; a metà percorso c'è anche un piccolo tratto in discesa, ma che fa da preludio allo stacco finale che da lì accompagnerà fino al Rifugio Ugni. Il paesaggio cambia: si rimane sempre in ombra, ma lo sterrato comincia ad essere pieno di foglie che, se da un lato rendono il fondo più comodo, dall'altro lo rendono anche più pesante e insidioso per via delle pietre nascoste sotto le foglie stesse. Continuando a salire, si trova una ulteriore dificoltà: il percorso brecciato comincia ad assomigliare ad una sassaiola, vietato fermarsi perchè è estremamente difficile riprendere a pedalare. Infatti noi abbiamo continuato "fortunatamente" senza sosta gli altri 9 tornanti, spingendo sui pedali di continuo sino a raggiungere rifugio Ugni quota m. 1.863. Piccola sosta, foto di rito, quanche spuntino calorico e partenza perso il rifugio Martellese quota 2.035. La strada e lo scenario cambiano ancora, in quota l'erba sostituisce le pietre e le foglie e la strada è abbastanza comoda, anche se abbastanza viscido-umida. I quasi 200 metri di dislivello sono ripartiti molto bene su un pezzo di circa 3 km., ci si arriva comodi comodi. Non mi è sembrato vero raggiungere il traguardo in poco più di un'ora. Ma preparatevi, perchè se pensate che il brutto sia passato, non avete fatto i conti con l'interminabile discesa che vi attende. La si può affrontare solo armati di concentrazione massima e anche di un pizzico di fortuna, naturalmente a seconda della velocità di discesa che si intende raggiungere. Io personalmente consiglio una velocità limitata, sia perchè il percorso è molto frequentato, sia perchè nel tratto con le foglie, come già detto prima, la presenza di sassi anche di medie dimensioni ben nascosti sotto le foglie sono una insidia da non sottovalutare. Il tutto condito da innumerevoli rami che sono sullo sterrato che non aspettano altro che di andare a finire fra le ruote. Ve lo dico chiaramente, anche se può sembrare paradossale, la discesa per me è stata più stressante che la salita. Alcune note tecniche per i possessori di E-Bike: cercate il più possibile di utilizzare la modalità Eco, limitando l'assistenza più dispendiosa di watts solo nei tornanti o nelle brecciate. Con una batteria da 500W, arriverete comunque con non più di una tacca, è garantito. Diminuite leggermente la pressione delle gomme in salita per avere più presa, diminuitela in modo più evidente in discesa per avere comfort. Indispensabile K-wai per la discesa, perchè a 2000 mt l'aria è frizzante e voi maturalmente sarete abbastanza sudati. Ultimo consiglio: programmate una partenza di primissimo mattino. Questo versante del Parco Nazionale della Majella, che si affaccia direttamente sull'adriatico, offre i suoi migliori panorami nella prima parte della giornata, perchè è facile che fine mattinata o inizio pomeriggio il tempo "si chiuda" e verrebbe così a mancare una parte bellissima che è appunto godere dello spettacolare colpo d'occhio dalle isole tremiti al gran sasso. In definitiva, una mattinata passata in ottima compagnia (grazie ancora a Fabio, Graziano e Eliseo) che ha avuto solo un punto negativo: è finita troppo presto!!!!!

1 commento

  • Foto di andicola

    andicola 11-ott-2019

    Ho seguito questo percorso  verificato  Vedi altro

    Bellissimo percorso, descritto alla perfezione. Attenzione alla batteria risparmiare il più possibile perché si rischia di rimanere a secco nonostante siano “pochi km” di salita. Il panorama dal rifugio Ugni è impressionante si riesce ad ammirare quasi tutto l’Abruzzo e forse anche i confini del Molise! Addirittura nel giorno in cui siamo stati si riuscivano a vedere le isole della Croazia!

Puoi o a questo percorso