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875 m
176 m
0
9,6
19
38,42 km

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vicino Narni, Umbria (Italia)

si parte dal parcheggio dell'ospedale di narni, si va verso il castello Albornz, dopo il castello comincia lo sterrato che attraversa i boschi,arriviamo a una strada asfaltata da prendere a sinistra tre km di dura salita che porta nel pressi di itieli, ma non estriamo nel paese, ma prendiamo una carrareccia a destra in salita, si continua per boschi sempre con con strade larghe.
si arriva alla croce di san valentino, poi si scende verso il convento dello speco, da visitare.
si scende ancora verso vasciano poi comincia la dura salita verso il monte san pancrazio e il monumento ai caduti,non sono andato sulla cima.
sorpassato in monumento ai caduti comincia un sentiero prima in salita poi in ripida discesa che porta alla croce di san valentino un'altra volta, si scende a sinistra per una comoda sterrata, si arriva alla madonna scoperta e si prende a destra per la strada he porta a itieli, dopo 80m di dislivello si prende leggermente a sinistra per una carrareccia che porta il discesa al centro geagrafico d'italia e al ponte cardona (questo sentiero nei mesi di pioggia e' argilloso, attenzione) e infine a narni.

2 commenti

  • Roby1975 3-mag-2015

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    Giro stupendo per panorami e paesaggi, ma duro dal punto di vista fisico, tecnico e per l'orientamento. Da Narni alla Croce di San Valentino tutto bene, a parte un paio di rampe ripide su ciottoli che se umidi possono creare qualche problema di trazione e costringere a qualche tratto a piedi. Dalla croce di San Valentino al Convento del Sacro Speco occorre attenzione e prudenza nel percorrere il lungo single-track esposto. Nei punti in cui non ci si sente sicuri (radici e sassi insidiosi sono presenti a tratti), conviene scendere di sella. Dal Sacro Speco fino al rifugio con la grande pozza abbeveratoio il percorso è tecnicamente semplice, ma le rampe in salita da affrontare, sono parecchio dure. Dalla pozza abbeveratoio fino a tornare alla Croce di San Valentino il percorso è allucinante, il single-track è abbastanza difficile e dura parecchio, costantemente cosparso di grossi sassi, rocce e rami. A meno di non essere dei fenomeni, capiterà spesso di dover spingere la bici, come se non bastasse gli unici riferimenti sono dei pezzi di strisce di plastica rossobianche attaccate agli alberi, senza quelle sarebbe difficilissimo individuare il sentiero, il problema è che le strisce possono facilmente staccarsi e rovinarsi, inoltre ad un certo punto, superate di qualche centinaio di metri le grotte dei partigiani, il single- track si divide in vari rami tutti contrassegnati con le stesse strisce biancorosse, per cui ci si perde molto facilmente. Ho vagato un bel po' per trovare il sentiero giusto che è sulla sinistra ed ha probabilmente perso le strisce di indicazione nel tratto iniziale. Tornati alla Croce di San Valentino (probabilmente distrutti fisicamente), il percorso diventa piacevolissimo, in prevalente discesa tranne qualche breve rampa. Molto bello il single-track finale che passa in posti fantastici.
    In definitiva, un altro bellissimo percorso, ormai Hash è una garanzia, ma questa volta consiglierei il giro soltanto a chi ha ottimo allenamento e tecnica, agli enduristi e a chi è esperto nell'orientamento e raccomando a tutti la massima prudenza.

  • tacitus 27-gen-2016

    Ho fatto questo percorso il 23.01.2016 e confermo punto per punto la descrizione di Roby1975. In alcuni punti, dove si incrociano più percorsi, tutti segnalati con nastro da cantiere bianco/rosso (spesso molto rovinato, scolorito, e legato in modo precario, per cui non è detto che ce lo ritroverete) mi sono salvato grazie ad una attenta lettura della traccia sul navigatore GPS, altrimenti ancora vagavo per la montagna.
    Per cui è assolutamente necessario ottimo allenamento e tecnica, come già detto da Roby1975, ed una attenta lettura del navigatore GPS.

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