Difficoltà tecnica   Molto impegnativo

Tempo  9 ore 25 minuti

Coordinate 6111

Uploaded 3 luglio 2017

Recorded giugno 2017

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1.870 m
657 m
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20
40,95 km

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vicino Sella di Corno, Abruzzo (Italia)

Gruppi montuosi poco frequentati dell’Appennino Centrale, posti al confine tra Lazio e Abruzzo, monte Calvo, nel territorio del comune di Scoppito in provincia dell'Aquila, monte Giano naturale prolungamento verso ovest, in buona parte nel territorio del comune di Antrotogo in provincia di Rieti. L’elemento distintivo di questi rilievi è l'avvincente risvolto paesaggistico. Il giro, se fatto senza recupero, necessita di buona preparazione fisica per il dislivello, nel caso specifico effettuato con bici muscolari e pedalata assistita, si è partiti più in quota, nell’ottica di compensazione.
Raggiunta Costa Serpentara, sul Valico di Sella di Corno, (Scoppito) nel versante sud, in corrispondenza delle installazioni di ripetitori, ci si avvia in salita su strada bianca con fondo a tratti inconsistente e con pendenze rilevanti. Toccato il passo si devia, zigzagando su zona prativa priva di sentiero, puntando verso la sommità di monte Calvo, purtroppo le folate di nebbia non lasciano intravedere nulla. In portage, in walk e qualche tratto pedalato si raggiunge la cima. Privati ancora del panorama, dalla sommità si scende, poi breve spingismo e si è di nuovo sul filo di cresta, dove improvvisamente si è ricompensati, si scorge il peculiare profilo della dorsale che non ci si aspetta di vedere. Davanti a tanta roba, lo sguardo è rapito, qualche istante di contemplazione, poi si mollano i freni e si inizia a librarsi stile freeride, verso monte Coala, ognuno cesellando la propria linea di crinale. Continuando su sentiero, si aggirano le pendici di due alture, si attraversata una faggeta, un tratto prativo, un ghiaione, segue una pettata e usciti allo scoperto altro tratto prativo per impegnare una strada bianca che con tratti ripidi, ci accompagna per molto tempo. Rientrando nel bosco e raggiunta una sella prativa, siamo sotto la sommità del monte Giano. Un bel tratto pedalato in e-bike su sentierino con fondo breccioso, poi si devia, procedendo tortuosamente sul prato, guadagnando a spinta e in walk l’anticima, arrivando poi in sella sulla cima del Giano. Ci aspetta un’altra discesa supplementare, che non è da meno, rispetto a quella appena percorsa, altra aerea discesa di cresta da urlo, con tratti di pendenze rilevanti, anche qui liberi di pittare la propria linea sul manto erboso, fino a superare colle Marzo. Deviando su sentiero che taglia il pendio, si entra nella macchia del Giano. Il fondo breccioso, tratti di rilancio, gradoncini, rocce fisse e passaggi tecnici, lo rendono un po’ difficoltoso. Percorrendo questo traverso si va ad intercettare il sentiero degli Alpini, che si presenta molto aspro, riservando nutrite difficoltà tecniche, dai tratti roccioso smossi iniziali, deviando per le ravelle le complicazioni si amplificano, ricco di affioramenti rocciosi, si fa tortuoso con tornantini stretti e con sezioni di rolling stones e qualche passaggio tossico. Le difficoltà terminano a colle Cipriani usciti sulla strada dell’Appennino Abbruzzese, poco sopra il paese di Antrodoco, dove non avendo un mezzo per tornare alla partenza, le due e-bike sono destinate a bitumare fino ai ripetitori per il recupero dell’auto!
Riepilogando: prerogativa del tour, sono i tratti panoramici dei crinali percorsi di monte Calvo e di monte Giano, che regalano scenari davvero singolari e non presentano particolari difficoltà sotto il profilo tecnico. Se si ha voglia di ammirare questi splendenti paesaggi, bisogna tuttavia mettere in conto che sul trasferimento che collega al sentiero degli Alpini, con tratti stretti, fondo non compatto, varie difficoltà tecniche da superare, caratterizzato da rilanci, occorre un minimo di dinamicità. Mentre le difficoltà maggiori arrivano sul tratto finale, del sentiero degli Alpini, dove è richiesta una buona padronanza del mezzo, in funzione del fondo roccioso molto accidentato e dei tornantini stretti da percorrere. Quest’ultimo tratto è stato trovato un po’ intasato, da rigogliosa vegetazione (unico neo di giornata), complice tra l’altro di aver procurato un breve fuori rotta.
(08 giugno ’17)

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