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Distanza

39,95 km

Dislivello positivo

1.610 m

Difficoltà tecnica

Facile

Dislivello negativo

1.610 m

Altitudine massima

2.751 m

Trailrank

73 5

Altitudine minima

1.082 m

Tipo di percorso

Anello
  • Foto di Bormio - San Nicolò - Niblogo - Val Zebrù - Rifugio V Alpini (Sondrio)
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Tempo

7 ore 37 minuti

Coordinate

3562

Caricato

19 luglio 2016

Registrato

luglio 2016
  • Valutazione

     
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2.751 m
1.082 m
39,95 km

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vicino a Bormio, Lombardia (Italia)

Località di partenza: Bormio (1082 m) Sondrio
Lunghezza: 39,7 km
Quota massima: 2751 m poco prima del rifugio V Alpini
Dislivello complessivo in salita: 1800 m
Ciclabilità: 87% - 42% asfalto, 45% sterrato e 13% a piedi
Arrivo: Bormio (1082 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso: SI - Uzza - S. Nicolò - Niblogo - Baita Zebrù - Baita del Pastore
Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 fino a Bormio. Giunti su via Milano si gira a destra imboccando via Don Silvio Bertola dove c’è un bel parcheggio.
01/07/2016. Lasciamo l’auto nel comodo parcheggio e imbocchiamo subito la pista ciclabile che si snoda a fianco del torrente Frodolfo. Pedaliamo mantenendo il torrente sulla nostra destra poi pieghiamo verso sinistra rimanendo sempre sulla pista ciclabile. Giunti all’incrocio con la SP29 (via Don Evaristo Peccedi) giriamo a destra, proseguiamo per circa 100 metri, poi giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Santa Caterina e Passo Gavia. Pedaliamo sempre sulla SP29 (Via Ezio Vanoni) mantenendo il torrente Frodolfo sulla nostra destra. La strada sale costantemente, oltrepassiamo Uzza e proseguiamo fino a San Nicolò dove giriamo a sinistra imboccando Via Sascin. Dal parcheggio a qui abbiamo percorso 4 km con una pendenza media del 5,9%. Inizia adesso la salita vera, i primi 500 metri hanno una pendenza media dell’8,1%, oltrepassiamo Paris (1465 m), Adam (1520 m) e arriviamo a Niblogo (1600 m) dove l’asfalto finisce. Da San Nicolò a qui abbiamo percorso 3,4 km con una pendenza media dell’8,2%. Siamo nel Parco Nazionale dello Stelvio e da adesso in poi ci aspetta una carrareccia sterrata dal fondo terroso e compatto, ottimo per le MTB. Solo in alcuni punti, dove si sono verificate alcune frane, si trova del ghiaione, la cui compattezza permette alle ruote delle nostre biciclette di non affondare. Pedaliamo in tutta tranquillità godendo del panorama e del rumoroso gorgheggiare del torrente Zebrù che rimane sulla nostra destra. Oltrepassiamo un ponticello di legno e giungiamo ad un incrocio dove la segnaletica verticale indica dritto, con il numero 529, Baita del Pastore (2,40 ore), Rifugio V Alpini (4,50 ore) mentre a destra con il numero 527 si prosegue per Pradaccio (ore 0,40). Noi proseguiamo dritto mantenendo il torrente Zebrù sulla nostra sinistra e affrontiamo una dura salita lunga 670 metri con pendenza media del 14,9%. Adesso la carrareccia prosegue in falsopiano fino ad arrivare al primo pannello didattico dal titolo ”Le valanghe: il frigorifero del Gipeto”. Proseguiamo in falsopiano, oltrepassiamo il ponte sul torrente Zebrù e iniziamo a salire fino a Sebrù dal Giardin (1866 m) dopo aver percorso dal ponte 1,1 km con pendenza media del 10,3%. Proseguiamo su questa stupenda carrareccia ben segnalata e con molti cartelli indicanti l’altitudine, molto utili al ciclo-escursionista per dosare le proprie forze. Raggiungiamo il rifugio Campo (2000 m) e continuiamo seguendo la segnaletica verticale indicante Baita del Pastore (0,40 ore) e Rifugio V Alpini (3 ore). Percorsi altri 2 km con pendenza media dell’8,2% giungiamo alla Baita del Pastore e proseguiamo ....continua su: http://gianolinibike.it/node/6271

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