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2.148 m
440 m
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8,4
17
33,66 km

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vicino Pescocostanzo, Abruzzo (Italia)

Giro AM molto spettacolare per i paesaggi; duro ma non impossibile per quanto riguarda l'impegno fisico
Alla solita cresta del Porrara abbiamo aggiunto la discesa fino a Sulmona; questo rende necessario il recupero auto. A fronte di una piccola seccatura, abbiamo goduto di un dislivello negativo di più di 2000 metri
Quindi si lascia una macchina al cimitero di Sulmona e con l'altra si raggiunge la stazione di Palena, da dove si inizia a pedalare.
Prima su asfalto per il valico della Forchetta e poi in discesa verso il santuario della Madonna dell'Altare. Una svola a sx ci fa lasciare l'asfalto ed inizia una bella carrareccia sotto bosco. Il fondo a volte è fortemente irregolare, ma sempre pedalabile.
La pendenza è accettabile, con qualche sporadica impennata che comunque non ci costringe a scendere di sella.
Si pedala sotto il bosco fino a 1800, poi si alternano tratti di bici in spalla (molti) a tratti pedalati (pochissimi) fino alla croce di vetta.
La discesa è molto panoramica per paesaggi, anche se tecnicamente non presenta spunti interessanti.
Dopo un primo ripidone, si risale fino all'anticima, poi la discesa è continua fino a Serra Campanile, dove bisogna risalire spingendo fino alla stazione a monte degli impianti
Si scende inizialmente su pista da sci fino ad intercettare la stazione a monte della seggiovia di Campo di Giove.
Pochi metri di discesa sulla squallida pista da sci e poi bisogna subito imboccare a destra il sentiero della libertà, che prosegue fino a Campo di Giove
Il s.t. si snoda nel bosco e non è suggestivo per i paesaggi, ma al contrario è interessantissimo da punto di vista tecnico. Discesa molto varia, tornantini verticali, rocce, pietre, drittoni velocissimi...c'è di tutto
Arrivati a campo di giove, la traccia offre la deviazione fino all'area Picnic dove abbiamo mangiato.
Da campo di giove la discesa si imbocca vicino al campo sportivo. non è molto tecnica, ma sempre gradevole. Un po' di scassato nella prima parte, drittoni velocissimi nella seconda, fino all'asfalto che ci riporta al cimitero

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