Tempo  4 ore 53 minuti

Coordinate 2444

Uploaded 3 aprile 2016

Recorded aprile 2016

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1.003 m
214 m
0
7,2
14
28,79 km

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vicino Rive Magrè, Veneto (Italia)

Uscita in cerca di strade nuove, il giro parte dal parcheggio del cimitero di Magrè.
Per salire al passo Zovo decidiamo di prenderla larga per cui scendiamo fino a San Vito e poi su fino a Monte di Malo facendo la strada interna che passa per contrà Vanzi. Arrivati a Monte di Malo, prendiamo per Monte Magrè ma al successivo bivio tiriamo dritto verso Cima. Arrivati alla contrada Mondini di sopra, ci addentriamo tra le case e saliamo per una strada sterrata che arriva ad una casa isolata; da qui la strada diventa sentiero, ripido inizialmente, ma poi agevole fino alla chiesetta del Muccion.
Pochi metri di asfalto e poi prendiamo il sentiero che parte appena dopo il campo da calcio. Anche questo tratto è ripido solo nella parte iniziale, poi si addentra nel bosco e il fondo è ben battuto. Si passano dei campi per sbucare poi sulla strada che arriva al passo del Zovo.
Fin qui tutto facile e noto. Prendiamo la strada che scende a Novale (Valdagno) e dopo 200 metri svoltiamo a destra e imbocchiamo la strada che porta al Civillina. Saliamo per un paio di chilometri, superiamo una fontana e arrivati alla seconda fontana (chiusa) svoltiamo a destra e imbocchiamo una ripida strada sterrata. Arrivati in cima, si apre una vasta radura, a sinistra la strada diventa sentiero a destra ci si addentra nel campo.
Stiamo cercando una strada che scenda a passo Colombo, per cui prendiamo a sinistra. Arriviamo ad una baita diroccata (vedi foto), da qui c'è un bel panorama, si vede il monte Civillina e anche passo Colombo, soltanto che il versante della val Leogra è molto ripido e non ci sono tracce di sentieri o strade che scendono. Proseguiamo fino ad arrivare in cima al monte Scandolara, qui c'è un segno che indica una discesa, ma non è percorribile neanche con la bici a mano.
Decidiamo di tornare alla radura (dove finisce la strada e inizia il sentiero) e di addentrarci nel campo. Ci sono dei segni di passaggio nell'erba, li seguiamo. Arriviamo ad una casa non abitata e proseguiamo sempre scendendo lungo il campo. In prossimità degli alberi parte una strada che si addentra nel bosco. Il fondo sembra buono, per cui la imbocchiamo, facciamo qualche tornante in discesa quindi la strada si interrompe e prosegue un sentiero. Proprio nel punto in cui la strada si fa sentiero incontriamo un altro "biker" che sta salendo, anche lui in cerca di strade nuove. Ho usato il termine "biker" perché la parola "ciclista" poco si addice al contesto boschivo che ci circonda. Ci scambiamo un po' di informazioni e impressioni, quindi ci salutiamo e proseguiamo. Ci ha detto che la discesa è "Impegnativa, molto tecnica", strano che non abbia usato il termine "single track". Beh, la discesa è da fare a piedi!!
Un paio di chilometri con la bici a mano e poi si sbuca su una baita appena ristrutturata (vedi foto), da qui si vede il passo Zovo. Di nuovo in sella ci portiamo al passo per una sacrosanta birretta.
Per non tornare a Schio per la strada principale, riprendiamo la strada che abbiamo appena percorso per arrivare e, arrivati ad un bivio, prendiamo a destra per una strada privata. Scendiamo e poco prima di arrivare alle case, ad un tornante, proseguiamo dritti attraverso una strada che sembra portare ai campi. Un centinaio di metri dopo incontriamo una strada sterrata che sale, la imbocchiamo in discesa e la percorriamo fino ad arrivare alle Tringole dove ritroviamo la strada asfaltata.
Prendiamo a destra e arriviamo a Raga, proseguiamo la discesa fino ad arrivare in fondo. Arrivati a Magrè, in pochi minuti ci ritroviamo a punto di partenza.
Mondini di sopra
Roccolo
Monte Scandolara
Baita
Passo Zovo
Raga

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