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vicino Massa Martana, Umbria (Italia)

ripartiamo direzione S.Gregorio, due case affianco ad un area militare presenziata da cagnoloni maligni, lì maruani ci salutano contenti e ci danno prezione indicazioni per il proseguo: un rosario, cerchiamo di far finta di non capire ma purtroppo non p così :cry: lasciamo l'asfalto ed è subito delirio: due rampe dal 20% al 26% su fango secco ci fanno capire come sarà l'andazzo, arriviamo nello splendido eremo di S.Girolamo, incastonato nel verde, un luogo magico ed esoterico, proseguiamo per La Costa, una specie di palazzone-castello mezzo abbandonato, da lì comincia su sentiero segnato del martani-trekking/CAI il bellissimo sentiero a mezza costa che si incunea nella stretta valle dell'acqua canale, con il paese abbandonato di Lo Scoppio adagiato su uno sperone impervio da cui si domina una valle dalla vegetazione fitta e rigogliosa, veramente meraviglioso !!
Il single track è a strapiombo su 200 metri di precipizio, non è ben pedalabile a causa di sassoni ed è in saliscendi, si arriva sotto Scoppio e ci tocca fare opera di spingismo in quanto il fondo ci impedisce la pedalata, Antonio e Francesco sono compagni cazzeggio e dopo le fote di rito al paesetto si riparte in direzione collerose, valico di giornata.

La natura Umbra è al meglio del suo splendore, il verde ed i colori multipli dei fiori ci riempiono gli occhi, le salita e le discese si susseguono ed ogni tanto i sassi ci impediscono di rendere la nostra pedalata ordinata e lineare ma in breve arriviamo al quadrivio a quota 770 m, perno dell'"8" del giro, noi saliamo verso destra per entrare in uno stretto valloncello con un ultimo strappetto che ci fa incrociare la sterratona che sale da Piemonte e Terzo San Severo dal lato spoletino e si addentra nei prati di san Severo, noi proseguiamo sulla sterratona e passato il valico a 850 m ed un laghetto per esperimenti biologici della NASA, scendiamo sicuri sulla sterratona fino ad incrociare (dopo aver sbagliato strada of course) un sentierino che scende nella valletta formata fra il nostro "colle" ed il monte martano vero e proprio, il sentiero è un cesso, con dei sercioni poco divertenti...la prossima volta che lo farò proseguirò per la sterratona tanto è uguale.

Incrociamo la sterrata che da Massa Martana passando per Barbasciano sale alla vetta di Monte Martano (ricordo che noi abbiamo pedalato su un "colle" a fianco al monte Martano propriamente detto) e con continui saliscendi e cambi di direzione zigzaghiamo up and down a quota 400-500 m passando per campi coltivati a grano, boschi di quercie, cave, e proprietà private che ci costringono ad allungare un poco il percorso, prendiamo infine il sentiero che presumibilmente ci porterà a Colpetrazzo per la sosta pranzo, è un sentiero liscio come l'olio che scende in un bosco di faggi, una goduria unica, si scende sul filo dei 40 ma ad un certo punto vedo di fronte a me un montarozzo, lo faccio a tutta velocità e salto di un paio di metri, la discesa non è delle più felici e le palle ringraziano poco :) salta anche Antonio divertito come non mai, Francis evita....ma è stato veramente bellissimo, ridiamo di gusto!!

A Colpetrazzo (molto carino) ci fermiamo per un frugale pasto nel cortile di una casa e ripartiamo con le borraccie piene, manca la salita più dura del giorno, fin'ora avevamo fatto più della matà del giro e pure del dislivello (850 m), ma la salita che dal paese ci riporterà al quadrivio è da urlo !! 450 m di dislivello in 6,7 km...iniziamo la sterrata con delle strane croci a fianco a noi, sulle croci c'erano delle targhe che parlavano di una favola antica, la chiamano via crucis (mi pare perchè per farla devi essere bravo a fare le cruciverba image ) vabbè cmq non ci curamo delle favolette ed il culo è unico, tratti su pietre al 27% da fare rigorosamente a spinta (io e francesco) il sole che picchia ed i tornanti che si susseguono ma la metà è vicina :wub:
Arrivati alla fine del calvario ci riposiamo giusto il tempo per goderci la fresca brezza portatrice di sollievo e polmonite, ripartiamo ovviamente in salita in quanto bisogna raggiungere ancora la quota 850 m, passiamo radente una recinsione che delimita una zona di raccolta tartufi riservata, i commenti di Antonio li lascio stare :shifty:
Arriviamo finalmente all'attacco della discesa finale (un paio di balle) la famosa "matassa", per fortuna niente è come sembra, a volte sembra quello che è niente...MA ANCHE NO !!

La matassa si rivela un altro single track del tutto identitico a quello fatto la mattina per raggiungere lo scoppio solo nell'altro versanete della valle dell'acqua canale, più boscoso, ma altrettanto sassoso ed in saliscendi micidiali, oltre il fatto che passaimo spesso in mezzo a piante dalle foglie simili ad aculei che ci faranno arrivare alle macchine in tema con la giornata santa ma i panorami ci ricompensano, ci facciamo delle gran risate con francis giusto per esorcizzare i tagli sulle gambe.

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