darpao

Tempo  5 ore un minuto

Coordinate 7174

Caricato 16 dicembre 2015

Recorded dicembre 2015

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1.395 m
692 m
0
7,4
15
29,44 km

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vicino Civita, Lazio (Italia)

Incuriosito dalle mappe, dopo aver percorso i sentieri che collegano lo Stallone al Rifugio Pietra Acquara, ho voluto provare la percorribilità in bici del sentiero 609 che collega la Certosa di Trisulti alla Valle dell'Inferno e, continuando, a Morino.

Qui il percorso fatto in precedenza che può essere utilizzato per rendere il giro ancora più duro se si passa per Fontana San Giovanni, Fosso Colaceo e la costa degli Asini:

http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=11506526

Fino a poco dopo il rifugio di Pietra Acquara il percorso presenta giusto un pezzo difficile, ma poi inizia il bello (o il brutto a seconda dei punti di vista).

Con una front e se non si è particolarmente portati per la discesa è quasi un calvario (tanta strada da fare a piedi, anche in discesa). Ma attrezzati con bici e mentalità giusta (magari in compagnia) ci si può divertire con discese molto molto tecniche!

Fino al rifugio di Pietra Acquara ho impiegato meno di 1 ora e 30', con qualche pausa ma comunque con buon passo (12 km partendo da quota 750 e arrivando a 1230). Per il ritorno (nonostante 400 metri di dislivello negativo come risultato fra salite e discese) ho impiegato 3 ore circa per arrivare alla Certosa.

Partenza dallo Stallone (un edificio abbandonato di proprietà della vicina Certosa di Trisulti molto evidente), si inizia subito a salire lungo una strada sterrata percorsa anche da fuoristrada con pendenze medie intorno all'8% per l'intera ascesa ma con punte superiori ma mai proibitive.

Dopo un km si attraversa un rio dove si potrebbe incontrare acqua d'inverno.
Numerosi i punti in cui è possibile ammirare la Certosa.

Dopo 4,5 km si arriva al bivio di Cerreto con una madonnina in alto sulla destra e delle stalle in basso. Ignorare la strada in salita a destra che porta a Fontana San Giovanni.

Altri 4,5 km di strada abbastanza scassata prevalentemente in discesa (ad un certo punto c'è una interruzione e ad oggi sarebbe impossibile passare oltre in auto), si lascia la strada che porterebbe alle sorgenti di Capo Fiume per avventurarsi nel bosco sulla destra.

All'inizio c'è da fare qualche tratto a spinta ed è difficile orientarsi causa il manto di foglie che copre il terreno. Poi si può seguire una traccia fino ad arrivare ad un fosso. Qui, bici in spalla, si sale a piedi molto faticosamente (per fortuna per poche decine di metri).

A questo punto ci si immette su quella che sembra una strada abbastanza larga e percorribile anche da fuoristrada immersa nel bosco (coperta anch'essa da un manto di foglie). La si segue per poco più di un km e mezzo per immettersi al sentiero che si ricollega a Fosso Colaceo - Fontana San Giovanni (il 612).

Si prende a sinistra e in un km e si è alla Valle dell'Inferno dominata dal rifugio di Pietra Acquara (in realtà c'è anche un'altra struttura) e dalle vasche con l'acqua (da una sgorga anche acqua potabile, anche se da un tubo non invitante..)

Tornati qualche metro indietro si segue la strada "parallela" sulla destra a quella da dove si è arrivati. Strada pianeggiante e molto comoda. Il "bello" però dura poco meno di 2 km, quando all'improvviso ci si ritrova di fronte ad una "parete" da scalare!!

I successivi 3 km sono infatti in salita e si pedala davvero per pochissimi metri. Armarsi di pazienza e fare molta attenzione alle pareti dove bisogna letteralmente arrampicarsi con la bici in spalla (in un punto la pendenza è notevole e forse converrebbe non puntare direttamente i segni dei sentieri, ma procedere a zig-zag).

Infatti, tutto questo sentiero è segnato abbastanza bene.. anzi addirittura c'è una doppia segnalazione: il nuovo sentiero 609 (bianco rosso) e il vecchio 6 (giallo rosso, con segni numerici sugli alberi).

In ogni caso sono molti i punti in cui si cammina lungo i fianchi del Monte Peccia con lo strapiombo lì a portata di gamba!!

I successivi 2 km sono in discesa e portano al Rifugio Cavallo. Immersi nel bosco risultano comunque più pedalabili della successiva discesa. Interrompono la discesa giusto alcuni punti. In un paio si passa in mezzo ad enormi massi.

Dopo una brevissima risalita, infatti, inizia una discesa tanto bella quanto tecnica. Paesaggio spettacolare del sentiero cresta cresta, con strapiombi ai lati.. ma in certi punti si tratta di scendere davvero fra i sassi (downhill puro). Io l'ho fatta quasi tutta a piedi purtroppo.

In un km si arriva al bivio con il sentiero che sale alla Rotonaria e alla Monna. Poco dopo, fare attenzione a non seguire una traccia evidente che porta verso sinistra (sbagliando).

Arrivati a Vado di Porca (altri due massi in cui bisogna passare in mezzo) ci si può godere il panorama dal Balcone su Trisulti! Spettacolare il panorama.

Da qui per scendere la strada si fa di nuovo molto tecnica, con molti sassi affioranti. Arrivati al bivio (c'è un enorme masso alto 3 metri), lasciamo il sentiero che porterebbe direttamente alla Certosa (l'ho fatto a piedi ed è molto ripido, ma magari può piacere agli amanti della discesa visto che comunque si è nel bosco e le pietre scompaiono) per proseguire dritti ed immettersi poco dopo in quella che è una strada abbastanza scassata ma che consente finalmente di godersi la discesa anche ai possessori di front!!

Si sbuca all'area pic nic (volendo ho scoperto anche una strada per evitare la strada asfaltata e che porta poco dopo la certosa) e su strada asfaltata si ritorna prima alla Certosa, poi si scende a Ponte dei Santi e per una ripida salita si arriva a Civita per tornare poi al punto di partenza.

Bellissima escursione, ma forse il sentiero 609 è meglio farlo a piedi!

Mi scuso sempre per la qualità delle foto :(

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