Tempo  7 ore 35 minuti

Coordinate 6836

Caricato 2 giugno 2020

Registrato giugno 2020

-
-
2.075 m
979 m
0
19
38
75,83 km

Visualizzato 187 volte, scaricato 6 volte

vicino a Canove di Roana, Veneto (Italia)

Partiamo dal solito parcheggio delle piscine, in direzione Camporovere, da qui seguiamo le indicazioni per Forte Interrotto per iniziare l'ascesa. Sono circa 4km fino al forte, più altri due per iniziare la discesa che ci farà passare per un piccolo cimitero di guerra. La discesa è semplice, ma non banale. Il fondo è smosso, ci sono molte pietre e spesso è umido essendo all'ombra. Raggiungiamo Val Galmarara, dall'immissione nella strada bianca inizieremo i 12 km di salita che ci porteranno in cima all'Ortigara. La salita è pedalabile e il fondo è molto buono, solo i due chilometri che precedono bivio Conrad sono un po' più sconnessi, ma ben ciclabili. Ottimo il fondo per raggiungere bivio Italia e rimane ottimo fino alla vista della cima.
Raggiunta la base dell'ultima erta diventa impossibile procedere in sella e bisogna scendere.
Bici alla mano si raggiunge la cima da cui si può ammirare un panorama meraviglioso: Lagorai, Dolomiti, Monte Grappa e persino (nelle giornate limpide) la pianura padana. Un momento di riposo e torniamo al bivio alla base della cima, ancora a piedi ovviamente (qui la mia traccia non segue il sentiero, è stato un tentativo di trovare una via più pedalabile che poi è finita tagliando, a piedi, per un prato ripido. Decidete voi come scendere).
Torniamo al bivio e continuiamo a mano. In qualche tratto i più capaci potrebbero salire in sella, poi tornano ad esserci dei passaggi da scendere, io scendo spesso di bici perché non voglio rovinarmi la giornata (almeno). Man mano che le rocce lasciano il posto al bosco diventa sempre più pedalabile fino ad essere completamente ciclabile in prossimità dell'annessione alla strada bianca che porta a piazzale Lozze.
Raggiunta finalmente la strada bianca la percorriamo in direzione Campomulo, la prima metà ha frequenti contropendenze, solo in vista di Campomuletto la strada diventa veramente discesa. Proprio quando ormai siamo convinti di riposarci e vediamo Campomulo prendiamo una strada bianca che torna a salire brevemente. Inizieranno 10 km di saliscendi seguiti da 6 km di discesa più convinta. In questo tratto il fondo è buono, non è una strada bianca ma non è nemmeno disastrata, si percorre facilmente, qualche rampa in discesa sassosa intervallata da alcuni falsopiani semplicissimi in cui si può anche mangiare. Noi qui abbiamo trovato un cantiere forestale (segnalato ormai alla fine del sentiero) quindi abbiamo dovuto attendere qualche momento per poter passare.
Usciti dallo sterrato si giunge nella strada che da Foza porta alla piana di Marcesina. Puntiamo in discesa verso Foza (in asfalto) per poche centinaia di metri e poi ancora su verso Malga Fratte.
Qui ci aspettano le ultime fatiche di giornata. Raggiungiamo prima Malga Lora dopo circa 6km di salita con fondo perfetto e pendenze contenute (ma le energie iniziano a scarseggiare, almeno per me). Purtroppo c'è davvero poco per tirare il fiato, c'è ancora un chilometro impegnativo per scollinare alla selletta che ci farà aggirare il Monte Spil e raggiungere la città di roccia.
Attraversiamo la valle della città di roccia in un single track in cui ogni tanto bisogna scendere, ci sono alcuni scaloni da attraversare che penso non siano fattibili a nessuno in bici, poi più il sentiero è "disturbato" da alcune rocce, da decidere al momento se provare a passarle o scendere, arriviamo così a bocchetta Slaupeur.
Dalla Bocchetta dobbiamo riprendere a salire ancora, con le forze alla fine (almeno per me) saliamo per un facile sentiero fino a Casera Meletta e poi per prati fino alla sommità del monte e ridiscendere per il pratone seguendo l'impianto di risalita (in prossimità dell'impianto a valle, occhio che c'è un recinto elettrificato da aggirare alla destra, se si arriva a cannone in discesa ci si pianta sul recito). Ancora discesa, in un tratto molto smossa e ripida, fino ai primi impianti delle Melette. Girando a sinistra in un attimo si sarebbe ad Asiago, ma sarebbe troppo facile. Risaliamo per un solo chilometro fino alla croce di Ongara per prendere un sentiero che ci porterà giù quasi a Gallio, immettendosi nella strada all'altezza dell'Agriturismo Spil. La discesa è piuttosto ripida e un po' sconnessa, occorre fare attenzione.
Raggiungiamo l'abitato di Gallio, da qui è solo asfalto fino alla macchina, c'è una fontanella, poi giù alle piscine.
Nel complesso il giro è molto bello, vasto, per le mie capacità attuali è impegnativo, per contro è possibile tagliarlo in più punti per adattarlo alla propria condizione fisica e (non da ultimo) alle condizioni meteo.
ATTENZIONE NELLE DISCESE, è vero che per lo più sono facili strade bianche ma, soprattutto dalla cima dell'Ortigara fino a piazzale Lozze bisogna stare molto attenti e fare in sella solo quello che ci si sente di fare, noi una caduta (senza minime conseguenze) l'abbiamo registrata.
Waypoint

inizio tratto a piedi

inizio_tratto_a_piedi
Waypoint

fine tratto a piedi, da qui molto accidentato

fine_tratto_a_piedi%2C_da_qui_molto_accidentato
Waypoint

da qui si torna in sella

da_qui_si_torna_in_sella
Waypoint

Città di roccia, inizio tratto accidentato

Single track con uno scalone all'inizio poi rocce sul sentiero
Waypoint

fine tratto accidentato

fine_tratto_accidentato
Waypoint

seguendo per Campomulo si tagliano 25 km

seguendo_per_Campomulo_si_tagliano_25_km

Commenti

    Puoi o a questo percorso