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vicino Monte San Biagio, Lazio (Italia)

La Partenza dell'escursione e' dal parcheggio della stazione F.S. di M.te San Biagio, si procede in direzione Fondi pero' facendo strade interne fino ad arrivare davanti la abbazia di San Magno, si prosegue dritti e si arriva a prendere la sr637 x Lenola si continua dritti x 2,5 km e si prende a sinistra da li inzia una strada mista asfalto il primo tratto poi sterrato e cemento fino a Lenola, arrivati a Lenola si prosegue in direzione Vallecorsa fino ad arrivare al cartello che delimita la provincia fate ancora 50mt e vi troverete ad una rientranza con a lato una cappella con una madonna, siete arrivati al valico della Quercia del Monaco ( se vi mettete spalle alla strada e all'entrata la quercia ve la trovate di fronte dietro il cartello che segna il nuovo sentiero x salire ai ruderi di Acquaviva),la pausa li e' obbligatoria, a questo punto (se volete salite dal nuovo sentiero) noi abbiamo optato x la vecchia salita, prendete la strada cementata alla vostra destra che a un certo punto diventa sterrato e poi asfalto x 2,6 km arrivati ad una specie d'incrocio prendete a sinistra li incomincia la salita ai Ruderi una salita x il primo tratto impegnativa poi le pendenze si addolcisce un poco e si sale regolarmente fino ad arrivare allo scollinamento,da li per arrivare ai ruderi dovete prendere il sentieroalla vostra sinistra e in 5 minuti siete ai ruderi,il ritorno e' per lo stesso sentiero fino a prendere la discesa che vi portera' fino all'abbazia di San Magno,si prosegue sp94 x 3,2 km si prende la strada alla vostra destra che vi conduce dritta dentro alla sughereta di San Vito (Una delle più importanti sugherete dell’Italia peninsulare, estesa su circa 3000 ha ai piedi di Monte Calvo nel comune di Monte San Biagio, è un bosco ad alto fusto in cui, tra gli esemplari più giovani, si ergono maestosi alberi centenari, monumentali, talvolta dalle forme strane e contorte, tali da ispirare curiose leggende. Il bosco si sviluppa su fertili e profonde terre rosse, incise da fossi che convogliano verso la piana le acque meteoriche, soprattutto nel periodo invernale. La copertura arborea è monospecifica, formata dalla quercia da sughero mentre nel sottobosco fioriscono abbondanti l’erica bianca, la ginestra, il mirto, il lentisco e i cisti. La presenza dell’uomo, più “invadente” nella parte iniziale, si fa più discreta e meglio integrata nel paesaggio nella parte interna, dove il bosco si apre su terrazzi coltivati contenuti da muretti a secco e dove sorgono diversi antichi casolari in pietra locale. Il bosco di sughera è ancora oggi utilizzato per l’estrazione della preziosa corteccia, il sughero, pratica che lascia scoperto lo strato più interno del tronco delle sughere, di colore rosso mattone come il terreno in cui affondano le radici.)usciti dalla sughereta il ritorno alle auto e in 10 minuti

2 commenti

  • Foto di gluca.rossi

    gluca.rossi 15-ago-2014

    Questa è la variante col nuovo sentiero www.trailanalyzer.org.

  • Foto di Ragliodituono

    Ragliodituono 22-ago-2016

    Bel percorso. Meglio non fare il "nuovo" sentiero ai ruderi: in bici non è' praticabile se non a spinta. Mal tenuto e non terminato, invaso da cespugli con spine.

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