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vicino Sora, Lazio (Italia)

Riprendono le incursioni in terra Ciociara, effettuando un itinerario, che dal lago di Posta Fibreno, porta a raggiungere l’altura del monte Morrone 1.053 m.
Cogliendo l’opportunità dei Bikersorani, che organizzavano un giro sul Morrone, un’altura sul lago di Posta Fibreno, con l’intento di promuovere la specialità della MTB nel loro territorio, quale migliore occasione per partecipare e concretizzare un’amicizia nata sul web. Senza indugio ci si ritrova alla volta di Sora, ormai questo breve spostamento sta diventando una routine. Non ci facciamo attendere, arrivando in anticipo per conoscere il gruppo dei Local e stringere la mano ad Armando Alonzi, leader e promotore del gruppo.

Da subito si intuisce che il divertimento sarà assicurato, persone fantastiche, gruppo affiatato più che mai, il clima goliardico e lo spirito sono quelli giusti che piacciono a noi. Con questi presupposti ci si dirige verso il lago di posta Fibreno ed anche se per raggiungere il Morrone, ci aspetta un transfer di bitume assai lungo, che per noi biker, è risaputo non essere il massimo, è sicuramente una buona occasione per scambiare quattro chiacchiere tra amici appena conosciuti, che condividono la stessa passione.
Superato il lago con la singolare forma a boomerang e il vecchio mulino, Armando denominato dai Local “il Capitano”, prospetta una variante per ridurre il tratto in asfalto.

Un bel da fare, a fronte di una pendenza maggiore, che costringe ad affrontare un’impettata al cardo palmo, ma ne vale la pena, perché continuando su un panoramico sentiero, dopo un piccolo eremo, regala una spettacolare prospettiva sull'imponente Rocca che sovrasta il paese di Alvito, concedendo di saggiare un primo piacere di giornata, un breve single track esposto, che conduce più in basso sulla strada.

Si risalire, superata la fortezza, si continua su strada bianca e scartato il tragitto per Fossa Maiura, si cambia direzione, favorendo una mulattiera che all'aumentare della pendenza diventa anche sconnessa, dove Armando sale inesorabile, sembra avere la trazione integrale.

Raggiunto un altopiano, su una pista erbosa, si scende velocemente all'interno di una valletta, poi l’ultimo sforzo di giornata, un breve tratto a spinta fino al raggiungimento del valico, ma scavalcata una recinzione di filo spinato, il Capitano decreta che bisogna andare a piantare la bandierina sul Morrone e tra vari mugugni, bastano pochi minuti di portage per guadagnare la sommità.

Dall'altura godendosi il panorama a 360°, si sfrutta la bella giornata per prolungare la pausa, dopodiché ci si prepara, per le danze. Qualche metro di quota tra grosse rocce, bisogna necessariamente scenderlo a piedi, poi a vista si cerca la traiettoria migliore, fino ad intercettare un esiguo sentiero, un libidinoso single track, con il fondo terroso, tappezzato da un mix di sassi e pietre quanto basta, che tiene sempre col fiato sospeso. Ma presa dimestichezza, si riesce a fargli il pelo, poi più in basso il percorso si ammansisce, continuando su una grezza mulattiera, che giunge a riunirsi con la forestale, ripercorrendo parte della salita.

Perdendo quota si attraversa il paese di Posta Fibreno, andando ad intercettare una cementata nel bosco che ci catapulta giù al lago. Ma non sono finite le sorprese, perché la prerogativa di questo breve tratto e data dal fondo, è sì cementato, ma sembra di scende sopra un lungo tappeto verde di moquette, formato da un considerevole strato di muschio.
Concludendo, dalle sponde del lago, con i volti soddisfatti bitumando si rientra a Sora.

Fra le varie proposte del loro repertorio, questo giro non è considerano un top trail, un giro wild, ma ne vale assolutamente la pena effettuarlo.
Peccato per gli assenti della truppa: moschettieri e non, perché alla fine, c’erano tutti gli ingredienti per trascorrere una piacevole giornata all mountain, sulle ruote corpulente.
(12 febbraio ’17)

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