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vicino Oriolo Romano, Lazio (Italia)

Come buona parte dei percorsi in zona, anche questo e’ da ritenersi ostico, impegnativo in piu’ punti (anche se con dislivello non molto accentuato) ma che permette di scoprire alcune tra le attrazioni del “Lazio nascosto” sicuramente da visitare. L’area del Parco della Mola di Oriolo e’ molto suggestiva, con la cascata del Mignone e la polla di acqua sulfurea che richiama alla mente quella di Manziana; la strada romana della Via Clodia, tra Oriolo e Bracciano, e’ ricca di storia (ma crea piu’ di un problema in mtb per via degli antichi basolati e dei solchi molto sconnessi); l’acquedotto degli Archi di Boccalupo, a Manziana, fu una delle prime importanti opere volute da Livio I Odescalchi subito dopo acquistato il feudo di Bracciano (1696). E’ una traversata, quindi si puo’ utilizzare il treno RM-VT. Partendo dalla stazione FS di Oriolo si entra in breve nella campagna circostante, nella zona del Serrale, dove si scende al guado (scomodo) del fosso omonimo, per proseguire a dx sulla pista nel bosco (alta sul fosso) con tratti fastidiosi per i rovi e le cattive condizioni del suolo. Queste difficolta’ proseguiranno fino a trovare la strada che, in discesa, giunge al ponticello di ingresso alla Mola. La visita e’ molto suggestiva. Riuscendo dal sito, si prende a sx (NE) una complicata sterrata piena di rami caduti e solchi, inizialmente da percorrere a spinta. Oltrepassato un cancello si entra in una bella zona prativa e la pedalata si fa piu’ agevole. Al secondo cancello si prosegue fino ad uscire presso il terzo cancello (tutti apribili) presso Via della Castellina. Si continua fino alla Braccianese-Claudia, passando per Oriolo ed immettendosi in Via Roma, che poi diventera’ l’antica Via Clodia. Inizialmente piacevole ed ombreggiata, tra muri di tufo, alla Croce dell’impiccato (!) mutera’ in sconnessa costringendo a procedere con estrema attenzione. Si esce al passaggio a livello di Manziana. Attraversatolo, subito a dx inizia Via Olmata tre cancelli, una tranquilla sterrata che ci portera’ al bivio con il sentierino degli Archi di Boccalupo, che si trova proprio di fronte ad una grossa torretta ENEL. Non e’ agevolmente pedalabile per via delle dimensioni, dello stato del terreno e dei rovi; al limite si spinge, il tratto e’ breve. L’arrivo alle arcate dell’acquedotto rende bene l’idea dell’imponenza dell’opera, e la vegetazione rampicante che avvolge l’intera struttura rende il posto ancor piu’ suggestivo. Dopo la visita (non so se continuando per il sentiero si arriva alla stazione di Manziana…ho letto alcune relazioni che non danno per certa l’uscita all’altro capo -cancello-) si riprende verso Bracciano percorrendo la bella Via del bosco di Pisciarelli (tratti fangosi), passando per il cimitero ed uscendo proprio in corrispondenza dei binari. Al passaggio a livello si passa dall’altra parte e si arriva alla stazione.

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