• Foto di Caltanissetta - Enna (Sterrato)
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Difficoltà tecnica   Impegnativo

Coordinate 8112

Uploaded 21 maggio 2015

Recorded maggio 2015

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942 m
271 m
0
14
28
55,33 km

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vicino Caltanissetta, Sicilia (Italia)

Ecco uno dei possibili percorsi per congiungere due dei capoluoghi del centro Sicilia tramite tratte in prevalenza su sterrato e con poco asfalto.

Questo percorso è abbastanza impegnativo e richiede una buona forma fisica e un corpo ben allenato. Sono infatti 55 i km da percorrere con pendenze davvero ripide che possono superare il 25-30%. Il dislivello totale del percorso è di 2.500m, la maggior parte dei quali fatti su fuori strada anche abbastanza tecnici.

Si parte dal parcheggio del Villaggio Santa Barbara (Caltanissetta), antico villaggio costruito per i minatori durante il periodo di maggior sviluppo minerario del nisseno. Alle spalle di questo parcheggio vi è una zona di estremo interesse geologico: le Maccalube di Terrapelata (vulcanelli di fango).

Uscendo dal villaggio, dirigendosi in direzione Enna, dopo appena 400m si imbocca il bivio che porta alla miniera Trabonella. Il primo tratto è tutto in salita, ma con sfondo asfaltato. Servirà da riscaldamento per le fasi succesive del percorso.

Proseguendo per circa 3,5km si giunge alle porte della Miniera Trabonella, splendido esempio di archeologia industriale del periodo d'oro di Caltanissetta. Il percorso da noi proposto non prevede di entrare all'interno delle strutture che comunque risultano inagibili e pericolose. E' comunque possibile osservare dall'esterno l'imponente struttura.

Costeggiando la miniera si scende verso il fiume Imera Meridionale passando per boschi di Eucaliptus e Masserie. Durante il percorso è possibile incontrare pascoli di Bovini o di Ovini. L'importante in questi casi è non farsi prendere dalla paura e procedere lentamente attraversando questi pascoli. Evitate sempre di gridare in modo improrio o di impaurire gli animali. Generalmente questi animali sono molto mansueti e non aggrediscono mai nessuno, ma se spaventati possono mettersi a correre travolgendo tutto quello che incontrano lungo il loro percorso. E' inoltre utile ricordare che durante il percorso si possono incontrare "cancelletti" fatti di fil di ferro, reti e bastoni di legno. Servono a mantenere gli animali confinati in un determinato pascolo. Ogni qualvolta si supera uno di questi cancelletti ricordarsi di richiuderselo alle spalle.

Arrivati al 7° km, e dopo una lunga e ripida discesa, si giunge al maestoso ponte Capodarso, un ponte del 1553 di splendida fattura che si sposa perfettamente con il paesaggio circostante.

Superato il ponte ci si immette per un breve tratto nella statale che porta a Enna. Appena intrapresa la SS122, dopo poche decine di metri sulla sinistra vi è un bivio che porta all'agriturismo Capodarso. Questo è l'inizio della salita più tecnica del percorso: la salita al Monte Capodarso. Per circa 2,6km, e 200m di dislivello, saremo impegnati su di un tratto con pavimentazione molto irregolare e costituito prevalentemente da grosse pietre e polvere. Arrivati all'11° km non proseguiremo la salita ma prenderemo il bivio sulla destra per percorrere una ripida discesa che ci porterà verso l'antica strada Caltanissetta - Enna oggi in disuso. Li troveremo il "ponte Gemello" del Ponte Capodarso pocanzi incontrato.

Siamo al 12° km del percorso e dopo un breve tratto in pianura riprendiamo la salita costeggiando dal lato nord la miniera Pasquasia, antica miniera di sali potassici chiusa ormai da decenni. Anche questa salita sarà abbastanza impegnativa sia per il fondo molto irregolare, sia per le pendenze, che raggiungono spesso il 20%, sia per la distanza da percorrere, 4,5km circa.

Arrivati in cima a questa salita saremo al 19° km e prenderemo una vecchia strada ormai poco utilizzata, ma ancora asfaltata, che ci porterà, dopo 3km di leggera discesa, alla base di un altro muro da valicare. L'ultimo sforzo di circa 2,5km ci porterà al 24° km del percorso. Da qui una ripida, e a tratti anche pericolosa, discesa ci porterà alla salita clou della giornata.

Siamo al 25° km e ci attendono 5 km di ascesa ininterrotta e senza respiro che ci porteranno ai 1000m di Enna. Il dislivello totale da superare durante questi 5km è di 417m, con pendenza media del 8% e pendenze massime attorno al 20%.

Arrivati a Enna, e magari dopo aver preso un po fiato ammirando il maestoso panorama che si gode da lassù (la vista spazia dal monte Etna, passando per i monti Nebrodi, le Madonie, il Vallone Nisseno, Monte Cammarata etc.), ci possiamo godere di una rilassante discesa su asfalto di ben 11km. Scenderemo di quota di circa 670m.

Siamo al 42° km, e il più è fatto. Costeggiando l'autostrada ci immetteremo nei sentieri della forestale che ci porteranno nei pressi della masseria Fortolese (46°km), dalla tipica forma di castelletto.

Superato il castelletto bisogna dirigersi verso il viadotto della bretella autostradale e costeggiarla fino a quando non si giungerà nei pressi di un ponticello che ci agevolerà nella traversata del fiume. Una volta attraversato il fiume occorre prendere la strada a sinistra del bivio fino ad arrivare alla stazione di Imera, antica stazione usata a servizio delle tante miniere della zona (come la Trabonella, la Juncio-Tumminelli, la Gessolungo, la Giumentaro, la Stretto e molte altre ricadenti nelle vicinanze). Da qui partiva lo zolfo per andare al porto di Catania.

Dalla stazione d'Imera ci si immette all'interno del bosco d'Imera dove verso il 48° km del percorso si comincerà la salita che ci porterà in cima alla collina del bosco stesso. E' una salita abbastanza impegnativa di circa 2,5km con pendenza media del 8% e con pendenze massime che superano il 20%. Arrivati in cima, e dopo un piccolo tratto di sterrato residuo, ci si immette nella strada provinciale n°202 che ci riporterà al punto di partenza.

Al 52° km del percorso, sulla destra, è d'obbligo una fermata presso il cimitero dei minatori, un luogo testimone di una delle più grandi sciagure minerarie dei secoli scorsi. Superato il cimitero ci si avvia all'ultima fatica del percorso con una salita abbastanza ripida, ma asfaltata, che costeggia nell'ordine la miniera Juncio-Tumminelli, dalla quale spicca la torre ancora intatta, e la miniera Gessolungo, purtroppo recintata per via dei numerosi crimini ambientali cui è stata teatro negli ultimi decenni che l'hanno vista trasformare in una discarica abusiva di svariato materiale pericoloso.

Allo scollinamento di questa salita c'è un altro pezzo di storia. Una delle cappellette votive più rappresentative del nostro territorio costruita dai minatori e che fu teatro di varie vicende storiche di non poco conto: la cappelletta di "San Micheluzzu". Ritornando indietro per poche centinaia di metri si incontra il bivio che, prendendo la strada sulla destra, ci riporterà all'interno del villaggio Santa Barbara facendoci percorrere i tipici viali che lo caratterizzano, oltre che le costruzioni.

In collaborazione con:
Trinacria MTB Tours: https://www.facebook.com/trinacriamtbtours
www.amicidellaminiera.it
www.piccola-atene.it

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