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Coordinate 6888

Caricato 15 ottobre 2020

Registrato ottobre 2020

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1.149 m
693 m
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43,43 km

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vicino a Piani di Canolo, Calabria (Italia)

Un percorso che si snoda partendo dall'agriturismo San Nicodemo” che si colloca in una delle più suggestive località del Parco Nazionale dell'Aspromonte, nel cuore della vallata del monte Limina posto sul versante jonico della Calabria, tra l'Aspromonte e le Serre, al centro tra il mare e la montagna. La struttura è stata recuperata da un'esistente masseria adibita all'allevamento del bestiame e la produzione di formaggi, tradizione recuperata dai proprietari che, con attenzione e cura nella selezione di materie prime esclusivamente locali, si pregiano di servire ai loro ospiti prodotti tradizionali e genuini.
Alcuni cenni storici sui luoghi dell’escursione:
Nelle vicinanze del luogo del ritrovo, si può vedere il “Santuario di S. Nicodemo”.
Nicodemo cresciuto a Ypsicron/Sikron, attuale Cirò (KR) volle intraprendere da giovanissimo la vita monacale, ma il maestro da lui scelto, lo rifiutò più volte ritenendolo di costituzione troppo gracile per la vita di rinunce e macerazioni imposta allora ai monaci. Quando venne finalmente accettato impressionò i confratelli con la sua continua preghiera, protratta oltre i normali limiti umani, i patimenti fisici e le esaltazioni mistiche. Costretto a fuggire dal Mercurion (luogo di studio del Monachesimo, che si trovava al confine calabro-lucano) dalle continue incursioni saracene trovò rifugio sul “Kellerana” (chiamato anche monte “Kellerano” o monte “Cellerano”, oggi “monte San Nicodemo”, situato nel territorio dell'attuale comune di Mammola, territorio del Parco nazionale dell'Aspromonte). Allora luogo completamente selvaggio ma nelle cui vicinanze si trovava la strada della Seja (conosciuta oggi come “sentiero dei greci”) che collegava il Tirreno con lo Ionio, attirando nel tempo, grazie alla sua fama di santità, numerosi altri asceti e pellegrini, tutto ciò portò alla fondazione di un monastero, attorno al quale costituì una comunità di monaci basiliani. L'insegnamento di S. Nicodemo è avvicinabile a quello di S. Francesco d'Assisi, infatti i racconti lo descrivono mentre difende un lupo dai contadini che lo vogliono uccidere dimostrandone la socievolezza, impedisce ad un confratello di colpire una vipera in quanto anch'essa "creata da Dio per stare sulla Terra" oppure in compagnia del cinghiale suo inseparabile compagno. Nell’anno 990 morì, a 70 anni, un'età ragguardevole per l'epoca. I miracoli fiorirono sulla sua tomba e quindi venne proclamato santo. Nel 1080 i Normanni trasformarono il piccolo oratorio con la sua tomba, in una grande chiesa, restaurando anche il monastero. Nella Chiesa Matrice di Mammola, nella Cappella di San Nicodemo, dal 1580 sono conservate le pregiate reliquie in un'urna bronzea, la statua in legno del Santo vestito in abito basiliano. Nel 1630 fu proclamato santo patrono fissando la festa liturgica il 12 marzo; in un prezioso busto bronzeo del sec. XVI, di scuola napoletana, all'interno è conservato il cranio del Santo, che viene portato con la statua lignea di angeli, in processione nei festeggiamenti della prima domenica di Settembre. Di pregio una tela del Santo del XVI secolo, restaurata alla fine del secolo scorso.
Ritornando indietro, superando l'agriturismo sulla stessa strada asfaltata si possono notare due pilastrini in pietra con un cartello che indica la "Grotta del Santo" o di S. Fantino è un luogo dove i monaci Bizantini si ritiravano da asceti in preghiera. Si percorre un tratto di sentiero a piedi per giungere alla staccionata che a dx scende sino alla grotta dove si apre un piazzale con vista sul M.Jonio. Risalendo la sommità del monte Kellerano, a 768 m, si trovano tre croci, la prima rivolta verso lo Jonio, la seconda verso il Tirreno e la terza verso il Santuario.
Si ritorna sulla strada per riprendere il percorso dove più avanti imbocchiamo il sentiero sulla dx, che ci porterà fino ai Piani della Limina, dove proprio all'inizio del villaggio quasi abbandonato, troveremo la fontana sulla nostra dx.
Percorsi circa 10,7 Km (progressivi), si giunge al “Santuario San Bartolomeo”
La Chiesa fu progettata e realizzata nell’area “Contura” a quota 950 metri, edificata e fortemente voluta dal Comitato festa e dalla comunità di Giffone per onorare il loro Santo protettore. Viene anche costruita una fontana ”Fontana di Lu Mustazzolaru” oggi “Fonte San Bartolomeo” (prendiamo qui l'acqua! ci servirà per percorrere tutto il percorso!) nelle vicinanze del Santuario. Bartolomeo è scelto da Gesù con altri undici discepoli per farne i suoi inviati, gli Apostoli. Poi gli atti lo elencano a Gerusalemme con gli altri, "assidui e concordi nella preghiera". E anche per Bartolomeo (come per tutti i rimanenti apostoli) dopo questa citazione cala il silenzio dei testi canonici. L’apostolo fu missionario in India e in Armenia, dove avrebbe convertito il re Polimio e la sua sposa, nonché dodici città. Queste conversioni eccitarono l’invidia dei sacerdoti delle locali divinità, i quali riuscirono ad aizzare contro di lui il fratello del re, che costui impartì di scorticare vivo Bartolomeo e poi decapitarlo. La leggenda di S. Bartolomeo è ricordata anche nel Giudizio Universale della Sistina: il santo mostra la pelle di cui lo hanno “svestito” gli aguzzini, e nei lineamenti del viso, deformati dalla sofferenza, Michelangelo ha voluto darci il proprio autoritratto. All’interno della chiesa si ammira il mosaico raffigurante la scorticazione di S. Bartolomeo.
Si prosegue sulla pista che lungo la stessa più avanti si può notare la forma di un rapace scolpito su un tronco d'albero. Dopo ulteriori 3 Km (13,8 Km), raggiungiamo la capanna dei “carbonai” con al suo fianco il piazzale dove è visibile il caratteristico “scarazzu” cono realizzato con una catasta di legname per la realizzazione del carbone, seguendo a sx la strada “SP45” si percorreranno circa altri 8 Km (22,5 Km) fino ad intercettare sulla dx il “Sentiero del Brigante” caratterizzato da segnali orizzontali bianco /rosso e verticali rosso/bianco/rosso, con qualche passaggio in single track in salita e/o in discesa. Il sentiero ci porterà a respirare aria salubre e sotto i fitti boschi, percorrendo 15 Km (36,8 Km) per ricollegarci alla strada “SP42”, che ci condurrà al “Piano della Limina” per poi proseguire dallo svincolo 3 Km (39,9 Km) sulla “SP35dir” al bivio del “Passo del Mercante” 1,5 Km (41,5 Km) dove svoltando a sx risaliremo fino a scollinare 2 km (43,4 Km) per discendere al punto di partenza (44,0 Km).
Rifugio custodito

Agriturismo

Waypoint

pista1

Panorama

due mari

Sito religioso

S. Bartolomeo

Waypoint

sentiero

Waypoint

Carbonai

Intersezione

Bivio Sentiero

Waypoint

Sentiero

Fiume

1° Guado

Fiume

2° Guado

Waypoint

Sentiero a piedi

Waypoint

pista fra i boschi

Waypoint

pista

Grotta

Sentiero grotta

Fontana

Fonte Limina

Fontana

Fonte S. Bartolomeo

Rifugio custodito

S.Nicodemo

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