Tempo  3 ore 51 minuti

Coordinate 2595

Uploaded 7 febbraio 2013

Recorded gennaio 2012

  • Rating

     
  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
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1.358 m
567 m
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14
28
56,33 km

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vicino Fiuggi, Lazio (Italia)

1 comment

  • Roby1975 30-mar-2014

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    Giro molto lungo e bello dal punto di vista del paesaggio e dei panorami, ma abbastanza duro come fondo (svariati tratti a piedi) e distribuzione del dislivello. Presenta problemi di percorribilità in periodi piovosi, c'è tanto tanto fango, e nella parte finale addirittura un tratto preoccupante, allagato e simile alle sabbie mobili, abbastanza esteso.
    Il percorso è a forma di 8, ma l'ultimo ramo non è percorribile. Si finisce di fronte ad un capannone pieno di cani che abbaiano e dopo un po’ esce il proprietario incavolato, dicendo di fare attenzione a passare li perché i cani potrebbero mordere. Si è costretti quindi a tornare indietro. Probabilmente al tempo della gara l’organizzazione si era messa d’accordo con il proprietario. Per il ritorno suggerisco di ripercorrere direttamente il sentiero dell’andata senza ripetere il tratto che andrebbe percorso due volte nel giro originale. Evitando problemi.
    All’inizio il giro è una tranquilla passeggiata per Fiuggi, poi inizia un tratto con fondo in ghiaione, attraverseremo un recinto per bovini aprendo qualche cancelletto e dopo un tratto in cemento arriveremo al bel laghetto volubro. Sempre in discesa arriveremo ad una valle con una fattoria sul fondo. Risaliremo quindi su un bellissimo sentiero che poco dopo diverrà esposto, ma molto largo e con bellissimo panorama. Questo sentiero è lunghissimo e piano di pietre che saremo costretti ad evitare, alcuni tratti sono molto fangosi in periodi piovosi. La situazione migliora verso Piglio… Attraversata la strada per Piglio prenderemo un altro sentiero in quota esposto e largo, anche questo lunghissimo e pieno di pietre, ma con meno fango. Questo sentiero ci porterà a Serrone, poco dopo inizierà una lunga e dura salita su asfalto che ci porterà quasi a 1400 metri. Ripreso lo sterrato affronteremo una discesa lunghissima, ripida e tecnica per il fondo in ghiaione, che ci porterà verso gli altipiani di Arcinazzo. Da qui prenderemo un sentiero fangosissimo e pieno di pietre che ci costringerà a vari tratti a piedi. Ripresa la cementata avremo un po’ di tregua fino al tratto finale in cui il fondo è buono, ma solcato dal passaggio dei trattori. Come ciliegina sulla torta, troveremo (in periodi piovosi) l’impressionante palude descritta all’inizio. Dopo una lunga discesa tecnica su fondo in ghiaione, arriveremo al tratto che avevamo percorso in precedenza. A questo punto suggerisco di proseguire dritto e ritornare dal sentiero dell’andata per evitare i problemi sopra descritti.
    In finale bel giro, ma consigliato solo per chi ama i percorsi duri, con tratti a piedi, pietre, fango, paludi, ecc.

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