• Foto di E-tour, la Valle del Morretano e il monte San Rocco (Tornimparte - AQ)
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Difficoltà tecnica   Molto impegnativo

Tempo  6 ore 7 minuti

Coordinate 5780

Uploaded 29 maggio 2017

Recorded maggio 2017

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1.958 m
1.028 m
0
10
21
41,07 km

Visto 633 volte, scaricato 29 volte

vicino Prato Lonaro I, Abruzzo (Italia)

Itinerario di alta montagna che si snoda sul periplo del monte Puzzillo e sulle pendici del gruppo montuoso San Rocco-monte Cava.

Lasciata l’auto al piccolo parcheggio sottostante l’uscita del casello autostradale di Tornimparte (A24), si scende direzione paese, imboccando poco più in basso una sterrata, sul varco l’indicazione “grotte di vaccamorta”, non è per nulla di buon auspicio.

Si prosegue in ripida salita, tra pochi brevi tratti pianeggianti, si arriva ai Prati di Cerasolo e percorrendo l’omonimo bosco, a sali scendi si giunge al valico della Chiesuola di Lucoli, da dove su tratturo attraverso le praterie di Campo Felice si scende al rifugio Alantino per un usuale break.

Si continua su carrareccia verso la miniera di bauxite, la val Leona, il rifugio Sebastiani ed usciti dal bosco percorrendo la valle del Puzzillo, con sullo sfondo l’imponente parete del Costone, si devia verso il passo del Morretano. La risalita al valico si sviluppa su terreno erboso privo di traccia ed è stancante.

All'arrivo la sella offre uno spettacolare scorcio panoramico sulla verde Valle del Morretano, tra la parete del Puzzillo e la dorsale della Torricella. Iniziando a scendere per il vallone, si segue dapprima una traccia prativa, poi vicino alle ultime chiazze di neve è un alternarsi di sentiero e mulattiera, sulla seconda metà il fondo sassoso accompagna fin sotto al valico della Chiesuola.

A questo punto proseguendo a scendere, si potrebbe già chiudere un giro di per sé, mediamente impegnativo dal punto di vista tecnico, ma abbastanza entusiasmante per i panorami.

In ogni modo si ritorna ai Prati di Cerasolo sotto le pendici del monte San Rocco, per tentare una prima ascesa in e-bike.

Inizia la parte più gravosa, la salita su largo crestone, con lunghi tratti pedalati, traccia su sentiero erboso poco evidente, tratti tecnici con roccia ferma e qualche breve ripido tratto in walk. Raggiunta una sommità, altro non è che l’anticima (si lascia sulla sinistra una traccia evidente che con buona probabilità va a monte Cava), si continua a salire con tratti pedalati e in walk, per ottimizzare l’accumulatore e non rimanere all’asciutto. Su sentiero terroso incavato, seguito da un tratto a mezza costa, che non serve commentare, si arriva sul monte San Rocco, ripagati da una vista strepitosa.

Fatto il punto della situazione si inizia a scende su stretto sentiero abbastanza esposto, la parte iniziale su costone, in un contesto senza eguali, affrontando alcuni passaggi, che solo la discesa in quota regala. Superato un tratto di sassaiola e un altro con roccia fissa e smossa si raggiunge la conca dei prati di Faggio Martino.

Entrando nella faggeta, la traccia di sentiero si perde e per qualche centinaio di metri la discesa risulta malagevole, ne sarà valsa la fatica? Trepidanti si continua la via di discesa, non allontanandosi dalla linea gps, anche un po’ a spinta a seguito dei rami secchi, ma poco più in basso superata una zona prativa si individua il sentiero, scorgendo sbiadite indicazioni CAI. Si è ricompensati da un bel sentiero, la discesa risulta divertente, guidata lenta, con un'interminabile serie di tornanti, dove bisogna slalomeggiare schivando pietre e qualche ramo. Percorso il lungo declivio si esce sulla sterrata che conduce al punto di partenza.

Promemoria: il tratto per la sella del Moretano sviluppandosi su pista erbosa, priva di sentiero risulta pesante; per la seconda metà del percorso, che passa sul monte San Rocco è richiesto un minimo intrepidità, salita impegnativa, sentiero poco evidente, a tratti mancante, tratti a spinta e in walk, discesa esposta con fondo smosso; in riguardo ad un primo test e-bike, considerando anche una parte cicloalpinistica si può dire che è stato positivo, si è riusciti a rientrare non all'asciutto; effettuando il giro con una muscolare senza dubbio richiede più portage.

Valutando attentamente, la salita iniziale per il Valico della Chiesola, se effettuata percorrendo lo sterrato che costeggia la strada asfaltata per Campo Felice, avendo una pendenza probabilmente più costante, permetteva di sfruttare l’accumulatore in modo più vantaggioso.

Itinerario di alta montagna con notevole spazzi panoramici con un’ampia varietà di ambienti attraversati.
(18 maggio ’17)

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