• Foto di Incoronate: le isole della luna
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Difficoltà tecnica   Impegnativo

Coordinate 3010

Uploaded 18 agosto 2013

Recorded agosto 2013

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vicino Dobropoljana, Zadarska (Hrvatska)

kayak da mare
Incoronate: le isole della luna.

MOLTE MERAVIGLIE SFUGGONO AI RICCHI SUI " FERRI DA STIRO": non si vedono dagli yacht grotte incantate, mosaici di roccia, baie da sogno...

Brulle e prive di vegetazione, le 152 isole Kornati ricordano davvero i paesaggi lunari. E’ un mondo da scoprire affidandosi al kayak, per assaporare fino in fondo un’avventura alla Robinson Crusoe. D’estate, due volte alla settimana, una barca dipinta di rosso fa il giro dell’arcipelago delle Incoronate. Quando la vedono arrivare le donne delle case (poche), racchiuse nelle baie protette dal vento prendono le borse e si avvicinano al molo. E i turisti ( pochi anche a ferragosto! ) corrono sul molo. Questa barca è il supermercato delle Kornati. Nella stiva ci sono pane fresco, uova, pomodori...Giornali di due giorni prima per chi ha voglia di sapere come va il mondo. Dura la vita dei vacanzieri emuli di Robinson su queste isole spazzate dalla bora o dal maestrale. Poca acqua dolce di origine piovana, raccolta in enormi terrazzi, da prendere al pozzo, luce elettrica prodotta dai pannelli solari, la connessione al cellulare ed ad internet instabile o inesistente. Chi ha scelto di attraversare l’arcipelago da solo e a bordo di un sea kayak di m. 5,27 non è un masochista. piuttosto ha scelto di vivere con e per il mare. Che qui non è un mare qualsiasi. E’ più pulito, più salato, più vivo. In una parola è IL MARE. Definire brulle le Konati è un eufemismo: gli alberi sono pochissimi e il paesaggio è veramente lunare. Ma questa pietraia che emerge dal mare racchiude mole storie da raccontare. Descrivere le sfumature di questo mare, le scogliere che precipitano negli abissi delle isole che guardano il mare aperto è quasi impossibile. Il paesaggio è semplicemente superbo e non è un caso che sull’isola di Mana sia stata girato il film l’ Odissea : era il palazzo dove Penelope scrutava il mare, nell’attesa di Ulisse. In realtà l’isola di Mana, come tutte le altre che danno vita a questo labirinto, sono di proprietà privata. Mana appartiene, come mi hanno riferito a Kornat,” la capitale” dell’arcipelago, 10 case e un piccolo market, ad un ubriacone che, quando è sull’isola, lancia dei sassi ai turisti. Li lascia sbarcare solo se gli offrono una bottiglia di vino. LA STORIA. Le 152 isole sono proprietà privata dal 17 secolo, quando gli abitanti di Murter vi si ritirarono per sfuggire ai turchi. Arrivarono con le loro tozze barche da pesca e portarono con sè le capre che sarebbero servite al loro sostentamento quando il mare era troppo grosso. Nelle baie costruirono piccole case di pietra ed aspettarono tempi migliori ma le capre e i furiosi incendi del 1800 desertificarono ulteriormente le già aride Incoronate. Passato il pericolo i fuggitivi e i loro discendenti presero l’abitudine di trascorrere alcuni mesi sulle isole, come i nostri montanari sulle baite negli alpeggi estivi. Era una vita estrema ed ancora oggi d’inverno l’arcipelago, spazzato dalla bora, è spopolato. Impressionanti sono i muri a secco che recintano il nulla. Il motivo di queste recinzioni non è dovuto a stupidità o avidità, bensì nasce dal calcolo dell’esigua quantità di erba per le capre: si delimita e si protegge dal vento una porzione di territorio che fosse sufficiente al mantenimento di un determinato numero di capi. Navigare a filo d’acqua, a bordo di un kayak, è forse il modo migliore di innamorarsi di questa pietraia in mezzo al mare. Per capirle bisogna perdersi nel labirinto d’acqua e cercare di indovinare la rotta seguendo le forme di questi scogli dai nomi strani. Ma i kurnatari , abituati alla solitudine, sono anche dei burloni.Lo hanno imparato a loro spese i cartografi mandati dagli asburgo d’Austria a tracciare la mappa dell’arcipelago. I funzionari imperiali avevano trascorso giorni e giorni ad interrogare , a Murter i vecchi pescatori seduti sul molo. Per un po’ quei vecchi gli avevano dato retta. Poi avevano cominciato a sparale grosse. E così , delle 152 isole, alcune sono ufficialmente battezzate con nomi dell’antica etimologia croata, altre hanno subito una sorte diversa, come Babina Guzica, che significa “ Culo della Nonna”...
Note
Dopo aver circunavigato Cherso, Lussino, Cnidole ed Unjie nel mese di luglio per un totale di 277 km, in Agosto 2013 ho pagaiato nelle le mitiche isole incoronate:
Sono partito da Sukosan, 10 km dopo Zara, alle 18 ,rotta verso lo stretto di Zdrelac, che divide Uglian da Pasman . Pernottamento in una profonda baia, a pochi km dal ponte, Il giorno dopo, 42 km. di pagaia, dapprima con una traversata di 9 km. di mare aperto verso la baia Talascia, la porta delle isole della luna. Il kayak trip è stato più breve,150 km, ma l’immersione nel paesaggio marino si è forse rivelata più intensa. .
Meteo inclemente solo mercoledì 14, con fatica ho pagaiato al mattino contro la bora e al pomeriggio contro il maestrale: per fortuna nel canale centrale l’onda è poca. Il giorno di ferragosto è stato il mio giorno fortunato: a mezzogiorno dei bolzanini mi hanno invitato a pranzo e alla sera una famiglia di velisti mi ha offerto la cena a bordo. Ma non è finita, piantata la tenda in un portico, alcuni tedeschi gentilissimi si sono alzati presto al mattino per offrirmi la colazione. Spesso i cattivi e i maleducati si nascondono NEI NON LUOGHI delle spiagge ferragostane.
Infine ho voluto allungare l'itinerario costeggiando Pasman. Partito lunedì 11, purtroppo già sabato 17 agosto ero a casa.
Classifico l'itinerario come impegnativo anche perchè percorso in solitaria Logistica: si lascia l’auto in un parcheggio custodito, giorno e notte, nei pressi della marina di Sukosan, il parcheggio costa SOLO 10 KUNE al giorno, cioè 1 euro e 50, alla faccia dell’Italia dei gratta e vinci!

Il kayak : QAJAQ Wiking Lv, lunghezza m.5,27, larghezza 0 ,57
Il WIKING è un kayak con grandi capacità di carico, stabile e confortevole per trascorrere molte ore sull’acqua. Nello stesso tempo è un’imbarcazione performante con una elevata direzionalità ed una buona velocità di crociera. Dotato di quattro gavoni e di deriva a scomparsa offre anche una facilità di manovra e di una buona percezione sull’acqua.
La versione LV (BASSO VOLUME) ha un volume di carico inferiore rispetto al modello hd ( alto volume) ma presenta il vantaggio di offrire , in quanto quasi completamente sommerso, meno presa al vento. Rappresenta quindi un valido compromesso tra prestazioni, capacità di carico. e stabilità soprattutto nelle condizioni di mare più impegnative.
La pagaia: Kajner WING, misura media
Sia nel recente periplo di Cherso e Lussino sia nel kayk trip alla Incoronate ho utilizzato una pagaia wing in carbonio e mi sono trovato molto bene: il peso ridotto, meno di 800 g., lo stile di pagaiata basso e la spinta, mi hanno permesso di aumentare la percorrenza giornaliera di 8/ 10 KM. a parità di sforzo, rispetto alla pagaia tradizionale. La pagaia Kajner WING, misura media, ha l’angolo regolabile ed io l’ho posizionato sui 60 gradi per ruotare poco il polso ed evitare fastidiose tendiniti







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