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1.847 m
571 m
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7,6
15
30,33 km

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vicino a Noach, Veneto (Italia)

E' stato un giro molto appagante: non troppo lungo, nè faticoso, ma completo sia dal punto di vista tecnico (per i bei passaggi in discesa e per la salita molto ripida dal Passo Duran al rif Carestiato), sia dal punto di vista dell'allenamento (non è faticosissimo, ma se fatto con un buon ritmo può costituire un buon esecizio fisico), sia dal punto di vista paesaggistico (bellissimi scorci sulla valle Agordina e sulle vette a sud di essa).
Si parte dall'imbocco della Val Imperina dalla SR203 proprio in corrispondenza della locomotiva (c'è un ampio parcheggio che dà accesso alle Miniere di Val Imperina).
Da qui si segue la SR203 vs Agordo per poche centinaia di metri quindi si imbocca una strada locale verso Noach e Cancellade. Inizia quindi una morbida salita su strade secondarie che attraversano dei borghi poco popolati de La Valle Agordina.
Giunti proprio in corrispondenza del municipio di questo comune sopra Agordo si imbocca la SP347 che porta al Passo Duran. La percorriamo in salita su asfalto per pochissimo tempo in quanto a sx si stacca una forestale che con una pendenza superiore ci consente di addentrarci in un freschissimo bosco. Il fondo da asfaltato diventa dopo un po' sterrato e la pendenza costante ci consente di guadagnare facilmente quota. Giunti ad un trivio si segue a dx e dopo pochi mt il sentiero finisce di colpo dietro una casa. E' necessario caricarsi la bici in spalla per 5 minuti di portage verticale nel bosco. Dopo di che si ritrova il sentiero pedalabile che si apre su di una forestale (piccolo gruppo di case con fontana) e da qui si ritorna sulla SP347 del Passo Duran. Da qui non c'è alternativa all'asfalto fino al passo. Ma non è un passo molto trafficato e si pedala volentieri anche perchè voltandosi indietro siamo accompagnati dai secchi profili dell'Agner e delle Pale di San Lucano, sopra di noi vigila la parete sud della Moiazza. Nella parte sommitale del passo (che è molto ampio e contornato da verdi prati) si apre una bellissima vista sulle cime della Val Zoldana (il profilo del Pelmo e del Pelmetto si distinguono con chiarezza, ma da una prospettiva quasi nuova) e sulla Valle del Boite: in lontananza è facile riconoscere l'Antelao ed il Sorapiss. Ma è sorprendente il cono di visione sopra la Forcella Grande dell'Antelao: si vedono con chiarezza Cima Scotter, Cima Belprà ed in lontananza la torre dei Sabbioni che "stacca" l'inizio della Val de San Vito.
Scendiamo lungo la SP347 verso Forno di Zoldo per poche centinaia di metri, quindi non prendiamo troppa velocità perchè a sinistra dobbiamo imboccare una strada bianca che porta al Rifugio Carestiato: attenzione, le rampe sono molto ripide e le pendenze superano abbondantemente il 20%. Tuttavia si entra in un' ambiente alpino (mughi e bosco di conifere) e la fatica viene superata dalla piacevolezza dei luoghi attraversati. Giunti al rifugio la parete verticale della Moiazza ci sovrasta molto da vicino ed abbiamo un balcone slla valle agordina e sulle vette Bellunesi che i terza fila ci consentono di vedere perfino il Cesen!.
Ora inizia la discesa: per un brevissimo tratto sula strada dell'andata. Quindi si svolta a dx per un sentiero CAI in direzione di Agordo. Lo seguiamo attraversando passaggi misti: dalla forestale sassosa, al bosco con radici al bellissimo tratto da tagliare senza toccare i freni. Si tratta di più di 10 km di discesa da fare tutta d'un fiato seguendo con attenzione la traccia in quando vi sono dei bivi dove viene suggerito il percorso secondario rispetto il sentiero principale.
Giunti in prossimità di Agordo un ultimo single track ci porta alla SR203 (occhio che l'uscita in strada è un po' pericolosa). Si imbocca la strada che porta alla Valle del Mis e da qui si prende il bivio per le Miniere.
In leggera disecsa seguiamo il Cordevole dal lato dx e giungiamo al ponte che porta al posto dove abbiamo lasciato le auto.

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