• Foto di Santuario Madonna della Rocca-Sughereta M.S. Biagio- Lago di Fondi
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Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  4 ore 4 minuti

Coordinate 1151

Uploaded 21 giugno 2014

Recorded giugno 2014

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  • Easy to follow

     
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37,65 km

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vicino Monte San Biagio, Lazio (Italia)

Escursione che parte dal Parcheggio della Stazione Ferroviaria di M.S.Biagio tramite strade interne si arriva fino alla localita' San Magno dove c'e' da visitare L'abbazia di San Magno ( Secondo il racconto di san Gregorio Magno, il monastero fu edificato per volere di sant'Onorato nel 522 per onorare il martirio di san Magno, ucciso insieme a san Paterno e a 2597 cristiani, come si legge in alcuni documenti agiografici di epoca medievale, le Passiones, dedicate ai due santi.

Del complesso monastico sono state rinvenute: la chiesa di epoca medievale, a croce latina e dotata di cripta, che conserva pregevoli affreschi; la chiesa rinascimentale riaperta al culto e intitolata a san Benedetto; alcune strutture pertinenti forse alle ultime fasi di vita del complesso, in particolare il mulino, la foresteria e delle vasche di lavorazione dell'olio.

Il corpo di san Magno giacque nella cripta della chiesa fino all'847 quando fu saccheggiato da Platone di Veroli, capitano della Campania, e lo adagiò nella chiesa di Sant'Andrea. Successivamente con l'invasione saracena di Veroli, il corpo di san Magno fu spostato ad Anagni.

Il monastero, fino al 1072, fu autonomo e gestito dai monaci ordinari.

In seguito il console Gerardo di Fondi donò il monastero all'abbazia di Montecassino.

Nel 1492 Alessandro VI passò con una bolla pontificia fece passare il monastero alla congregazione olivetana.

Nel XV secolo il monastero fu ricostruito da Prospero Colonna [non si sa se prima il monastero fu demolito o distrutto per cause naturali (terremoti, bradisismo, ecc.).

Nel corso dei secoli il monastero, data l'importanza dello stesso stabile, conobbe alterne fortune contabili e spogliazioni di vandali (nel 1798 i francesi distrussero parte del monastero e spogliarono gran parte dei locali monastici).

Quindi il monastero conobbe l'oblio (in seguito fu usata anche, addirittura, come stalla per pecore), ma molti ambienti perdurarono a mostrare splendori rinascimentali.

Oggi il monastero è affidato all'arcidiocesi di Gaeta e alla cura della Fraternità del monastero (www.monasterosanmagno.it) ed è in atto il restauro/ricostruzione del complesso.
Arrivati li ci lasciamo l'abbazia sulla destra e iniziamo la salita x il Santuario della Madonna della Rocca (Il Santuario della Madonna della Rocca è sito sul Monte Arcano presso Fondi (provincia di Latina).

Dei monaci benedettini lo edificarono intorno al X-XI secolo.

Una tradizione locale lo vuole innalzato alla persecuzione del cristiano Decio. La medesima tradizione vuole il monte Arcano come luogo di uccisione di cristiani, per questo motivo, per commemorare i defunti cristiani in loco, venne eretto questo santuario.

Dei resti romani attestano avvenimenti o abitazioni in loco.

Il nome del monte non segue la parola italiana "arcano" ma deriverebbe da Arx.

Il santuario è intitolato alla Madonna della Rocca forse in allusione di una rocca di Fondi edificata nel 1160 (congettura da verificare sul sito).

Il santuario conserva una Madonna che allatta il Bambino del XIII secolo.

Un affresco della Madonna col Bambino si trova invece all'oratorio della grotta di San Pancrazio.

nell'ultima parte del XX secolo ha conosciuto una notevole importanza di flusso di pellegrini dopo l'ultimo restauro dell'annessa chiesa. Notevole fu il lavoro svolto da Mons. Mario Forte, parroco e rettore della parrocchia di S. Maria degli Angeli e San Magno, che con la raccolta di fondi, svolta fino in America, realizzò molte delle opere di ristrutturazione che oggi permettono ai pellegrini di usufruire del santuario), i primi 600mt sono duretti poi la strada sale con pendenze medie fino al Santuario 5,5 km arrivati su la vista ripaga la fatica,la ripartenza ci riporta di nuovo all'abbazia di San Magno e si ripercorre la strada a ritroso fino a svoltare a destra x enntrare nella Sughereta di M.S. Biagio (Una delle più importanti sugherete dell’Italia peninsulare, estesa su circa 3000 ha ai piedi di Monte Calvo nel comune di Monte San Biagio, è un bosco ad alto fusto in cui, tra gli esemplari più giovani, si ergono maestosi alberi centenari, monumentali, talvolta dalle forme strane e contorte, tali da ispirare curiose leggende. Il bosco si sviluppa su fertili e profonde terre rosse, incise da fossi che convogliano verso la piana le acque meteoriche, soprattutto nel periodo invernale. La copertura arborea è monospecifica, formata dalla quercia da sughero mentre nel sottobosco fioriscono abbondanti l’erica bianca, la ginestra, il mirto, il lentisco e i cisti. La presenza dell’uomo, più “invadente” nella parte iniziale, si fa più discreta e meglio integrata nel paesaggio nella parte interna, dove il bosco si apre su terrazzi coltivati contenuti da muretti a secco e dove sorgono diversi antichi casolari in pietra locale. Il bosco di sughera è ancora oggi utilizzato per l’estrazione della preziosa corteccia, il sughero, pratica che lascia scoperto lo strato più interno del tronco delle sughere, di colore rosso mattone come il terreno in cui affondano le radici).Il giro nella Sughereta e' spettacolare,usciti dalla sughereta si prosegue dritti fino ad arrivare sulle sponde del Lago di Fondi e proseguire fino al punto di Partenza.

1 comment

  • Foto di freccia2004

    freccia2004 24-giu-2014

    I have followed this trail  View more

    Spiegazione dei posti e della loro storia eccellente, per quanto riguarda il percorso in bici la salita della madonna della rocca è in alcune parti abbastanza duretta, la sughereta risulta molto spettacolare tra saliscenndi e punti in singletrack.

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