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25,11 km

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vicino a Caltanissetta, Sicilia (Italia)

Questo percorso di appena 25km e 900m di dislivello totale in salita (e in discesa) vi porterà a visitare alcuni dei luoghi più caratteristici del centro della Sicilia.

Nonostante il basso chilometraggio e l'abbordabile dislivello, l'intero percorso, date le caratteristiche abbastanza tecniche, non è proprio semplicissimo da farsi. E' quindi richiesto un minimo di allenamento e di dimistichezza nel guidare su sterrati abbastanza impervi.

Si parte dal parcheggio del Villaggio Santa Barbara (Caltanissetta), antico villaggio costruito per i minatori durante il periodo di maggior sviluppo minerario del nisseno. Alle spalle di questo parcheggio vi è una zona di estremo interesse geologico: le Maccalube di Terrapelata (vulcanelli di fango).

Uscendo dal villaggio, dirigendosi in direzione Enna, dopo appena 400m si imbocca il bivio che porta alla miniera Trabonella. Il primo tratto è tutto in salita, ma con sfondo asfaltato. Servirà da riscaldamento per le fasi succesive del percorso.

Proseguendo per circa 3,5km si giunge alle porte della Miniera Trabonella, splendido esempio di archeologia industriale del periodo d'oro di Caltanissetta. Il percorso da noi proposto non prevede di entrare all'interno delle strutture che comunque risultano inagibili e pericolose. E' comunque possibile osservare dall'esterno l'imponente struttura.

Costeggiando la miniera si scende verso il fiume Imera Meridionale passando per boschi di Eucaliptus e Masserie. Durante il percorso è possibile incontrare pascoli di Bovini o di Ovini. L'importante in questi casi è non farsi prendere dalla paura e procedere lentamente attraversando questi pascoli. Evitate sempre di gridare in modo improrio o di impaurire gli animali. Generalmente questi animali sono molto mansueti e non aggrediscono mai nessuno, ma se spaventati possono mettersi a correre travolgendo tutto quello che incontrano lungo il loro percorso. E' inoltre utile ricordare che durante il percorso si possono incontrare "cancelletti" fatti di fil di ferro, reti e bastoni di legno. Servono a mantenere gli animali confinati in un determinato pascolo. Ogni qualvolta si supera uno di questi cancelletti ricordarsi di richiuderselo alle spalle.

Arrivati al 7° km, e dopo una lunga e ripida discesa, si giunge al maestoso ponte Capodarso, un ponte del 1553 di splendida fattura che si sposa perfettamente con il paesaggio circostante. Una volta percorso nella sua interezza per valicare il fiume Imera Meridionale, ci si reimmette nel percorso parallelo fatto poco prima per immergersi nella riserva naturale orientata valle dell'Imera Meridionale. Questo tratto di strada rappresenta la vecchia via percorsa dai minatori per andare verso la miniera Giumentaro.

Verso il 9° km del percorso si giunge alle porte della miniera Giumentaro. Anche in questo caso è possibile entrare nell'area ma è assolutamente vietato entrare all'interno delle strutture per il forte pericolo di crolli e cedimenti. Comunque sia la vista esterna della miniera vi affascinerà più che mai.

Il nostro percorso prosegue lasciandoci alle spalle la miniera e costeggiando il fiume Imera Meridionale. Durante la strada sarà possibile avvistare molti animali selvatici nonché i tanti uccelli che nidificano lungo le rive del fiume.

Dall'11° km fino al 15° km bisogna porre molta attenzione alla cartina e alla traccia gps che vi alleghiamo perché il percorso si fa un po' confuso ed è facile perdersi. Comunque sia basta tenere sempre d'occhio il fiume e costeggiarlo fino a quando non si arriva alla masseria Fortolese, una masseria che vi apparirà come un piccolo castelletto.

A questo punto bisogna dirigersi verso il viadotto della bretella autostradale e costeggiarla fino a quando non si giungerà nei pressi di un ponticello che ci agevolerà nella traversata del fiume. Una volta attraversato il fiume occorre prendere la strada a sinistra del bivio fino ad arrivare alla stazione di Imera, antica stazione usata a servizio delle tante miniere della zona (come la Trabonella, la Juncio-Tumminelli, la Gessolungo, la Giumentaro, la Stretto e molte altre ricadenti nelle vicinanze). Da qui partiva lo zolfo per andare al porto di Catania.

Dalla stazione d'Imera ci si immette all'interno del bosco d'Imera dove verso il 18° km del percorso si comincerà la salita che ci porterà in cima alla collina del bosco stesso. E' una salita abbastanza impegnativa di circa 2,5km con pendenza media del 8% e con pendenze massime che superano il 20%. Arrivati in cima, e dopo un piccolo tratto di sterrato residuo, ci si immette nella strada provinciale n°202 che ci riporterà al punto di partenza.

Al 22° km del percorso, sulla destra, è d'obbligo una fermata presso il cimitero dei minatori, un luogo testimone di una delle più grandi sciagure minerarie dei secoli scorsi. Superato il cimitero ci si avvia all'ultima fatica del percorso con una salita abbastanza ripida, ma asfaltata, che costeggia nell'ordine la miniera Juncio-Tumminelli, dalla quale spicca la torre ancora intatta, e la miniera Gessolungo, purtroppo recintata per via dei numerosi crimini ambientali cui è stata teatro negli ultimi decenni che l'hanno vista trasformare in una discarica abusiva di svariato materiale pericoloso.

Allo scollinamento di questa salita c'è un altro pezzo di storia. Una delle cappellette votive più rappresentative del nostro territorio costruita dai minatori e che fu teatro di varie vicende storiche di non poco conto: la cappelletta di "San Micheluzzu". Ritornando in dietro per poche centinaia di metri si incontra il bivio che, prendendo la strada sulla destra, ci riporterà all'interno del villaggio Santa Barbara facendoci percorrere i tipici viali che lo caratterizzano, oltre che le costruzioni.

In collaborazione con:
Trinacria MTB Tours: https://www.facebook.com/trinacriamtbtours
www.imerafamilybikers.it
www.amicidellaminiera.it
www.piccola-atene.it

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