Coordinate 911

Caricato 9 aprile 2015

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753 m
41 m
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8,6
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34,57 km

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vicino Staiti, Calabria (Italia)

Il percorso su facile sentiero partirà dal comune di Staiti verso la montagna per giungere dopo qualche km al bivio che scende verso la vallata i ruderi dell’antica abbazia della Madonna dell’Alica (XII sec.) che ha custodito fino al 1887 la splendida scultura marmorea, di scuola gaginesca della Madonna con Bambino che oggi si trova nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo al centro di Pietrapennata. Tra i ruderi di questo monastero bizantino spicca imponente il campanile con il tetto a forma cuspidata, impreziosito da maioliche celesti, che sembra voler sfidare il tempo e dominare l’intera vallata sotto di esso. Si prosegue verso Pietrapennata da qui immersi nella natura incontaminata tra boschi di leccio, con esemplari isolati di quercia, arbusti di ginestra spinosa ed eriche resteremo ammagliati dallo splendido panorama offerto dalla natura: potremmo ammirare la costa siciliana con l’imponente Etna, il borgo di Bova e Monte Cerasìa (1013 m s.l.m.); poco prima di Pietrapennata, uno splendido monumento megalitico: un imponente monumento di pietra locale, detta stele di Sant’Ippolito, testimone forse di lontane presenze antropiche nel neolitico. Visita del borgo di Pietrapennata tra strette viuzze e suggestivi vicoli per giungere alla chiesa dello Spirito Santo. Il paesaggio montano che circonda il paese è di austera bellezza e rende il piccolo abitato di ammirabile incanto, che merita di essere visitato.
Il paesaggio montano che circonda il paese è di austera bellezza e rende il piccolo abitato di ammirabile incanto. Si prosegue sulla strada provinciale e poco dopo in discesa su una strada sterrata. Si risale fino alle vicinanze di Staiti dove svoltando a dx si prosegue per visitare i ruderi del vecchio centro abitato di Brancaleone Superiore e poco prima di una nuova chiesa restaurata proprio nei pressi del vecchio centro. Si ritorna sulla stessa strada per imboccare ora la via sulla dx che porta sulla strada provinciale che si collega con la strada che porta verso la chiesa di Santa Maria di Tridetti.
Quest’ultima, dichiarata Monumento Nazionale, la chiesa è dei primi tempi normanni (XI sec.), ma edificata sopra uno schema greco, perché destinata ad un culto greco, quale era praticato dai Basiliani. Infatti in origine era annessa ad un convento basiliano di cui non resta alcuna traccia.
Il connubio dell'arco ogivale con quello a pieno centro, che occorre nel presbiterio di Santa Maria di Tridetti è una prova lampante della fusione delle due maniere bizantina enormanna. Come dire l’incontro tra due culture non solo costruttive, ma anche religiose e comportamentali quella orientale bizantina e quella occidentale normanna, che ha avuto poi successivi sviluppi in altri esempi nell’architettura religiosa calabrese. Passando tra le pareti rimaste in piedi dell’antica Chiesa si carpiscono elementi della tecnica costruttiva greca come anche la posizione che vede le tre absidi rivolte ad oriente e la facciata ad occidente, ma ciò che colpisce veramente è la magia di una Chiesa che ha resistito a calamità naturali portando fino ai giorni nostri la testimonianza dell’importanza del culto religioso nella Calabria medievale.

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