• Foto di MOAB TUFO di Carsolibikezone
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Tempo  4 ore 37 minuti

Coordinate 3763

Uploaded 20 febbraio 2017

Recorded febbraio 2017

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1.126 m
577 m
0
7,5
15
30,13 km

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vicino Zona Industriale, Abruzzo (Italia)

“Tufo” parola che non desta meraviglia, ma andiamo per ordine, unita a “frazione”, dalla rete esce una descrizione: è un borgo in cui si respira un’aria fine e si ascoltano silenzi dimenticati, circondato da boschi di castagno, ricco di sorgenti, meta di gite domenicali per chi ama la raccolta di funghi, per gli amanti delle passeggiate, di bicicletta e della buona cucina non c’è niente di meglio. Una delle sei frazioni che fanno capo al comune di “Carsoli”. Località questa, che richiama il noto gruppo dei bikers “Carsoli Bike Zone”, di alto temperamento, pertanto lasciamo trarre le conclusioni….

Da quando Riccardo ne parlava, ripetendo spesso, che il trail di Tufo era in preparazione, era rimasto nell’elenco delle cose da fare, tanto che l’attesa è stata febbrile. Nonostante l’incognita del terreno, a seguito della copiosa pioggia di sabato, insieme a Gianni si decide di provarci.

Ci si ritrova al solito posto, km 43 della S.P. Turanense, nei pressi del ristorante Casabianca. In buona compagnia con Mirko, Luca, due bikers di Carsoli ed Emanuele, con cui abbiamo condiviso i nostri giri a Carsoli, ci si avvia su asfalto, poi su strada bianca si prosegue verso Nespolo, una breve bitumata porta all'imbocco di una terribile cementata.
Raggiunta una piccola radura, è quasi fatta, bisogna cammellare la bici per un breve tratto, seguendo i segni giallo fluo. Spingendo sul fondo erboso ghiacciato, lo scricchiolio ci accompagna fino al raggiungimento della sella.
Dal valico si ha un’ottima vista, un sublime spettacolo, tra la prospettiva del monte Cervia alle spalle e le cime innevate del Velino di fronte. Una mandria di mansueti cavalli incuriositi, si avvicinano a fare festa, come se fossero atterrati gli alieni. Ci si prepara, un profondo respiro e via, si affronta la prima parte, fondo terroso misto a rocce fisse e smosse, dove si alternano ostacoli rocciosi.
Proseguendo su libidinoso flow nel bosco, tra rilanci intervallati da bei cunettoni, si scende spediti, l’euforia sale alle stelle e il divertimento accresce a dismisura. Poi di scatto, ci si rende conto che è meglio contenere l’andatura, dopo il temporale anche se il terreno è ben drenato, non conoscendo il percorso, l’insidia è sempre in agguato.
Finalmente si raggiunge la chicca enduristica tanto attesa, la ciliegina sulla torta, il lungo tratto completamente roccioso, chiamato dai local “Moab Tufo” ultimamente riscoperto e ridisegnato nelle linee da Riccardo. La possente conformazione, crea uno spettacolare scenario naturale, che emoziona e lascia a bocca aperta, tanto da far venire l’acquolina in bocca ai mountain bikers esperti. Vi sono varie possibilità di interpretazione, scegliere la linea più consona o quelle verticali da paura, oppure quella più semplice, copiando il terreno facendolo a piedi.
Galvanizzati ci si ritrova ad affrontare un guado (non si attraversa il torrente, ma si risale a sx per una decina di metri), che può creare non pochi problemi se vi è molta acqua, poi uno strappetto e si attraversa la frazione di Tufo. Col pensiero ancora a Moab non ci si rende conto del tratto bitumato effettuato, tanto da ritrovarsi di botto ad affrontare “Conciarelle” uno stretto, flow trail che serpeggia nel bosco, con divertenti cambi di pendenza, un bel salto rilevante, sfruttando la base di un tronco di albero sradicatosi e tornantini sul finale.
Per la cronaca potrebbe bastare, ma per ritornare al punto di partenza si deve percorrere il trail del Poeta, chi non lo conosce! Una poesia. Ma scartata a malincuore questa opportunità, anche se più corto, si opta per percorrere una nuova linea, l’IRICI, uno flow trail, a tratti incassato, l’ingresso è con rocce fisse e smosse e piccoli drop, seguito da qualche rilancio e cambio di pendenza sul finale. Scusate se è poco!

“Moab” è la nota località dello Utah in U.S.A., non ha bisogno di essere presentata, destinazione ambita, l’eldorado dello “slickrock”, il sentiero con un paesaggio di dune di sabbia pietrificate, arenaria, resti erosi di antichi fondali e vista mozzafiato sul fiume Colorado, valutato ad alta difficoltà tecnica e alto requisito aerobico. Detto questo Moab Tufo, non è equivalente per distanza, ma definirlo una miniatura si.

Nel complesso: interessante ed appagante percorso, per la particolarità dell’adrenalinico tratto di Moab Tufo, dove occorre prestare molta attenzione. Con un modesto tratto di portage, di circa 100 metri di dislivello e per quello cumulativo, può essere alla portata di molti. Giro che non dovrebbe mancare nell’albo d’oro.


Concludiamo con un esortazione, attraversando il borgo di Tufo, Luca e Mirko ci invitano a portare un’andatura non esagerata, rafforziamo il loro spirito sostenendo che fare gli invasati è solo svantaggioso. Da ciò, intuiamo, che i ragazzi di Carsoli Bike Zone hanno raggiunto un elevato livello di convivenza con chi fruisce di questi spazi in modo diverso e ci tengono a mantenerla, diffondendolo tra noi ospiti. Perciò adottiamo il buonsenso nell'usufruire dei sentieri, strade private, attraversando borgate e ricordarsi di richiudere i cancelli per gli animali al pascolo che si trovano lungo i percorsi.
E' tutto. Non resta che concludere con il motto col quale la IMBA conclude i suoi comunicati: "Be a credit to our sport", ovvero fate onore al nostro sport.
(19 febbraio ’17)

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