Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  6 ore 42 minuti

Coordinate 2025

Uploaded 8 settembre 2014

Recorded settembre 2014

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152 m
19 m
0
9,6
19
38,55 km

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vicino Primavalle, Lazio (Italia)

Uscita a due facce: ostica ed impegnativa nella selvaggia area della Riserva dell’Insugherata, dove sentieri scoscesi, argilla, sabbia e rovi la fanno da padrone, tranquilla per il resto del percorso, dove si puo’ avere l’opportunita’ di scoprire il parco del Complesso del S. Maria della Pieta’ (si puo’ entrare con la bici alla sbarra dell’ingresso principale) e percorrere la nuova ciclabile sorta sul tracciato della vecchia ferrovia per Viterbo; quasi sempre per ciclabile o marciapiedi ampi, infine, ci si riallaccia alla banchina del Tevere. Dalla stazione FS S. Filippo Neri si attraversa la Trionfale ed in breve si giunge all’ingresso della Riserva; ci si rende subito conto che non sara’ facile...un sentierino stretto tra erba altissima (almeno adesso; forse in altri periodi sara’ piu’ facilmente percorribile) passa per una zona molto panoramica con vista sulla sottostante vallata. Giungendo ad una deviazione (waypoint “sentiero del Picchio”) si consiglia di procedere dritti; in ogni caso, se si opta per inoltrarsi per il sentierino a sx, tenere conto che in piu’ punti e’ stretto, scivoloso, esposto, ripido e con scalette e la percorrenza in sella e’ quasi impossibile. Comunque, si giunge anche in questo modo nella bella valle sottostante dove si puo’ pedalare (sterrata sabbiosa) fino all’altezza di V. Pasolini, per poi ritornare indietro. Ripassati per l’incrocio col ripido sentierino, si prosegue dritti per la valle fino ad incrociare sulla dx un cancello aperto che traversa un fosso (presenza di fango) e sale con sterrata a tornanti, scavata da solchi e in alcuni tratti decisamente ripida, che sbuca nei pressi di un maneggio, dal quale e’ impossibile proseguire nel parco, per la presenza di cancelli chiusi. Si riscende e, ritornati al fosso, si continua a dx fino a percorrere dei bellissimi campi che conducono ad un ingresso della riserva, a V. Panattoni. Si esce e si prosegue a dx per la via, fino a rientrare nei terreni del Parco ad un varco di un cancello presso il secondo, adiacente, maneggio. Una sterratina, anche questa argillosa e sabbiosa, arriva fino ad un punto recintato e reso chiuso da nastri dove, in teoria, si sarebbe dovuto proseguire nella valle. Non rimane che ritornare al maneggio e, per asfalto, arrivare a V. Cortina d’Ampezzo. La si percorre interamente in lunga salita fino alla Trionfale che, con attenzione, si attraversa a V. Chiarugi e si entra nel comprensorio del S. Maria della Pieta’. In occasione dei 100 anni della struttura sono stati tracciati vari percorsi ciclo-pedonali all’interno del Parco, ed e’ comunque piacevole una sosta sotto l’ombra dei tanti pini che lo caratterizzano. Uscendo dall’ingresso da cui si e’ entrati, a pochi metri di fronte ci si immette sulla nuova ciclabile Monte Mario – Valle Aurelia. Il percorso e’ molto bello ed interseca le varie stazioni della linea per Viterbo, fino al piccolo parco di Monte Ciocci. Scendendo dal parco, si ha una bellissima visuale sulla cupola di S. Pietro e del quartiere Prati, spaziando fino alle montagne circostanti. Per V. Anastasio II (grossi marciapiedi a disposizione), si arriva a V. A. Doria e ci si immette sulla ciclabile di Prati che arriva a P.zza Cavour; da li, per canalina, si scende alla ciclabile del Tevere. La si percorre, piacevolmente, fino ad uscire (sempre utilizzando la canalina) al Ponte della Scienza. Si passa attorno all’Italgas ed il gazometro, si prende a dx l’Ostiense e la si attraversa in corrispondenza degli ex mercati generali, dove il nuovo ponte Spizzichino ci fa arrivare alla MB Garbatella.

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